Bonèt

Bonet

Come ormai avevate capito tutti la conclusione dell’ipotetico (e del tutto casuale, lo sottolineo) menu di questa settimana non poteva che essere un dessert per terminare in dolcezza. E così ho pensato al bonèt, budino tipico della tradizione piemontese, il cui nome pare derivi da un cappello o berretto, dalla forma tondeggiante, che molto ricorda quella dello stampo in cui veniva cotto questo dolce. Di solito viene preparato con uova, zucchero, latte, amaretti secchi e liquore, più tipicamente il ruhm, ma in altre versioni quest’ultimo viene anche sostituito da caffé, cognac o come nel mio caso liquore all’amaretto. [fonte: wikipedia]

Non me ne vogliano i piemontesi se magari la ricetta che pubblico oggi non è corrispondenete al 100% a quella della loro tradizione, io ho scelto di affidarmi a quella del maestro Maurizio Santin, contenuta nel suo “I dolci di Maurizio Santin” (edizioni Gambero Rosso). Ricetta che mi sono permessa di modificare leggermente trasformando questo dessert da un dolce al bicchiere (nella sua versione) ad un budino monoporzione, aggiungendovi anche il caramello che di solito lo accompagna.

Si tratta di un dolce al cucchiaio senz’altro altamente goloso, specie per me che adoro l’abbinamento degli amaretti con il cacao, che ho pensato di servire semplicemente con un ciuffo di panna montata non zuccherata. Come per la maggior parte dei budini, anche qui è fondamentale prestare molta attenzione durante la cottura in forno, sorvegliando spesso l’acqua del bagnomaria che non deve mai arrivare al bollore, pena la comparsa di antiestetiche bollicine nel dolce che non lo renderebbero morbido e vellutato come invece dovrebbe essere in realtà. Per lo stesso motivo la temperatura del forno non dovrà essere eccessiva.

Bonèt

Ingredienti per 10 stampini di alluminio monoporzione:
500 g di latte intero
100 g di zucchero semolato
100 g di amaretti sbriciolati
50 g di cacao amaro in polvere
20 g di liquore all’amaretto
4 uova
panna montata per servire
per il caramello:
150 g di zucchero semolato
qualche goccia di limone

Procedimento:
Per prima cosa preparate il caramello: in una casseruola d’acciaio mettete lo zucchero semolato e fatelo fondere a fiamma bassa insieme a qualche goccia di limone (questo per evitare che cristallizzi) fino a quando non avrete ottenuto un caramello dorato (non fatelo diventare troppo scuro altrimenti risulterà amaro). Facendo molta attenzione mettete il caramello così ottenuto all’interno degli stampini di alluminio monoporzione, che inclinerete, avendo cura che il caramello si stenda bene anche sui bordi.

Setacciate il cacao e stemperatelo nel latte sciogliendo bene eventuali piccoli grumi, mettete il tutto in una casseruola e portate ad ebollizione. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero utilizzando una frusta e, sempre mescolando, versatevi a filo il latte caldo. Aggiungete gli amaretti sbriciolati (o tritati nel mixer) e il liquore e lavorate il tutto con la frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. Aiutandovi con un mestolo versate il composto all’interno degli stampini monoporzione, arrivando ad 1 cm da bordo. Prendete una teglia dai bordi alti, posizionatevi all’interno gli stampini e, con molta cautela, versate dell’acqua in ebollizione che vi servirà per la cottura a bagnomaria. Fate cuocere in questo modo nel forno già caldo a 150° per circa 30-35 minuti, dipende dal forno e dalla grandezza degli stampi.

Per capire se è giunto a cottura fate la prova stecchino infilandono al centro di un budino oppure appoggiate un dito sulla sua superficie, se rimbalza leggermente significa che è pronto. Fate raffreddare i bonet nella teglia del bagnomaria fino a quando l’acqua sarà diventata fredda, poi quando saranno a temperatura ambiente ponete in frigorifero per un paio d’ore, coprendo gli stampini con un foglio di alluminio. Al momento di servire per sformare i budini passate la lama di un coltello (a lama e punta liscia) lungo i bordi e capovolgete i bonet sui piatti da portata. Servite accompagnando con un ciuffetto di panna montata non zuccherata e qualche amaretto intero come decorazione.

Nota: volendo è possibile cuocere il bonèt anche in uno stampo unico più grande, basterà ovviamente allungare i tempi di cottura.

Autore

Sara Querzola
Sara Querzola
Ciao sono Sara e questo è Fiordifrolla, un luogo in cui si intrecciano e trovano una collocazione alcune delle mie più grandi passioni: cucina, scrittura, fotografia, vino e viaggi. Questo blog è nato nel 2008 quasi per gioco, con gli anni è diventato il mio lavoro: ad oggi sviluppo ricette (e video), le cucino e le fotografo per numerosi ed importanti editori, riviste e agenzie.
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60 commenti su “Bonèt

  1. Grazie a tutti! Sono felice che il mio bonet vi piaccia :) Scusate se sono breve nella risposta, ma purtroppo devo ancora sistemare molte cose nel nuvo sito!

  2. Che buoni…già fatto 2 volte la teglia grande ,semplicemente goloso come dolce.Comunque tutte le tue ricette sono una poesia…

  3. ho sentito Santin dire in televisione la parola bonè, così l’ha pronunciata, il dolce piemontese che lui ha descritto si chiama bunet e così si pronuncia, non alla francese come ha fatto lui

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