lunedì 17 gennaio 2011

Bruoccula affucata, ovvero il cavolfiore affogato di Rossana

cavolfioreinfuocato2

Uno degli aspetti positivi dell’avere un blog di cucina è il rapporto che si instaura con i lettori. E’ incredibile come in seguito ad una ricetta possano generarsi scambi di mail e consigli che a volte, come è successo già in qualche caso, sfociano in un’amicizia. E così, quando pubblicai il post del crumble dicavolfiore, esposi le mie considerazioni a riguardo di questo ortaggio, dicendo che non so mai come cucinarlo. Bene, nel giro di un paio di giorni, forse anche meno (non ricordo esattamente, è passato del tempo)Rossana mi scrisse per la prima volta venendomi in soccorso con un piatto appartenente alla sua trazione gastronomica, quella siciliana, con questa bruoccula affucata, ovvero il cavolfiore affogato.

Premetto che sono molto orgogliosa di questa ricetta, non solo perché me l’ha inviata una cara lettrice, ma perché è la prima volta in assoluto che su Fiordifrolla compare un piatto siciliano. Non appena ho letto la ricetta con tanto di ingredienti e procedimento, ne sono rimasta molto colpita, vuoi per“l’affogamento” (passatemi il termine) del cavolfiore nel Nero d’Avola, vuoi per il nome particolarmente evocativo o perché fino ad oggi momento ho sempre sentito abbinare questo ortaggio a salse bianche, a tal punto da dire a Rossana che l’avrei senz’altro provata, ma con i miei tempi(attualmente molto lunghi). E devo confessarvi che, una volta assaggiata, l’ho preparata per due volte nel giro di 3 giorni. Semplicemente deliziosa.

Si tratta di un piatto molto saporito, grazie anche alla presenza di peperoncino e acciughe, ma leggero e sano allo stesso tempo, che può essere servito sia come antipasto che come contorno. Infine, come giustamente mi ha fatto notare Rossana, la cosa bella è che durante la cottura non sentirete sprigionarsi il caratteristico odore del cavolfiore, ma un effluvio tipico dei sapori della cucina mediterranea prenderà il suo posto invadendo la vostra cucina.

Bruoccula affucata, ovvero il cavolfiore affogato di Rossana

Ingredienti per 2-3 persone:
cavolfiore violetto (o bianco come nel mio caso) ridotto in cimette piccole
8 pomodorini datterini o pachino pelati e tagliati a cubetti o 3 cucchiai di polpa di pomodoro (io ho utilizzato quest’ultima)
5 spicchi d’aglio rosso interi (per me 2)
6 filetti d’acciuga
2 cucchiai olive nere denocciolate
150 ml di Nero d’Avola
peperoncino q.b.
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Procedimento:
Nel wok o in una capiente padella antiaderente fate soffriggere l’aglio nell’olio extravergine di oliva. Fuori dal fuoco aggiungete il peperoncino sbriciolato (in quantità a piacere), le olive nere e le accciughe che farete sciogliere nell’olio caldo mescolando con un cucchiaio di legno. A questo punto unite le cimette di cavolfiore, fatele insaporire a fiamma vivace, insieme al pomodoro e regolate di sale (non ne serve molto visto che le acciughe sono già sapide di loro) e pepe. Aggiungete il vino, incoperchiate e fate stufare a fuoco dolce. Se necessario durante la cottura aggiungete un po’ di acqua se notate che il sugo si dovesse asciugare troppo prima che il cavolfiore sia cotto. Quando esso sarà ormai tenero, togliete il coperchio per far evaporare il fondo di cottura e appena inizia a rosolare è pronto. Eliminate gli spicchi d’aglio e servite subito.

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45 comments

1 arabafelice 17 gennaio 2011 alle 06:53

Non conoscevo questo piatto, ed il fatto che non si sprigioni odore di cavolo durante la cottura lo mette nella top 5 delle ricette da provare in settimana!

2 Luciana 17 gennaio 2011 alle 07:37

Ha davvero un aspetto appetitoso, proverò sicuramente questa verione che deve essere squisita!!! buona settimana Dona!! :)

3 Luciana 17 gennaio 2011 alle 07:39

Perdonami…volevo scrivere buona settimana Sara :)

4 Luciana 17 gennaio 2011 alle 07:39

Ha davvero un aspetto appetitoso, proverò sicuramente questa verione che deve essere squisita!!! buona settimana Sara!! :)

5 alessandra 17 gennaio 2011 alle 07:43

Di cavolfiori provenienti dal nostro orticello ce ne sono rimasti giusto un paio…in giornata mi procuro il Nero D’Avola e stasera…Bruoccula affucata!!!!Buona giornata!!!!!

6 Tweets that mention Bruoccula affucata, ovvero il cavolfiore affogato di Rossana — Fior di frolla -- Topsy.com 17 gennaio 2011 alle 08:10

[...] This post was mentioned on Twitter by Sara Querzola, Sara Querzola . Sara Querzola said: Bruoccula affucata, ovvero il cavolfiore affogato di Rossana http://goo.gl/fb/xzm8X [...]

7 Rosalia 17 gennaio 2011 alle 08:50

Ciao, anch’ io sono siciliana, ma il broccolo affucato lo cuciniamo diversamente, se vuoi ti mando la ricetta è molto semplice,e più leggera.
Ciao a presto.

8 Carolina 17 gennaio 2011 alle 09:45

Buongiorno!
Ma allora è il momento di aprire una nuova categoria “cucina siciliana”! Mi piacerebbe molto… Con titolo originale d’obbligo, però! ;)
Quando vedo ricette così penso sempre che è venuto il momento di comprarmi un wok. È il caso che io non rimandi più…
Buona settimana!

9 marina 17 gennaio 2011 alle 09:50

Anch’io come Rosalia sono siciliana,quella che tu hai presentato è la ricetta riveduta del “cavolfiore affogato” che si prepara nella provincia di Catania,non mi risulta l’uso del pomodoro,nel resto della Sicilia si usano per la stessa ricetta le cime dei broccoli,da qui il nome
“bruoccula”.
il cavolfiore,preferibilmente viola, viene diviso in cimette e sistemato e ricomposto nel tegame come se fosse stato diviso,insieme ad un trito di cipolletta lunga acciughe salate e olive nere,un pò d’olio sul fondo e ricoperto di vino rosso,pressato dau piatto capovolto con un peso sopra e cucinato a fuoco lento,una volta cotto si spadella sul piatto lentamente per non rovinare la forma….si possono aggiungere pezzetti di pecorino o pepato fresco.

10 Tery 17 gennaio 2011 alle 09:58

Buongiorno Sara!
Sicuramente Rossana da buona siciliana in tema di cavolfiore sarà preparatissima…. questa ricetta è da acquolina in bocca, non la “solita ricetta” da cavolfiore!

11 Maria 17 gennaio 2011 alle 10:24

i cavolfiori mi piacciono tantissimo!
li farò sicuramente ciao Maria

12 imma 17 gennaio 2011 alle 10:26

le ricette siciliane sono strepitose Sara se poi le prepari tu con la tua maestria diventano dei veri capolavori!!un piatto davvero entusiasmante!!!bacioni imma

13 Le Rocher 17 gennaio 2011 alle 10:54

Hai ragione, è bellissima la rete di “amicizie” e contatti che animano i blog e li fanno diventare cosi vivi.
Bella la ricetta, interessante e sicuramente da provare.

14 Juls @ Juls' Kitchen 17 gennaio 2011 alle 11:25

delizioso! adoro la cucina siciliana, ma non mi ci sono mai cimentata di persona! quando leggo i libri di Montalbano (o guardo i film con Zingaretti) mi perdo inq uei sapori da favola! credo anche che la mia vacanza in Sicilia qualche anno fa abbia raggiunto dei picchi di eccellenza culinaria mai toccati prima! una favola!

15 mauro visentini 17 gennaio 2011 alle 11:27

la ricetta sicuramente diversa è interessante. la sua presentazione così golosamente entusiasta la rende ancora più solleticante. grazie dell’esposizione. a presto.

16 Gloria 17 gennaio 2011 alle 11:30

questa è una ricetta di cui qualche volta ho sentito parlare, ma non ho mai avuto l’occasione di provarla… Sembra davvero ottima!

17 Rossana 17 gennaio 2011 alle 12:45

Sono contenta che vi sia piaciuta!

18 Onde99 17 gennaio 2011 alle 13:53

Geniale! Abbiamo entrambe pubblicato una ricetta a base di cavolfiore (romanesco, il mio)! La tua, però, è decisamente più buona secondo me, soprattutto per la questione dei delicati aromi che si spargono per tutta la casa quiando si ha a che fare con le crucifere…

19 Albero della carambola 17 gennaio 2011 alle 14:29

Interessante, molto interessante…Visto che amo il cavolo in tutte le sue forme/varianti…questa ricetta è strepitosa…ti saprò dire…Complimenti!
s

20 cadibal 17 gennaio 2011 alle 15:41

identica dicitura in lucano ma…la tua ricetta supera qualsiasi confronto tra regioni!

21 mirtilla 17 gennaio 2011 alle 16:24

ottima, le ricette col cavolfiore nn sono tantissime e sempre le stesse, originalissima la tua versione :)

22 cleare 17 gennaio 2011 alle 17:30

col nero d’avola nn c’avrei mai pensato! Da provare sicuramete! Ti ho scritto una e-mail..una domanda importante per te! Baci

23 Elga 17 gennaio 2011 alle 18:52

Che bella ricetta forte, saporita e mediterranea! Mi piace tantissimo!
Tutto bene??

24 Sara@fiordifrolla 17 gennaio 2011 alle 20:17

@ arabafelice: guarda questa cosa che l’odore del cavolfiore non si sente per nulla è una cosa che ha conquistato anche me ti dirò, ma non solo ovviamente, sono i sapori, i profumi ed i colori che mi hanno fatto innamorare di questo piatto :)

@ Luciana: e lo è secondo me molto appetitoso, buona settimana anche a te cara Luciana :)

@ Alessandra: fammi sapere se ti è piaciuto che sono curiosa! ;) Buona serata :)

@ Rosalia: e infatti aspettavo il tuo commento perché me lo ricordavo che sei siciliana anche tu :) Per esperienza ti posso dire che le ricette della tradizione possono cambiare non solo da paese a paese, ma addirittura da famiglia a famiglia. Almeno qui è così. Tutti conoscono i tortellini, ad esempio, ma sfido a trovare LA ricetta per eccellenza :) Se mi vuoi inviare anche la tua ricetta la leggerò molto volentieri :)

@ Carolina: buonasera! ;) Beh, di qui ad aprire una categoria ce ne vuole! E’ la prima ricetta che faccio e non so quante ne seguiranno, non sono molto ferrata in questo campo e aggiungo che non sono nemmeno mai stata in Sicilia (ahimé)! :D Io il wok ce l’ho e non lo uso mai, mi viene scomodo… vado sempre di padella antiaderente ;) Buona settimana anche a te Caro.

@ Marina: ti ringrazio di cuore per il tuo prezioso contributo. Ho letto tutto e lo trovo molto interessante :) Come ho detto a Rosalia di solito nelle ricette tradizionali non esiste LA ricetta per eccellenza quella seguita da tutti, ma spesso alcuni ingredienti o modalità possono cambiare da un paese all’altro o da una famiglia all’altra. Questa è quella di Rossana, che mi ha spiegato come viene cucinata da lei di solito nella sua famiglia :)

25 Sara@fiordifrolla 17 gennaio 2011 alle 20:26

@ Tery: infatti non è la solita ricetta, anche perché non so te, ma io non conosco troppi modi per cucinare il cavolfiore. Questo senz’altro è uno dei più appetitosi che io abbia mai provato :)

@ Maria: e fanno anche tanto bene, quindi fai bene a mangiarli ;)

@ Imma: grazie Imma, ma qui il merito è davvero tutto di Rossana che mi ha fatto conoscere questa favolosa ricetta :) Un bacione

@ Le Rocher: grazie, sono contenta che la pensi come me :)

@ Juls: ma sai che questa cosa che in Sicilia si mangia molto bene me l’hanno detta in molti? Non che avessi dubbi a riguardo eh! Io invece non ci sono mai stata e non ti nego che mi piacerebbe molto approfondire l’argomento ;)

@ mauro visentini: grazie a lei Mauro, sono contenta che questa ricetta sia stata di suo gradimento :)

@ Gloria: a me è piaciuta moltissimo, continuo a rifarla ;)

@ Rossana: grazie, di cuore, per averci fatto conoscere questo favoloso piatto, che da quando l’ho cucinato per la prima volta a casa mia è diventato un grande successo :)

26 Sara@fiordifrolla 17 gennaio 2011 alle 20:32

@ Onde99: ma dai davvero? Finisco di rispondere ai commenti e poi vengo a vederla! Sono certa che anche la tua non sarà da meno, anzi se ben ti conosco sarà qualcosa di raffinato e dannatamente sfizioso :)

@ Albero della Carambola: allora è davvero la ricetta che fa per te :) Attendo tue notizie ;)

@ Cadibal: grazie, sei tu che se gentilissima :)

@ Mirtilla: grazie!

@ Cleare: letta la mail, ora ti rispondo ;) E’ stato proprio il Nero d’Avola uno dei motivi scatenanti che mi hanno indotto a provare questa favolosa ricetta :)

@ Elga: tutto benissimo cara, grazie, è un periodo molto sereno questo devo dire. E lì? Ti ho pensata sai quando ho scritto il post, sarebbe stato perfetto per la tua settimana del cavolo! Un abbraccio affettuoso.

27 Concetta Pollice 17 gennaio 2011 alle 22:32

pensa, si fa anche da noi, ma in bianco e con l’uvetta ( vroccola stufata, in pugliese). Naturalmente il broccolo violetto da un sapore assolutamente diverso da quello bianco . Baci

28 anna 18 gennaio 2011 alle 10:40

è una ricetta davvero ottima, la mia nonnina (sicula) me la preparava sempre e io continuo a farla…se ti servono suggerimenti di cucina siciliana ne ho di ottimi. io sono veronese, ma i nonni siciliani hanno lasciato un’ottima eredità culinaria. il mio forte sono: la pasta al forno,la cassata (ho anche delle foto), i cannoli, la pasta con le sarde, la caponata, gli involtini di melanzane e le sarde a beccafico!

29 pasqualina 18 gennaio 2011 alle 11:29

Che bella questa ricetta!! La proverò sicuramente!
Complimenti!!

30 Milen@ 18 gennaio 2011 alle 12:04

Devo provare a farli: l’odore che si spande per case quando si cucinano i cavolfiori nature per me è un supplizio, mentre con questa ricetta si riesce a neutralizzare alla grande!
E’ una ricetta dai grandi sapori :D

31 Sara 18 gennaio 2011 alle 13:06

Ciao! Ho letto con interesse questa ricetta perchè mia suocera (che è per metà siciliana) mi ha insegnato una ricetta simile ma più semplice.Mi permetto di indicartela, magari ti interessasse: io li ho chiamati “cavolfiori ubriachi”. Soffrittino di olio evo insaporito con un po’ di aglio tritato, rosolare le cime di cavolfiori, salare, mescolare e “ubriacare” con vino rosso. A cottura ultimata aggiungere scaglie di parmiggiano. P.S.Complimentissimi per il blog che seguo con piacere – Ciao – Sara

32 micaela 18 gennaio 2011 alle 14:14

buongiorno cara, come va? è tanto che non passo di qua, il piccolo mi assorbe un sacco di tempo! dev’essere buono il cavolo fatto in questo modo… io oltre che stufato o gratinato non so mai come farlo. La prossima volta lo provo! baciotti.

33 Symposion 18 gennaio 2011 alle 20:42

questo è il bello dello scambio culturale!
questo piatto è davvero goloso, lo proverò anch’io anzi venerdì ho una cena e lo propongo poi ti dirò :)
grazie a rossana e a te sempre preziosa con questi suggerimenti culinari!

34 Sara@fiordifrolla 18 gennaio 2011 alle 21:50

@ Concetta Pollice: con l’uvetta ne avevo sentito parlare e non ti nego che è una ricetta che mi fa altrettanta gola! Vero, il cavolfiore violetto ha un sapore diverso, ma ti dico che ho apprezzato molto anche con quello bianco :)

@ Anna: i suggerimenti (culinari e non) sono sempre ben accetti! Vorrei saperne molto di più sulla cucina sicula, ma credo che sarebbe necessario anche fare una piccola vacanza in terra di Sicilia per toccare con mano (anzi no, con lingua) il tutto. Buona serata :)

@ Pasqualina: grazie :)

@ Milen@: sì ti confermo che gli odori tipici del cavolfiore vengono di molto mitigati, per la casa invece ci sentirà il profumo di acciuga, olive e vino. Deliziosi!

@ Sara: benvenuta e grazie per avermi scritto la tua ricetta, ogni vostro suggerimento è ben accetto!

@ Micaela: buongiorno carissima! Io bene e te? Non ti preoccupare, anch’io ho poco tempo per stare al pc ultimamente, non ho un figlio, ma lavoro a tempo pieno e spesso torno a casa così stanca che cucinare anche due uova al tegamino è un’impresa! Goditi questo momento Micaela, tranquilla :)

@ Symposion: concordo e come ho scritto nel post, questo è uno degli aspetti più belli di tenere un blog :) Grazie a te, buona serata. Un caro saluto.

35 katya 21 gennaio 2011 alle 09:16

Devo dire che il cavolfiore lo compro spesso, in casa mia piace a tutti, il problema è che alla fine lo cucino sempre alla solita maniera…..lessato e condito con l’olio buono….oppure lo schiaccio insieme a qualche patata e ci faccio un tortino…il mio bimbo ne va matto!
Questa è una bellissima ricetta, saporita, e nuova per me. Te l’hai presentata degnamente, brava!

36 Giulia 22 gennaio 2011 alle 00:56

Bella ricetta, ne faccio una molto molto simile …
Saluti Giulia

37 Sara@fiordifrolla 22 gennaio 2011 alle 14:21

@ Katya: benvenuta e grazie, sono contenta se questa ricetta ti sarà di aiuto :)

@ Giulia: grazie mille, buon fine settimana :)

38 Barbara 23 gennaio 2011 alle 20:20

Complimenti, anch’io da siciliana, non conoscevo questa ricetta!! La proverò senz’altro!!

39 Sara@fiordifrolla 23 gennaio 2011 alle 20:34

@ Barbara: bene! Sono curiosa di sapere cosa ne pensi!

40 Marco 23 gennaio 2011 alle 22:06

Mi piacerebbe sapere perché il mio commento non è stato pubblicato. Forse non è di gradimento?

41 Sara@fiordifrolla 23 gennaio 2011 alle 22:38

@ Marco: semplicemente forse non l’ho ricevuto, a volte capita che ci siano problemi e che alcuni commenti non vengano pubblicati, ma la cosa non dipende da me :)

42 Marco 24 gennaio 2011 alle 19:42

Riproviamoci…
Quelli che chiami broccoli in realtà sono i “bastardi” e si usano quasi esclusivamente nella provincia di Catania. I broccoli, anche quelli si fanno affogati, sono invece quelli che comunemente si trovano in tutta Italia dal fiore verde (al market broccoletti siciliani per l’appunto).
La ricetta che dai è abbastanza lontana da come si fanno in Sicilia, non tanto negli ingredienti (direi che manca solo il pecorino vecchio), quanto nel procedimento. Vengono cotti a fuoco lentissimo coperti e pressati in modo tale da far venir fuori una specie di torta.

Come dicevano su rai2…tutto questo per la precisione.

43 Sara@fiordifrolla 24 gennaio 2011 alle 21:22

@ Marco: ho capito dov’era il problema, il tuo commento era finito nello spam insieme a moltissimi altri che però erano spam per davvero :)
Onestamente penso di sapere che differenza ci sia tra un broccolo ed un cavolfiore, lo dimostrano altre ricette che ho pubblicato in passato. E di certo non devo stare qui a dare dimostrazioni. Ho utilizzato il nome “bruoccula” perché è il nome che Rossana, la ragazza che mi ha inviato la ricetta, le ha dato e come tale non l’ho modificato :) Come ho già scritto questa è la ricetta di una mia lettrice (siciliana come te), così come la fa lei nella sia famiglia, e non LA ricetta siciliana per eccellenza. Ti ringrazio ugualmente per il tuo contributo :)

44 Sara 25 gennaio 2011 alle 21:13

Vado :)

45 giambattista 5 novembre 2012 alle 22:14

Non vorrei apparire come il professore cattivo che segna con matita rossa e blu alcuni errori, diciamo meglio imprecisioni, rilevate nella ricetta dei “broccula affucati”.
Allora iniziamo innanzi tutto nel precisare che Stiamo parlando certamente di un piatto siciliano e, nel mio caso nella versione catanese, che mi sembra quella di cui si parla nell’articolo, anche se un con un pò di confusione negli ingredienti e fors’anche nella preparazione. Chiarisco infatti, per prima cosa, che i “roccula” o broccula di cui si parla vengono credo confusi nella ricetta con il cavolfiore che a Catania viene chiamato “bastardu” con buona pace della sua mamma, infatti il piatto si chiama “basardu affucatu” e deve essere fatto, almeno a Catania, rigorosamente con il cavolfiore viola scuro – tipico della zona dell’Etna – e non “assolutamente” con quello bianco, peraltro buonissimo e molto diffuso in tutto il resto della Sicilia in particolare a Palermo; con questo cavolfiore si prepara invece “una ottima minestra invernale con pasta “sminuzzata” e se possibile un pò di “frittole”, oltre naturalmente un’altro eccellente piatto Palermitano che si chiama “pasta che rocculi arriminati” dove nella Siclia Occidentale il termine “rocculi” equivale al Catanese “bastardu”. Ma ritorniamo al Bastardo affogato dove non si deve parlare assolutamente di pomodori nè che vengano da Pachino, nè che vengano da altre parte del mondo: bel bastardu affucatu il pomodoro non esiste. Che poi il vino sia un nero d’avola, può anche starci anche se il piatto così preparato comincia a diventare costoso, infatti va benissimo un buon rosso “non certo pregiato” ma lasciato “asciugare”piano piano e a fuoco lento. Va bene le acciughe e a rigore occorrerebbe il “maiorchino” e non il pecorino con il pepe. Il maiorchino è normalmente nel Catanese e nel Ragusano la versione stravecchia del pecorino, ma senza “pipi spezzi”, cioè senza pepe nero in grani che non è previsto in questo piatto, come non è previsto il peperoncino. Inoltre la preparazione prevederebbe non un tegame, ma una pentola abbastanza capiente e alta dove gli ingredienti: cavolfiore pulito tagliato a tocchetti verrà adagiato a strati su sui vengono adagiate due o tre acciughe sott’olio, dei tocchetti di maiorchino o se non disponibile anche pecorino molto, molto stagionato, ma rigorosamente senza pepe in grani e una cucchiaiata di cipolla fatta soffrigere possibilmente un pò prima con l’aggiunta di due /tre olive nere disossate per ciascuno strato; continuare così a strati fino ad arrivare a 2/3 cm dal bordo della pentola, a questo punto versare sempre naturalmente a fuoco molto lento un primo bicchiere di vino rosso. A questo punto si mette sulla pentola un coperchio che “deve essere di circonferenza poco più piccolo della pentola stessa; cio consente al coperchio di entrare dentro la pentola a contatto con lo strato superiore del timballetto o sformato che si va a preparare e deve essere appesantito in modo da comprimere il coperchio sullo sformato man mano che il vino tende ad asciugarsi. Una volta le nonne usavano i pesetti che si usavano nelle bilance di casa. Naturalmente dopo una decina di minuti di cottura andrà versato almeno un altro bicchiere di rosso e cosi avanti per almeno un’ora. Quando dopo un’attenta e amorevole sorveglianza tutto il vino versato, diciamo al massimo due bicchieri, due bicchieri e mezzo si sarà asciugato il tortino di deve lasciare “riposare” una decina di minuti per poi capovolgerlo in un piatto più grande “da pignata” e servirlo a piacere. Mi permetto di aggiungere che con parte del tortino può essere condito anche un bel piatto di maccheroncini possibilmente – ora sì il tegame – dopo averli un pò mantecati insieme al bastardo affucatu e aggiungendo se piacciono una manciata di pinoli.

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