Categoria - Appunti golosi

7 giugno 2012

Di terme, tartufi, vespe e campagna toscana. La Valdera in 5 punti.

Campagna toscana

Amo molto la Toscana. Una regione che ho esplorato in lungo e in largo in diverse occasioni, un po’ grazie ad amici che abitano in questa regione, un po’ per la passione per il vino e per i viaggi che mi hanno sempre portato a percorrere le sue strade, rimanendo ogni volta incantata davanti ai meravigliosi paesaggi che la campagna toscana, con le sue dolci colline, sa offrire.

Grazie al blog trip di #CascianaVitaSana al quale ho preso parte lo scorso week end, ho avuto la grande opportunità di visitare una parte della Toscana a me sconosciuta: la Valdera. Un territorio ricco di attrattive, che ho imparato ad apprezzare sin da subito grazie al ricco programma studiato apposta per me e per gli altri blogger (tutti del settore travel, a parte me e Giulia che eravamo le uniche foodblogger). So che in molti aspettavate un resoconto su questa mia esperienza e quindi eccomi qui pronta a raccontarvene i punti salienti.

Museo Piaggio

1. Inizio in ordine temporale dalla visita al Museo della Piaggio, che poi è stata la prima attività che abbiamo fatto. Si trova all’interno dello stabilimento dell’ex Attrezzeria di Pontedera, uno spazio che è stato recuperato e inaugurato il 29 marzo del 2000. Nasce con lo scopo di conservare la memoria storica dell’azienda e dei suoi progettisti come Corradino D’Ascanio e Luigi Pegna. Al suo interno sono ospitate le collezioni Piaggio, Gilera e Vespa. Ho potuto vedere l’interessante evoluzione di quest’ultima dalla sua nascita ai giorni nostri e di scoprire numerosi bizzarri prototipi che sono stati ideati e costruiti nel tempo. Credo che questo museo valga una visita, perché permette di conoscere ed approfondire un pezzo di storia di questa importante realtà italiana.

Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”
Viale Rinaldo Piaggio, 7
56025 Pontedera (Pi)
per info su visite guidate cliccate qui

Museo Piaggio

Museo Piaggio

Quadro - Museo Piaggio

2. Al rientro da questa visita ci aspettava un “aperispa” presso l’hotel Terme Villa Borri. Di cosa si tratta? Una delle cose più simpatiche che abbia mai fatto. Un aperitivo/cena all’interno della spa dell’albergo stesso. Immaginateci tutti a cenare in accappatoio e costume e fare l’idromassaggio, bagni nella piscina del sale coperti da una volta stellata e la sauna. Non male vero? Io mi sono molto rilassata e anche divertita.

Terme di casciana

3. Sempre restando in tema di wellness non posso non spendere due parole sulle Terme di Casciana, situate tra le colline pisane nell’omonimo paese. Uno stabilimento che vanta una storia molto lunga, la cui origine pare sia legata ad un merlo delle Contessa Matilde di Canossa, il quale era vecchio e malconcio, ma dopo numerosi bagni in uno stagno contente acqua calda ritornava sempre più vispo e allegro. Qui sgorga l’Acqua Mathelda ad una temperatura costante e naturale di 35,7°C, un’acqua che appartiene alla famiglia delle bicarbonato calciche e che è da sempre conosciuta per le sue proprietà antireumatiche, contro l’artrosi e la sciatica. Noi siamo stati nella grande piscina esterna per qualche ora e ne abbiamo tratto grande giovamento, inteso in termini di relax e benessere. Oltre a locali adibiti a cure termali e a un centro di riabilitazione, il villaggio ospita al suo interno anche in centro estetico dove ho avuto l’occasione di provare un massaggio viso che ha completamente cancellato dal mio volto i segni della stanchezza accumulata nei giorni precedenti. Impagabile.

A caccia di tartufi

4. E poi non potevo non parlarvi del tartufo. Dopo tutto questo è sempre un food blog e di cibo dobbiamo parlare, no? E sì perché la Valdera è un’area molto vocata al tartufo, specie quello bianco. Dovete sapere che abbiamo avuto l’opportunità di assistere ad una battuta di caccia al tartufo in compagnia di Cristiano Savini e ai suoi fidati cani. Siamo stati quindi condotti in un bosco nei dintorni della sede dell’azienda e, subito dopo aver liberato i cani, abbiamo iniziato a fare i primi ritrovamenti, come quello che potete vedere in foto. Non mi era mai capitato di poter assistere a questa raccolta, devo dire che è stato particolarmente emozionante vedere il cane scavare nel terreno e portare al padrone una grossa palla di tartufo (in questa stagione tartufo nero estivo).

A caccia di tartufi

Il nostro raccolto

Ovviamente a questa sessione di caccia al tartufo è seguita una degustazione presso la sede di Savini Tartufi con i prodotti preparati dall’azienda. Qui una vera folgorazione è stata l’assaggio del gelato alla crema con il miele al tartufo. Nonostante inizialmente fossi particolarmente scettica, devo dire che mi sono dovuta ricredere. Credo che lo riproporrò molto presto anche a casa.

Savini Tartufi Srl
Piazza C. D’Ascanio
56036 Forcoli (Pi)
email: info@savinitartufi.it

Tartufo

Antipasti misti by Savini Tartufi

Una scoperta ;)

Miele al tartufo

5. Un territorio molto interessante quello della Valdera che vi consiglio caldamente di visitare noleggiando una Vespa, come abbiamo fatto noi con il nostro Vespa Tour. In questo modo avrete l’opportunità di scoprire in piena tranquillità panorami sempre diversi e suggestivi, da colline dolci punteggiate qua e là da qualche cipresso, a zone più verdi e inaspettatamente rigogliose. Ovunque una distesa di campi di grano dorati (pensate che mentre ero sulla mia vespa color senape canticchiavo Fields of Gold di Sting) alternati ad altri verdi o addirittura rosa, grazie alla presenza di una miriade di fiori di questo colore. Attraverserete borghi, percorrete salite e tornanti, ma lo spettacolo merita davvero di provare questa esperienza. Ah, se vi stavate chiedendo se ho guidato io, beh ovviamente no, ero caricata come passeggero, altrimenti credo avrei combinato senza dubbio qualche guaio ;)

Campagna toscana

Il teatro del silenzio

Io e Federchicca

Come prenotare il tour Valdera in Vespa? Semplice, ecco tutti i riferimenti:

Fiocco Rosso Viaggi
Via Galimberti 3
56025 Pontedera (Pi)
Tel. 0587/291039
email: e.petricci@fioccorossoviaggi.it

Inutile dire che questa sia stata una bella esperienza, sia perché ho avuto modo di scoprire un territorio e le sue tipicità a me sconosciute, sia perché ho avuto l’opportunità di farlo insieme a degli ottimi compagni di viaggio. Alcuni erano già stati con me in altri blog trip come Vitanova11 e nel progetto Quality 4 Travel, altri invece li ho conosciuti sul posto. Ecco i loro nomi:

Michela Simoncini – Comunica  Te Stesso
Francesca Turchi – Travel’s Tales
Cristiano Guidetti – Viaggio Vero
Francesca Barbieri – Fraintesa
Federica Piersimoni – Viaggi Low Cost
Michela Passarin – Color Trip
Giuseppe Trisciuoglio – Eurotrip
Giulia Scarpaleggia – Juls’ Kitchen
Simone Attanasio – Pizzulata
Bruna Fusco – Slow Travel
Leela Cyd – Leela Cyd

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21 maggio 2012

Sfogliata agli asparagi, pancetta affumicata e pecorino

Sfogliata agli asparagi, pancetta affumicata e pecorino

E’ stato un week end ricco di tensioni quello appena trascorso, da quando alle 4.04 di domenica mattina mi è all’improvviso tremato il letto. Venti lunghissimi secondi, che mi sono sembrati interminabili. Il rumore della casa che tremava, la porta della camera da letto che si apriva e si chiudeva da sola, i lampadari che oscillavano, i cani dei vicini che ululavano in un modo che non avevo mai sentito prima. Paura, tanta paura, e un pensiero immediato ai proprio familiari, la speranza di trovarli tutti in salvo, le telefonate, i messaggi e i tweet di amici e parenti. Per fortuna la zona dove abito non ha avuto danni, l’epicentro si trova a solo 50 km da casa mia. Solo tanto spavento e niente più.

Perché vi racconto di questo fatto? Perché inevitabilmente è anch’esso legato alla cucina e al cibo. Dovete sapere infatti che ogni qual volta nella mia famiglia succede qualcosa di brutto o di preoccupante, lo si affronta tutti insieme a tavola, con pranzi o cene composti da numerose portate e fiumi di buon vino. Un modo come un altro di esorcizzare le proprie paure, o almeno noi le abbiamo sempre affrontate così. E non vi nego che a volte funziona. Ecco che quindi ho deciso di mettermi a cucinare qualcosa anche questa volta, confidando nel fatto che il potere della cucina non avrebbe potuto fare altro che giovarmi, facendomi distogliere il pensiero da quanto era successo. E così effettivamente è stato. Dedicarmi infatti con anima e cuore a qualche piatto mi ha rimesso in pace con il mondo, mi ha rilassata e mi ha fatto dimenticare, anche se per un breve periodo, l’accaduto.

Tra le varie cose che ho cucinato ieri, c’è anche questa sfogliata, che si ispira ad una pizza che ho assaggiato di recente in quella che è diventata la mia pizzeria preferita del momento: Berberé. Si tratta di un locale dove di presta grande attenzione alla qualità delle materie prime, si utilizzano infatti farine macinate a pietra, ingredienti di stagione, e numerosi presidi slow food. Ad accompagnare il tutto una buona selezione di birre artigianali, alcune prodotte anche in microbirrifici nei dintorni di Bologna (come il birrificio Statale 9 di Crespellano), vini naturali e bevande gassate italiane come cedrata, chinotto e aranciata. Qui si trovano pizze sia classiche che creative, il menu cambia con la stagionalità dei prodotti, e gli ingredienti vengono sempre rispettati con cotture delicate, come quella a vapore, senza l’utilizzo di soffritti e privilegiando la leggerezza, da qui l’idea appunto del concept “Light Pizza & Food”.

Per farla breve, tra le pizze primaverili mi è capitato di assaggiarne una che mi ha particolarmente colpita, realizzata con asparagi, mozzarella, pancetta e pecorino, sapori che ho poi tramutato in questa sfogliata che vi presento oggi. Certo non è proprio la stessa cosa (il gusto complessivo è inevitabilmente un po’ diverso utilizzando la pasta sfoglia, probabilmente lo è anche il procedimento ;), ma francamente se avessi dovuto replicare l’impasto di quella pizza non ci sarei riuscita, molto meglio per me personalizzare il tutto in una ricetta facile e veloce, nel mio stile insomma, che fosse alla portata di tutti. Come sempre maggiore sarà la qualità degli ingredienti utilizzati, migliore sarà il piatto nel suo complesso. Il risultato mi è molto piaciuto, a tal punto che ho deciso di condividerlo con voi, ecco quindi come fare:

Sfogliata agli asparagi, pancetta affumicata e pecorino

Ingredienti per 4 persone:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
1 mazzo di asparagi verdi di Altedo Igp
10 fette di pancetta affumicata
1 mozzarella fiordilatte
pecorino stagionato q.b.
olio extravergine di oliva
sale, pepe

Mondate gli asparagi eliminando la parte bianca del gambo e lavateli con cura sotto l’acqua corrente. Tuffateli in una casseruola colma di acqua salata, lasciateli cuocere fino a quando saranno teneri, ma ancora sodi, quindi scolateli e bloccatene la cottura in acqua ghiacciata. Tamponateli con acqua corrente e metteteli da parte. Prendete la pasta sfoglia e disponetela su di una leccarda ricoperta di carta da forno, quindi praticate un’incisione (senza arrivare fino al fondo) ad 1 cm dal bordo con un coltello affilato (in questo modo in cottura il bordo si alzerà). Bucherellate con i rebbi di una forchetta la sfoglia, tralasciando i bordi. Nell’interno del rettangolo così creato disponete le fettine di pancetta tagliate a listarelle, la mozzarella tagliata a dadini e gli asparagi tagliati in 3 parti in diagonale. Cospargete con un po’ di pecorino grattugiato, olio extravergine di oliva, poco sale e pepe. Fate cuocere il tutto nel forno già caldo a 180° per circa 30-35 minuti, o comunque fino a quando la sfoglia sarà dorata. Sfornate e cospargete con scaglie di abbondante pecorino stagionato. Fate intiepidire e servite subito.

Vino consigliato: un sauvignon frizzante dell’Emilia che con i suoi caratteristici profumi e la sua freschezza e sapidità ben si abbina a questo piatto caratterizzato da una buona aromaticità (data dall’asparago e pancetta affumicata), grassezza e tendenza dolce dalla pasta sfoglia.

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26 aprile 2012

“Risotto” ultrarapido agli asparagi, formaggio di capra girgentana e limone

Risotto agli asparagi formaggio di capra girgentana e limone

Un solo post, tante cose da raccontarvi che non so da dove cominciare. Iniziamo dal formaggio. Di recente, grazie alla cara Rossana, mi si è presentata l’occasione di assaggiare una selezione di formaggi di capra girgentana, una particolare razza ovina autoctona siciliana in via d’estinzione, il cui nome deriva da Girgenti (oggi Agrigento), facilmente riconoscibile per le lunga corna a spirale (ho letto che possono raggiungere addirittura una lunghezza di 70 cm!), che oggi è anche Presidio Slow Food (per maggiori informazioni leggete qui). Queste capre danno origine ad un latte di elevata qualità, per il grande equilibro tra grassi e proteine che lo caratterizza, che viene utilizzato oltre che per il consumo diretto anche per la produzione di ottimi formaggi. Come quello che ho utilizzato io per mantecare questo risotto agli asparagi e che vedete fotografato qui sotto.

Formaggio capra girgentana

Ma veniamo al risotto. Nel titolo ho frapposto questa parola tra le virgolette perché non è proprio preparato nella maniera classica. D’altronde per essere ultrarapido qualche trucchetto ci doveva essere, no? Ho infatti pensato a dare un’alternativa a chi ha davvero pochissimo tempo, a chi arriva a casa con zero idee su cosa cucinare per pranzo o per cena e, magari, ha pure una famiglia da sfamare. Non ditemi che non vi trovate in questa situazione almeno una volta al giorno.

Ecco che per ridurre drasticamente i tempi di preparazione ci viene in aiuto una grande alleata: la pentola a pressione. Vi servirà qualche minuto per mondare la cipolla o lo scalogno, la verdura prescelta e arrivare al punto in cui dovrete unire il brodo e poi per cuocere il risotto basteranno solo 6 minuti, più 2-3 alla fine per farlo asciugare. Un bel risparmio di tempo non trovate? Le proporzioni che io uso tra riso e brodo sono in linea di massima quelle indicate nella ricetta, volendo si potrebbero aggiustare in difetto se utilizzate verdure che contengono molta acqua. Altrimenti basterà regolarsi a fine cottura. Unico neo: a mio avviso le verdure perdono un po’ in colore, ma converrete con me che non si può avere tutto.

Per quanto riguarda i sapori trovo che gli asparagi si sposino sempre molto bene con il formaggio di capra, ma ho pensato che il tutto necessitasse di maggiore freschezza, data dalla scorza di limone grattugiata. Abbinamento che ho trovato particolarmente azzeccato. Ecco la ricetta, che naturalmente si presta a infinite varianti:

Formaggio capra girgentana

“Risotto” ultrarapido agli asparagi, formaggio di capra girgentana e limone

Ingredienti per 2 persone:
160 g di riso carnaroli
50 g di formaggio di capra girgentana (sostituibile con altro formaggio di capra)
1 mazzo di asparagi
1 scalogno
1/4 di bicchiere di vino bianco secco
scorza di limone bio grattugiata
5 dl di brodo vegetale caldo
olio extravergine di oliva
sale, pepe

Lavate gli asparagi, eliminate la parte bianca, tagliateli a fette di 4 mm circa e lasciate intere le punte. Mondate lo scalogno, tritatelo finemente e mettetelo nella pentola a pressione (senza il coperchio ovviamente) insieme all’olio extravergine di oliva e fatelo rosolare a fiamma moderata. Unite gli asparagi e fateli insaporire per un paio di minuti, quindi aggiungete il riso e lasciatelo tostare per qualche minuto. Sfumate con il vino bianco, lasciatelo evaporare e aggiungete tutto il brodo (che dovrà essere caldo). Chiudete la pentola a pressione, attendete il fischio e abbassate la fiamma. Fate cuocere il riso per 6 minuti esatti da questo momento, quindi spegnete e fate uscire tutto il vapore attraverso l’apposita valvola. Aprite la pentola e se il risotto risultasse ancora troppo liquido proseguite la cottura a pentola scoperta per qualche minuto fino a quando si sarà asciugato. Spegnete, mantecate con il formaggio di capra a tocchetti e unite la scorza di limone. Regolate di sale, fate riposare per un paio di minuti e servite.

Vino consigliato: un riesling dell’Alto Adige, il quale con la sua sapidità va a bilanciare la morbidezza del risotto e le cui note agrumate si sposano bene con il limone.

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