Categoria - Chocolat

30 dicembre 2013

Angel food cake con ganache al cioccolato fondente e lamponi

Angel Food Cake con ganache al cioccolato fondente e lamponi

A volte succedono cose che mai e poi mai avresti neanche lontanamente pensato fossero possibili, in questo ultimo periodo ne ho avuto le prove. Un esempio su tutti? Non aggiornare queste pagine per diversi mesi, se qualcuno me lo avesse detto non ci avrei mai creduto. E invece è accaduto. Con tutto quello che ne consegue: non pochi sensi di colpa della sottoscritta e un vago senso di smarrimento misto a moltissima nostalgia. Ringrazio chi in questo periodo mi ha scritto mail, commenti, messaggi per sapere se tutto andava bene, chi mi ha detto “non mollare mai”, chi “non importa quanto ci vorrà, io ti aspetto”, chi è emerso dal silenzio più totale per farmi sentire la propria presenza, il proprio affetto. A chi mi ha chiesto cosa è successo, dal culmine della mia proverbiale riservatezza rispondo con un generico nulla, sono solo stata assorbita dal vortice della vita, degli impegni, del lavoro e da tutto il resto.

Ho diversi post in bozza, ma ho scelto di riprendere le pubblicazioni con qualcosa di dolce e di scenografico, decadente e adatto a comparire magari sulla tavola delle feste. Insomma con qualcosa che azzeri il tempo passato a guardare quella benedetta foto di spaghetti (non se ne poteva più, lo so) aspettando invano un nuovo aggiornamento. Lo faccio con questa angel food cake, che ho preparato per il giorno di Natale.

Per chi non conoscesse questa preparazione a stelle e strisce, si tratta di un dolce a base di albumi montati, cremor tartaro (per stabilizzare), farina e zucchero, dalla trama leggera e eterea, aspetti che gli valgono l’appellativo di “cibo degli angeli”, da cui poi deriva il nome. Non vi dico che è priva di burro o olio, cosa che corrisponde al vero, perché tanto poi ho abbondantemente recuperato tra farcia e panna montata di copertura. La classica torta soffice da tagliare a strati, perfetta per essere farcita con creme, mousse, confetture insomma, una valida alternativa al pan di Spagna. Una brillante soluzione anche per chi ha necessità di recuperare elevate quantità di albumi tra l’altro. Tutto ciò che serve è l’apposito stampo (io dopo averlo cercato per mesi l’ho finalmente trovato in due secondi on line), che oltre ad essere molto pratico, non necessita di essere imburrato (per evitare che, quando si capovolge il dolce, esso si stacchi dallo stampo).

Io ho scelto di farcire questa angel food cake con una ganache al cioccolato, quasi una mousse, e di ricoprirla con panna montata, lamponi e perle sempre al cioccolato. Contrariamente a quanto si possa pensare il risultato finale non è per nulla pesante, in quanto il dolce risulta nel complesso ben bilanciato, per nulla stucchevole e viene rinfrescato dall’acidità della frutta fresca.

Che dite, mi sono fatta perdonare?

Angel Food Cake con ganache al cioccolato fondente e lamponi

Angel food cake con ganache al cioccolato fondente e lamponi

Ingredienti:
per la angel food cake (Donna Hay):
12 albumi a temperatura ambiente
1 cucchiaino di cremor tartaro
270 g di zucchero semolato extrafine
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g di farina 00

per la farcitura:
235 g di cioccolato fondente
200 g di panna fresca
200 g di panna montata

per la decorazione:
300 g di panna montata
lamponi q.b.
perle di cioccolato fondente q.b.

Per la angel food cake: versa gli albumi in una ciotola insieme al cremor tartaro e monta il composto con le fruste elettriche. Aggiungi poco alla volta metà dello zucchero e l’estratto di vaniglia fino a quando il tutto diventerà spumoso e lucido. Setaccia la farina due volte e incorporala al composto mescolando dal basso verso l’alto insieme allo zucchero aiutandoti con una spatola. Quando sarà ben amalgamato disponi il composto nello stampo da angel food cake (non imburrato, vedi premessa) aiutandoti con un cucchiaio. Livella il tutto in modo da rendere la superficie omogenea e cuoci nel forno già caldo a 180° per circa 30-35 minuti, o comunque fino a quando il dolce inizierà a staccarsi dai bordi. Sforna e fai raffreddare capovolto sugli appositi piedini dello stampo per 1 ora [in questo modo il vapore uscirà dal dolce salvaguardandone l'alveolatura a favore della consistenza che resterà così soffice ed elastica], quindi sformalo passando delicatamente la lama di un coltello o una spatola tra il dolce e sia i bordi che la base dello stampo.

Per la mousse al cioccolato (farcitura): fai scaldare la panna in una casseruola e quando sarà giunta a bollore aggiungi il cioccolato fondente tritato. Mescola con una frusta fino ad ottenere una ganache liscia e setosa. Fai intiepidire e incorpora la panna montata, poca alla volta.

Montaggio: taglia la angel food cake in modo da ottenere tre strati con un coltello seghettato. Disponi la base sul piatto da portata quindi farciscila con metà della ganache al cioccolato. Copri con il secondo strato e completa con la ganache restante. Apponi l’ultimo strato di torta e fai solidificare il ripieno in frigorifero per 1 ora. Ricopri la superficie del dolce con la panna montata, aiutandoti con una spatola. Decora con lamponi freschi e perle di cioccolato. Conserva in frigorifero.

Angel Food Cake con ganache al cioccolato fondente e lamponi

Già che ci sono vi faccio i miei auguri di buone feste e per un sereno 2014. Ci si legge con l’anno nuovo!

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14 giugno 2013

Panna cotta al cioccolato bianco, albicocca e rosa

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Il tempo ultimamente si sta sgretolando inesorabile tra le mie mani come sabbia al vento. I casi sono due: o mi sopravvaluto farcendo le mie to do list di troppi punti oppure ho veramente troppe cose da fare. Da un lato a volte mi ritrovo a tarda notte ancora con il mac sulle gambe, palpebre che hanno il peso specifico della ghisa e Morfeo che mi chiama seducente neanche fosse, chessò, Hugh Jackman, e dall’altro con tanta voglia di scrivere, di raccontare. Solo che a furia di passare notti più o meno insonni Fiordifrolla inizia a dare qualche segno di vago appassimento.

Ci voleva giusto un week end toscano per riprendermi, due soli giorni, immersa nelle vigne di syrah in fiore, passeggiando tra borghi medioevali di rara bellezza e casolari abbandonati adagiati sulle colline di fronte a Cortona, in compagnia di buoni amici. E qui, lo ammetto, ho fatto un sogno o forse ho avuto una visione, non so.

Ho ricaricato un po’ le pile, il tanto necessario a darmi la forza di stringere i denti durante le prossime due settimane, al termine delle quali mi attendono, finalmente, le vacanze. Vacanze che devo ancora definire nei minimi dettagli: ho prenotato giusto il volo e pagato il nolo dell’auto che mi servirà per scorrazzare per una buona parte della Sicilia. Anzi, se avete spiagge e luoghi da consigliarmi tra Palermo e Catania, passando per Trapani, Agrigento Ragusa e Siracusa sono sempre ben accetti.

Tra un suggerimento e l’altro io nel frattempo vi parlo di questa panna cotta. Un dolce che vi auguro di trovare in frigorifero, lì tutto solo che non aspetta nient’altro che voi, magari in una calda giornata di anticipo d’estate. Fresco e leggiadro sarà una vera e propria benedizione.

Per farla breve queste verrines sono composte, nello strato inferiore, da una panna cotta al cioccolato bianco (io ho usato un Opalys Valrhona, da urlo), in quello superiore invece da una salsa di albicocche, cotte in forno a bassa temperatura, poi frullate (Corrado Assenza docet) e aromatizzate allo sciroppo di rose, quello buono di Romanengo. Un lampone e una foglia di menta come decorazione et voilà il dessert, semplice ma d’effetto, è pronto. Unica raccomandazione: mentre la panna cotta si conserva un po’ più a lungo, la salsa io non la farei durare più di due giorni per non comprometterne i sapori.

Panna cotta al cioccolato bianco, albicocca e rosa

Ingredienti per 6-8 persone (a seconda delle dimensioni delle verrines):
per la panna cotta:
250 ml di latte intero
250 ml di panna fresca
50 g di zucchero semolato
100 g di cioccolato bianco
4 g di gelatina in fogli

per la salsa:
400 g di albicocche mature
2-3 cucchiai di sciroppo di rose
(zucchero a velo facoltativo)

per decorare:
6 lamponi
menta fresca

Metti la gelatina in ammollo in acqua fredda per il tempo indicato sulla confezione. Nel frattempo in una casseruola metti il cioccolato bianco grossolanamente spezzettato insieme al latte, alla panna e allo zucchero. Porta a leggero bollore mescolando per far fondere completamente il cioccolato. Unisci la gelatina e mescola nuovamente, ponendo sul fuoco, fino a quando si sarà completamente sciolta. Filtra il composto e versalo nei bicchieri prescelti. Fai raffreddare a temperatura ambiente, quindi copri con pellicola per alimenti e metti in frigorifero per 4-6 ore o comunque fino a quando la panna cotta si sarà solidificata.

Nel frattempo prepara la salsa: lava le albicocche, tamponale con carta assorbente e adagiale su di una teglia rivestita di carta da forno. Fai cuocere dolcemente nel forno già caldo a 120° per circa 30 minuti, trascorso questo tempo riuscirai a privarle della buccia facilmente. Elimina il nocciolo, fai raffreddare e frulla fino ad ottenere una crema setosa. Aggiungi lo sciroppo di rose e mescola per amalgamare.

Montaggio: quando la panna cotta si sarà solidificata versa un po’ di salsa all’albicocca nel bicchiere e decora con lamponi freschi e foglie di menta. Servi subito.

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29 aprile 2013

Namelaka fondente e tartare di fragole al pompelmo rosa

Namelaka fondente e tartare di fragole al pompelmo rosa

Ovvero, “Nuova ossessione e ormai ci sono dentro” (cit.).

Una cosa che non avevo mai preparato era la namelaka. La ricetta di base l’ho vista nel blog di Alex, me ne aveva parlato anche Rossana (potete vedere la sua versione qui) e da allora è diventata una sorta di piccola ossessione, a tal punto che non ho resistito e ho dovuto provarla. Si tratta di una crema elaborata da un pasticcere giapponese della Valrhona School of Pastry, il cui nome pare significhi appunto “cremoso”. Ciò che mi ha colpita è l’assenza di zuccheri, ad esclusione del glucosio e di quelli contenuti nel cioccolato fondente, e la consistenza leggera, aerea, che la fa assomigliare molto ad una mousse.

Detta così sembra una preparazione chissà quanto complicata, invece richiede pochi, semplici, passaggi ed una notte di riposo in frigorifero, il tempo necessario a fare in modo che la gelatina faccia il suo dovere. E’ altamente modellabile, può essere porzionata a quenelles come ho fatto io, ma anche fatta passare da una tasca da pasticcere, utilizzata per dessert al piatto, verrines, torte, frolle e molto altro. Insomma è davvero versatile e il risultato è a dir poco stupefacente.

Questa è stata la mia prima foglorazione: namelaka al cioccolato fondente, una tartare di fragole – semplicemente irrorate con un po’ di succo di pompelmo rosa – qualche grano di pepe rosa, foglie di maggiorana per dare rispettivamente un tocco di pungenza e freschezza, e il gioco è fatto.

Insomma, provatela.

Namelaka fondente e tartare di fragole al pompelmo rosa

Namelaka fondente e tartare di fragole al pompelmo rosa

Ingredienti per 8 persone:
40 fragole
4 cucchiai di succo di pompelmo rosa
pepe rosa in grani q.b.
maggiorana per decorare

per la namelaka:
130 g di latte fresco intero
6 g di glucosio
3 g di gelatina
250 g cioccolato fondente al 75% (il mio Guanaja Valrhona)
260 g panna fresca
1 baccello di vaniglia Bourbon

La sera precedente prepara la namelaka: fai fondere a bagnomaria il cioccolato fondente grossolanamente tritato. In una casseruola porta ad ebollizione il latte insieme alla bacca di vaniglia che avrai incisa longitudinalmente con un coltellino. Lascia in infusione per almeno 15 minuti, coperto. Elimina la vaniglia, unisci il glucosio e riporta a temperatura, mescolando per farlo sciogliere. Nel frattempo metti in ammollo la gelatina in un piatto contenente acqua fredda per il tempo indicato sulla conefzione (di norma 10 minuti). Quando il latte sarà di nuovo giunto a bollore unisci la gelatina ben strizzata e mescola con cura. Versa il tutto in tre riprese sul cioccolato, ogni volta mescolando dal centro verso l’esterno, fino a farlo diventare brillante. Aggiungi la panna fredda a filo, posizionando il frullatore ad immersione sulla base del contenitore in modo da non incorporare aria. Fai raffreddare in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno seguente, poco prima di servire, taglia le fragole a dadini di circa mezzo cm di misura, quindi condiscile con il succo di pompelmo. Disponi 8 coppapasta del diametro di 8 cm su altrettanti piatti e forma uno strato di fragole, compattandolo bene con un cucchiaino. Forma 8 quenelles con la namelaka, aiutandoti con due cucchiai, elimina il coppapasta e decora con il pepe rosa e la maggiorana. Servi subito.

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