Categoria - Collaborazioni

30 maggio 2013

Di un cucchiaio (d’argento), app per iPhone e ricette

Il Cucchiaio d'Argento | La nuova app

Alzi la mano chi, come la sottoscritta, non può fare a meno di vivere in una sorta di stato amorevole/simbiotico con il proprio smartphone. Tra foto, social network, e un quantitativo di “app” spropositato, ammetto che nelle poche occasioni in cui questo aggeggio infernale, come amo definirlo, non è a portata di dito mi sento alquanto smarrita.

Tra tutte le applicazioni possibili, più o meno utili, ve ne segnalo una che proprio non potete non avere, ovvero la nuova app per iPhone de Il Cucchiaio d’Argento.

Cosa contiene: ricette, davvero tante. 110 per Cucchiaio Free, che diventano ben 1.100 per Cucchiaio a pagamento (al prezzo irrisorio di 1,79 euro). Dalle più semplici, ma d’effetto, a quelle più elaborate.

Cosa mi piace: è intuitiva, fruibile, colorata, fresca e interattiva. Tutti i piatti sono corredati da una bellissima foto, spiegazioni dettagliate dei procedimenti, e sono catalogati in base alle diverse tipologie (portata, cottura, occasione) oppure in ordine alfabetico. Ma non solo, c’è la possibilità di pubblicarli in rete attraverso facebook e twitter, via mail, di completarli con le proprie annotazioni e, aspetto che mi ha fatto sollevare entrambi gli angoli della bocca, quella di stilare in maniera automatica una lista della spesa con le precise quantità degli ingredienti per ciascuna ricetta selezionata. Un elenco modificabile, che può essere spuntato così come si farebbe con quello cartaceo. C’è anche un timer per tenere sempre monitorati tempi e cotture. Se poi volete mettervi alla prova o avete voglia di confrontarvi, scambiarvi trucchi e consigli, potete condividere in tempo reale con i vostri amici i vostri piatti ben riusciti e i vostri esperimenti.

Cosa mi conquista definitivamente: è un’app dinamica, che si aggiorna nel tempo. Ogni settimana è prevista infatti una ricetta in regalo.

Inutile nasconderlo, ne vado molto orgogliosa perché, e lo dico scrivo con un velo di commozione, la sento un po’ mia. Ci trovate infatti anche una selezione delle ricette che ho cucinato e scritto in questi mesi proprio per il Cucchiaio.

Insomma, un valido aiuto da portare sempre con sé per non farsi mai trovare impreparati. Ospiti improvvisi? Zero idee su cosa cucinare per cena? Arriva a cena la suocera e volete fare bella figura? Questa è l’app che fa per voi.

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12 novembre 2012

“Risotto” ai funghi porcini e Vezzena con un aiuto in cucina

Risotto ai porcini e Vezzena

Oggi parliamo di pentole a pressione. Voi che uso ne fate? Io abbastanza frequente, la scelgo soprattutto quando per motivi di tempo mi trovo a dover velocizzare le cotture. Premetto che io ero abituata ad modello del tutto preistorico, di quelli classici, nessuna funzione o accessorio e tanta fatica per aprire il coperchio tirando quella grossa leva nera. Di recente sono stata incaricata di testare Acticook, la nuova nata in casa Lagostina, e devo dire che è stato come fare un salto nel futuro. Ho iniziato a provarla con l’utilizzo quotidiano per cuocere verdure, legumi e preparare zuppe, e vi racconto questa esperienza

acticook 6 lt

Questa casseruola intelligente colpisce subito perché è pesante, robusta, conferisce un senso di sicurezza (anche al mio fidanzato, per dire, che fino a prima che la utilizzassi ha sempre nutrito un timore reverenziale verso quel sibilo di vapore che esce costante). Ammetto che ad un primo impatto, come nel mio caso, può sembrare del tutto complicata, ma in realtà è davvero semplicissima da usare, io stessa in pochi minuti ho avuto un quadro chiaro del suo funzionamento. Di questa pentola mi piace il fatto che è molto pratica perché ha i manici richiudibili, quindi si può riporre comodamente, e che nel coperchio ha alcune comode funzioni, come il sistema di apertura che permette di chiudere/aprire la pentola semplicemente scorrendo una leva senza fare il minimo sforzo, e la possibilità di poter cucinare ciascun alimento alla giusta pressione (ci sono due livelli uno per verdure, pesce o carne in piccoli pezzi e l’altro per prodotti surgelati). Inoltre c’è un timer digitale, questa è una delle innovazioni che amo di più, che indica contemporaneamente il tempo di cottura residuo (calcolato dal momento in cui esce il vapore) e la regolazione della fonte di calore, avvisando con un segnale sonoro quando è il momento di ridurla. Tra gli altri accessori: un cestello per la cottura a vapore, un dosatore per regolare i liquidi e una nuova valvola che rilascia subito fino all’85% di aria riducendo i tempi di cottura.

Tra tutte le ricette provate in queste settimane, oggi voglio condividere con voi un risotto, cotto proprio in questa pentola a pressione. Come ho già scritto in un’altra occasione, utilizzo questo metodo solamente nei momenti nei quali sono veramente di fretta o disperata perché è tardi, ho molta fame e non ho l’assoluta idea di cosa cucinare (eh sì, capita anche a me, tranquilli). Devo dire che mi ha sempre salvato, consentendomi di portare in tavola un piatto confortante e molto più che dignitoso.

La ricetta è piuttosto classica, si tratta di un risotto ai funghi porcini (i miei bellissimi e davvero freschi), che ho mantecato con un formaggio semi-grasso trentino, il Vezzena, che viene prodotto nell’altopiano omonimo, Lavarone e Folgaria e che è anche un presidio slow food (se prodotto in estate con latte di alpeggio, riconoscibile dalla lettera “M” di malga sulle forme). Il mio, piuttosto stagionato, mi è piaciuto particolarmente per le sue note erbacee, che ricordano proprio i pascoli, e leggermente speziate.

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“Risotto” ai funghi porcini e Vezzena

Ingredienti per 2 persone:
160 g di riso carnaroli
200 g di porcini freschi
1 scalogno
1/4 di bicchiere di Cognac
scorza di limone bio grattugiata
2 ecodosi (5 dl) di brodo vegetale caldo
olio extravergine di oliva
Vezzena grattugiato q.b.
timo fresco
sale, pepe

Pulite i porcini e tagliateli a fettine non troppo sottili. Tagliate a cubetti i gambi. Mondate lo scalogno, tritatelo finemente e mettetelo nella pentola a pressione (senza il coperchio ovviamente) insieme all’olio extravergine di oliva e fatelo rosolare a fiamma moderata. Unite i funghi e fate insaporire, quindi aggiungete il riso e lasciatelo tostare per qualche minuto. Sfumate con il cognac, lasciatelo evaporare e aggiungete il timo e tutto il brodo (che dovrà essere caldo). Chiudete la pentola a pressione, attendete il fischio (con Acticook il segnale acustico) e abbassate la fiamma. Fate cuocere il riso per 6 minuti esatti da questo momento, quindi spegnete e fate uscire tutto il vapore attraverso l’apposita valvola. Aprite la pentola e se il risotto risultasse ancora troppo liquido proseguite la cottura a pentola scoperta per qualche minuto fino a quando si sarà asciugato. Spegnete, mantecate con il Vezzena grattugiato. Regolate di sale e di pepe, fate riposare per un paio di minuti e servite.

Inoltre vi informo che è attiva un’interessante promozione: coloro che acquisteranno entro il 31 dicembre una pentola a pressione Acticook da 6 lt, nei punti vendita che aderiscono all’iniziativa, riceveranno in regalo una padella antiaderente della linea Titania da 24 cm. Trovate maggiori dettagli cliccando sul logo qui sotto:

logo acticook

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1 ottobre 2012

Cupcakes al cioccolato fondente e lavanda con frosting alla barbabietola

Cupcakes al cioccolato fondente e lavanda con frosting alla barbabietola

Lo ammetto. I cupcakes non mi fanno impazzire. Tutte quelle glasse dai colori eccessivamente sgargianti, e in molti casi artificiali, per non parlare dell’eccessiva dolcezza delle stesse, non sono proprio nelle mie corde. Resta il fatto che siano molto divertenti da preparare e che, se realizzati con alcune accortezze, si possono trasformare in ottimi dolcetti, piccoli tesori da custodire gelosamente.

Ecco che, non tenendo conto delle classiche ricette previste per questa tipologia di dolci, ne ho creata una tutta mia, pensando al cupcake che mi piacerebbe mangiare. Sono partita da una base al cioccolato, che volevo ricca, umida e fondente e quindi mi sono ispirata alla famosa torta tenerella di Santin, che ho poi aromatizzato alla lavanda (questa volta ho utilizzato l’estratto naturale al posto dei fiori secchi). Per il frosting, invece, desideravo qualcosa di colorato, non troppo zuccherino e burroso. Niente di più adatto del formaggio fresco, che ho colorato con della barbabietola grattugiata. Non si tratta solamente di una scelta estetica quest’ultima, ma anche di gusto, perché questa radice, con le sue note terrose, si sposa molto bene con il cioccolato fondente. All’assaggio mi hanno davvero conquistata: l’insieme dei sapori è armonico, nessuno prevale sugli altri e pertanto sono tutti facilmente riconoscibili. Il formaggio fresco rende l’insieme più leggero e gradevole grazie alla sua acidità, la lavanda e la barbabietola arricchiscono il cioccolato esaltandolo.

Per la cottura mi sono affidata agli stampi antiaderenti da muffin di Pyrex. Come ho detto anche in altri casi sono molto resistenti e, non so se lo sapete, ultimamente hanno raddoppiato la loro performance, in quanto sono stati rivisitati e riproposti con un doppio strato di antiaderenza. Sono anche facilmente trasportabili perché provvisti di manici ampi e, aspetto secondo me da non sottovalutare, si possono lavare in maniera molto semplice grazie alla loro superficie liscia (possono andare anche in lavastoviglie).

Cupcakes al cioccolato fondente e lavanda con frosting alla barbabietola

Prima di passare alla ricetta però, ci terrei a puntualizzare alcune cose su questi cupcakes. 1) La base prevede albumi montati e niente lievito, quindi in cottura le tortine si gonfieranno per poi riassestarsi una volta raffreddate. Questa fase provocherà delle crepe che sono del tutto normali, se decidete di prepararli quindi non meravigliatevi, va tutto bene. 2) Ho preferito utilizzare barbabietola grattugiata per il frosting e non frullata per fare in modo che essa sia comunque individuabile. 3) Per completare la decorazione mi sono affidata a queste meravigliose violette candite (grazie a Rossana che me le ha regalate):

Violette Candite

Cupcakes al cioccolato fondente e lavanda con frosting alla barbabietola

Ingredienti per circa 14-16 cupcakes:
200 g di cioccolato fondente al 75%
100 g di burro
100 g di zucchero
60 g di farina 00
4 tuorli
4 albumi
3 gocce di estratto naturale di lavanda

per il cream cheese frosting alla barbabietola:
80 g di burro morbido
250 g di formaggio fresco
60 g di zucchero a velo
2 cucchiaini di barbabietola rossa, già cotta, grattugiata

Raccogliete il cioccolato sminuzzato e il burro in una bacinella e fateli sciogliere portandoli alla temperatura di 50°. Mescolando con una frusta unitevi i tuorli, uno alla volta, e la farina setacciata e l’estratto naturale di lavanda. Mescolate bene fino ad avere un composto omogeneo. Montate a neve gli albumi aggiungendo, poco alla volta, lo zucchero. Appena pronti, uniteli al composto tiepido di cioccolato amalgamando delicatamente con una spatola, mescolando sempre dall’alto verso il basso. Versate l’impasto negli stampi da cupcakes rivestiti degli appositi pirottini (riempiteli per due terzi) e fate cuocere nel forno già caldo a 180° per 12 minuti, verificando la cottura con uno stecchino che non dovrà uscire del tutto pulito. Fate raffreddare completamente prima di decorare.

Per il cream cheese frosting: in una ciotola montate con le fruste elettriche (o con la planetaria) il burro morbido. Aggiungete il formaggio fresco fino ad ottenere un composto molto liscio e cremoso. A poco a poco incorporatelo zucchero a velo e, da ultima, la barbabietola grattugiata finemente fino ad ottenere una glassa liscia. Fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di decorare. Con una tasca da pasticcere decorate i cupcakes utilizzando una bocchetta a stella da 17 mm. Mettete il frigorifero fino al momento di servire.

Se non lo avete ancora fatto vi ricordo che fino al 31 ottobre siete in tempo per partecipare al concorsoIl premio è servito”:

Pyrex

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