Categoria - Fingerfood

24 gennaio 2014

Crema fritta

L’ultima volta che l’ho assaggiata, ok forse non proprio l’ultima, è stata in occasione di una festa importante. Una domenica speciale, di quelle passate attorno ad un tavolo ad intrecciare e ascoltare nuove e vecchie storie di famiglia, con un sottofondo di piatti della tradizione, quella vera di casa.

Ricordo che ad un certo punto, a fine pasto, un piatto in particolare ha fatto bella mostra di sé in eleganti pirofiline bianche: era lei, la crema fritta, servita insieme alla mia felicità. Piccoli rombi o quadratini dalla crosta fragrante e dall’interno morbido, dal lieve retrogusto di limone, che sono capaci di risvegliare in me i più reconditi ricordi proustiani. La classica pietanza che non si fa in tempo a cuocere e a cospargere di zucchero a velo, che in breve tempo, chissà per quale motivo, sparisce nel silenzio generale tra molte bocche piene.

Per farla breve, da quel momento non ho più smesso di pensare ad altro per giorni e giorni.

Si tratta di piccole dolcezze che hanno accompagnato la mia infanzia, spesso nelle occasioni importanti, molto comuni in alcune zone d’Italia e che nella mia terra appartengono al gran fritto misto alla bolognese, il cui nome è già da solo sinonimo di opulenza, di generosità. Questa preparazione, solennemente decretata dall’Accademia Italiana della Cucina e depositata con atto notarile presso la Camera di Commercio di Bologna, oltre a carni di vario tipo, comprende formaggi, verdure (zucchine, carciofi, cavolfiori, funghi, ecc.) e frutta (una menzione particolare va alle mele, da provare), tutto rigorosamente fritto.

Per la ricetta, facilissima, non sono andata a scomodare chissà quale pasticciere dal nome altisonante, ho semplicemente attinto da uno dei quaderni di famiglia. Prima di procedere è bene tenere a mente che per ottenere un buon risultato è consigliabile preparare la crema con un giorno di anticipo, in modo che sia poi più facile tagliarla per poi panarla (solo ed esclusivamente con pangrattato e albume) e friggerla.

Crema fritta

Ingredienti per 6 persone:
1/2 litro di latte intero
2 uova
1 tuorlo
100 g di zucchero semolato
90 g di farina
la scorza di 1 limone
1/4 di bacca di vaniglia

inoltre:
2 albumi
150 g circa di pangrattato fine
olio di semi di arachide per friggere

Fai scaldare il latte con la scorza di limone e la vaniglia incisa longitudinalmente in una casseruola a fiamma moderata. In una ciotola sbatti le uova e il tuorlo prima da soli, poi con lo zucchero fino ad ottenere un composto biancastro. Aggiungi la farina, versando a filo un mestolo di latte caldo prima che sia giunto al bollore, lasciando sul fuoco il restante. Unisci anche quest’ultimo, sempre a filo e avendo cura di eliminare scorza di limone e vaniglia, quindi mescola per amalgamare. Rimetti sul fuoco, a fiamma bassa, e fai cuocere fino a quando otterrai una crema densa.

Ungi una teglia rettangolare con poco olio di semi, quindi versa la crema e livella con un cucchiaio. La crema dovrà avere uno spessore di 1,5 cm. Fai raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigorifero per una notte.

Il giorno seguente taglia la crema a cubetti o losanghe, passala prima nell’albume che avrai sbattuto in un piatto, poi nel pangrattato. Procedi in questo modo fino ad esaurimento dei quadratini di crema, che disporrai su di un vassoio cosparso con altro pangrattato. Friggili in abbondante olio di arachide ben caldo.

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8 agosto 2013

Ghiaccioli ai lamponi e yogurt

ghiacciolilamponiyogurt

A mali estremi, estremi rimedi e, tutto, per fare dispetto a Caronte. E quindi, dopo una crema fredda, perché non pensare a qualcosa di dolce e al contempo ghiacciato? Già perché, mi domando, visto che fino a qualche giorno fa ero totalmente sprovvista di stampi per fare i ghiaccioli. Un aggeggio del quale si può fare tranquillamente a meno direte voi, ma vi confesso che erano anni che sognavo di pubblicare una ricetta a tema.

Ho acquistato degli stampi in plastica alimentare da sei pezzi, davvero pratici, perché hanno un ingombro minimo e una base che permette di tenere in posizione verticale i ghiaccioli una volta riposti nel congelatore. Devo dire che inizialmente ero un po’ scettica sul loro utilizzo, soprattutto mi sono chiesta: si sformeranno? La risposta è affermativa, anzi, in realtà è stato più facile del previsto: un paio di minuti a temperatura ambiente, un passaggio velocissimo sotto l’acqua corrente tiepida, et voilà, neanche il tempo di adagiarli su un piattino che sono stati presi d’assalto. Ovviamente il tutto è stato troppo divertente per non ripetere, quindi con ogni probabilità prima della fine dell’estate seguiranno altre ricette.

Per il mio debutto mi sono ispirata ad una ricetta comparsa su un DHM di un paio di anni fa, nel quale all’interno di un servizio interamente dedicato (corredato nientemeno dalle sempre magnifiche foto di Chris Court), mi hanno colpito tra tutti questi stecchi allo yogurt e lamponi. La ricetta è molto semplice, si tratta di fare uno sciroppo, aggiungerlo ai lamponi frullati (che andranno passati attraverso un colino a maglie fitte in modo da eliminarne i semi) per poi miscelarlo allo yogurt dando un effetto più o meno variegato. Qualche postilla su quest’ultimo ingrediente: potete utilizzare la tipologia che preferite, alla vaniglia, al naturale o greco, di capra. Io ho scelto la seconda opzione, privilegiandone un tipo neutro, che ho poi dolcificato con appena un cucchiaio di zucchero a velo.

Un’idea fresca, versatile e adatta anche ai più piccoli.

Ghiaccioli ai lamponi e yogurt

Ingredienti per 8-10 ghiaccioli di piccole dimensioni:
30 g di zucchero semolato
45 g di acqua
125 g di lamponi
500 g di yogurt bianco non dolcificato (vedi premessa)
1 cucchiaio di zucchero a velo (facoltativo)

Prepara lo sciroppo: in una casseruola versa lo zucchero semolato e l’acqua e mescola a fuoco basso fino a quando il primo si sarà completamente sciolto. Aumenta l’intensità della fiamma e fai bollire per 1 minuto. Fai raffreddare completamente.

Frulla i lamponi e lo sciroppo fino ad ottenere una crema omogenea che filtrerai attraverso un colino a maglie fitte in modo da eliminare i semi. Con una spatola mescola lo yogurt e lo zucchero a velo fino ad amalgamare, quindi aggiungi il composto ai lamponi e mescola con un coltello in modo da creare un effetto variegato. Con un cucchiaino versa il tutto all’interno degli appositi stampi, avendo cura di batterli più volte sul piano di lavoro in modo da far fuoriuscire eventuali bolle d’aria, e metti nel congelatore per almeno 4 ore o comunque fino a quando avranno la giusta consistenza. E’ consigliabile consumare i ghiaccioli nell’arco di 4-5 giorni.

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5 luglio 2012

Albicocche ripiene di mascarpone, mandorle e cioccolato

Albicocche ripiene di mascarpone, mandorle e cioccolato

Pesche, fatte. Prugne, anche. Pere? Sì con la sua salsa caramellata al caffé (anche se ora non sono di stagione e non sono farcite). Albicocche? Beh effettivamente la versione ripiena di questo frutto mancava su queste pagine. Non è un mistero infatti che la signorina qui presente (oui c’est moi) abbia un debole per le ricette dove la frutta è la vera protagonista e dove magari essa venga arricchita con qualche ingrediente un po’ particolare che la renda più accattivante. Amo molto questo genere di preparazioni perché penso siano un valido compromesso tra un dessert fatto con tutti i crismi e la frutta mangiata nature che è tanto buona e sana, ma converrete con me, dopo un po’ grande soddisfazione non ne dà.

Come ti ravvivo dunque l’albicocca? Semplice. Basta farcirla con un composto di mascarpone, farina di mandorle, giusto un’idea di zucchero e due ingredienti che vi si accostano davvero bene: il cioccolato fondente e il rosmarino. Dopo un breve passaggio in forno il gioco è fatto. Certo, forse dal punto di vista estetico sono migliorabili, ma questa volta ho scelto di lasciare volutamente qualche piccola imperfezione per renderle un po’ più appetitose. Infatti non so a voi, ma vedere un po’ della farcia che cola fa un certo effetto (chiamasi salivazione).

La ricetta, l’avrete capito, è davvero sciocca, non ci sarebbe nemmeno il bisogno di scriverla, però immagino che con le dosi il compito vi sarà non poco agevolato. Queste albicocche sono ottime gustate tiepide oppure anche a temperatura ambiente. Io le ho mangiate anche fredde di frigo e vi confesso che mi sono ugualmente piaciute, specie per l’aggiunta del rosmarino che rende il loro gusto fresco e niente affatto scontato. Per chi fosse alla ricerca di una variante suggerisco di unire al ripieno un pizzico di fiori di lavanda essiccati, provate e mi saprete dire!

Albicocche ripiene di mascarpone, mandorle e cioccolato

Ingredienti per 6 persone:
6-8 albicocche
100 g di mascarpone
50 g di farina di mandorle
1 rametto di rosmarino
cioccolato fondente
1 cucchiaio di zucchero semolato + altro per spolverare
burro q.b.

Lavate le albicocche, asciugatele e tagliatele a metà, eliminando il nocciolo. Disponetele con la parte tagliata verso l’alto su di una teglia rivestita di carta da forno. Cospargetele con un po’ di zucchero semolato e un velo di burro. Fatele cuocere sotto al grill per circa 5 minuti, quindi sfornatele. Nel frattempo in una ciotola lavorate il mascarpone con una spatola fino a ridurlo ad una crema, unite la farina di mandorle, gli aghi di rosmarino tritati e il cucchiaio di zucchero. Mescolate il tutto e, aiutandovi con un cucchiaino, farcite ciascuna albicocca. Tritate grossolanamente un po’ di cioccolato fondente e mettete qualche tocchetto sopra le albicocche, infilandolo leggermente nel ripieno. Fate cuocere il tutto di nuovo sotto il grill per qualche minuto e servite tiepide o a temperatura ambiente.

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