Categoria - Guide Gourmet

15 novembre 2012

Impressioni di Milano #guidegourmet4

Milano

testi e foto di Rossana

In un’intensa e atipica calda settimana di sole ad ottobre, ho goduto di tutto ciò che la capitale del design, della moda, dell’architettura, delle scienze offre. Milano lascia spazio all’estro di grandissimi maestri della cucina italiana, ma è vetrina anche di ristoranti che magnificano tradizione culinaria lombarda, quella regionale italiana e internazionale. Nominerò solo i posti visitati in questa mia ultima permanenza, quelli in cui ritornerei (ho avuto anche due spiacevoli esperienze). Molti sono rimasti nella lista di locali da visitare: i “soliti noti” in cui sono già stata, gli inaccessibili senza prenotazione di mesi prima, come il Museo del Cenacolo Vinciano, quelli fuori città.

Ormai sapete che teniamo molto alle vostre preziose segnalazioni, per mettere in luce gli indirizzi imperdibili nell’infinita offerta milanese, quindi se ne avete contribuite pure!

RISTORANTI

- Armani Nobu: di solito è il primo ristorante in cui mi reco appena metto piede a Milano. Arredi minimalisti in perfetto stile Armani, tavoli di pregiate essenze, un caldo benvenuto all’arrivo, light design indovinato. Sala fumatori al piano terra. Alta qualità, certezza del rispetto delle procedure di abbattimento del pesce crudo, sapori ricercati, vastissima scelta di sushi, sashimi e tempura.
Chi non ama particolarmente la cucina giapponese potrà ricredersi, lo stile jap-fusion ricco di contaminazioni sudamericane di Nobu Matsuhisa, stupisce anche i palati più esigenti. Per farvi un’idea scegliete in/out box, dove non manca mai una delizia indiscussa: il merluzzo nero. Ottima frutta esotica, il gelato Matcha e carta dei vini all’altezza.

- Al Pont De Ferr: ho osservato Matias Perdomo per tutto il tempo, godendo di un tavolo strategico, anche se traballante, con vista sulla cucina: gesti passionali, che hanno l’enfasi di un direttore d’orchestra, sicuri, attenzione alle cotture e ai dettagli dell’impiattamento, ardito alla prima impressione, ma si entra subito in sintonia con il registro vivace, eclettico ma calcolato. Incontenibile personalità materializzata in piatti che hanno superato l’avanguardia molecolare, trovando la grande onda da cavalcare. Una stella Michelin all’attivo.

mosaico ricciola - al pont de fer

I contrasti iniziano all’ingresso dell’osteria, un locale rustico, dagli alti soffitti, che accoglie la luce della grande vetrata. Insolita ambientazione per una tanto ricercata, creativa ed elaborata proposta culinaria. Mi colpisce immediatamente il carrello dei formaggi: buona scelta di erborinati di vacca, capra e pecora, qualche affinato particolare e interessanti stagionati. A richiesta ho avuto un’aromatica e non invadente gelatina di zenzero e un ottimo miele di castagno dalle note di tabacco, ambrato e caldo. Servizio veloce, meticoloso e personale di sala formato sulla filosofia dello chef: vietata la sostituzione dei piatti della degustazione.

Tavoli semplici, tovagliette di carta illustrate, i più grandi da condividere con altri avventori. Ricco cestino del pane, prontamente sostituito dopo i primi assaggi, mi hanno stuzzicato i grissini alla carruba e la brioches dolce-salata, meno quella burrosissima al curry, troppo protagonista. Il benvenuto autunnale è composto da crema tiepida di castagne, sorbetto di cachi e briciole di funghi: piacevolissimo contrasto dolce-salato che si mangia in un sol gesto con un cucchiaino da caffé. Il mosaico di crudo di ricciola era composto da alcuni dei miei ingredienti preferiti: noci di Macadamia, foie gras, gelatina al nero di seppia, pompelmo rosa e arancia, intervallati ai cubi di ricciola dall’indovinata salinità e dal corretto taglio delle fibre. Sconvolgente la delicatezza e l’equilibrio della sarda in saor, una pralina avvolta in gelatina di basilico. Sottotono gli gnocchi di patata alla brace, la salsa di burrata ai ricci manca di personalità. Sorprende la pasta alle vongole, esaltata dalla granita di salicornia e dall’acidulo delle alghe.
Mi sono ricreduta sul baccalà di cui avevo chiesto la sostituzione: un quadro di Jackson Pollock, consistenza fondente del trancio, circondato da frizzanti granite dai gusti classici della giardiniera, cavolo rosso e briciole croccanti. Forse più adatto all’estate, ma ancora piacevole per i 22°C della giornata. Col dessert culminano gli effetti speciali, ho scelto il gioco di gelatine di frutta, crema, menta, cocco, croccante alla mandorla e cioccolato, infinite consistenze, piatto ludico, ma bilanciato e mai stucchevole. Interessante il sigaro con gelato al tabacco Montecristo e il Campari.

Enocratia

- Enocratia: vi accoglie la gentilezza di Davide Mingiardi, che insieme allo chef Eugenio Boer, ha creato un locale forse unico nel panorama nazionale, il governo del vino. Il menù enocratico propone il vino in prima battuta a cui segue la portata che meglio lo esalta. Possibilità di scegliere anche solo un calice a tuttopasto. Riflettori puntati sui piccoli produttori, sui vitigni rari e sulle realtà biodinamiche. I piatti scelti vi verranno serviti direttamente dalle mani dello chef, che ha sempre risposto alle mie curiosità. Eugenio Boer vanta nel curriculum St.Hubertus, Arnolfo e Leggenda dei Frati, chef giovane ma di polso e personalità incisiva.

enocratia - vellutata carota, anice stellato e nocciole

Ben due gli amuse bouches offerti: cialda di mais e rosa canina, finferli, lumache di mare e crema di funghi, e una vellutata di carote, anice stellato e nocciole che ho amato al primo assaggio. Cozze ancora succose anche se il piatto richiede due cotture: la sapidità di questi molluschi, ripieni, viene perfettamente bilanciata dalla dolcezza della cialda al nero di seppia, dall’aromaticità del pesto leggero, nota fresca della concassé di pomodoro e dalla croccantezza dei microcrostini all’aceto balsamico. Trionfo di sapori con i tortelli ai tre latti, su crema di broccoli e pioppini. Predessert ispirato ai sapori del sud, per dessert ho scelto una bavarese allo yogurt, con gelatina di rose, hibiscus, litchi e pinoli tostati, una delicata sinfonia di aromi floreali perfettamente bilanciati dalla tenue acidità. Equilibrio perfetto degli zuccheri che lo rende un fresco e leggero fine pasto. Non saprete rinunciare al postdessert, accattivante anche la piccola pasticceria. Non c’è posto dove possiate sentirvi più coccolati, ultima sorpresa il conto: contenuto, considerando la qualità, la fantasia creativa e le materie prime. Provatelo al più presto, potreste iniziare anche dall’aperitivo.

ALTRI INDIRIZZI

- Peck: il tempio dell’alta gastronomia. Troverete ciliegie anche a dicembre, selvaggina, formaggi di qualità selezionata, piatti pronti e la sempre affascinante offerta di paté in gelatina, aragoste in bellavista, galantina di fagiano e infinite delicatessen. Questa volta i macarons non hanno retto il confronto con i dirimpettai francesi. In passato ho trovato molto accattivante il gusto al basilico. Al primo piano troverete una vasta selezione di caffé e té, accomodatevi per degustarle in loco.

- Peck Italian Bar: caffetteria/ristorante, in via Victor Hugo, vicinissimo alla gastronomia, potrete consumare velocemente al banco o concedervi un intero menù alla carta che spazia dalle insalate alla classica costoletta alla milanese. Chiude alle 20:30.

- Eat’s:  wine bar da 600 etichette e birre artigianali, caffetteria, bakery, ristobistrò, food market, dove mi sono recata ogni singolo giorno di permanenza a Milano. Ho trovato rarità alle quali ambivo da tempo, vastissima selezione gourmet che spazia su tutto ciò che esiste di commestibile. Varia selezione di formaggi affinati DeGust, tè Mariage Frères, alimenti senza glutine, tutti i prodotti di nicchia che non riuscite a trovare. All’ora di pranzo sarà già pronta una ricca offerta di piatti da asporto. In vendita anche pentole Agnelli e le “stoviglie” di Davide Oldani.

- Excelsior Café: la miscela espresso Haiti Komet mi ha conquistata, equilibrato, cremoso e corposo, più delicata la dolcezza del Timor Arabica, ma di struttura definita.

cova tè

- Cova: caffé storico, per l’afternoon tea o anche per un pranzo veloce. Lasciatevi sedurre dalla perfezione dei gioielli in vetrina, le creme degli choux sono sublimi, ricchi tramezzini, il rifugio perfetto per la pausa shopping.

- Design Café&Restaurant Triennale: sala luminosa e accogliente, buona caffetteria dove decantare le emozioni suscitate dalle esposizioni del museo. Sarei rimasta volentieri a pranzo sedotta dall’inebriante aroma di tartufo che giungeva dalle cucine a vista. Per chi oltre alla miscela, apprezza il design della tazzina.

- Ladurée: ben due punti vendita: la boutique in via Spadari e il corner al piano terra dell’Excelsior. Non c’è l’incantevole scelta della pasticceria fresca o le sale da té delle sedi parigine, ma i macarons vi aiuteranno a lenire la nostalgia. Anche i gusti offerti sono solo una selezione, i miei preferiti restano caramello al burro salato e vaniglia.

- Guido Gobino: il cacao in polvere è il mio preferito, non troverete solo Giandujotti e Cremini, ma anche le raffinate creazioni che nascono dalla continua ricerca e innovazione. Avete provato l’HazelShock? Praline gioiello, cialdine monorigine e irrinunciabili tavolette nocciolate.

Cioccolati italiani

- Cioccolatitaliani: gelateria che vi sorprenderà per la qualità e l’originalità dei gusti, che ne dite di caffè bourbon o rosa e cioccolato bianco croccante? Ricercata caffetteria.

Cioccolati italiani

- California Bakery: sono stata nella sede di via Larga, se non si prenota per il Brunch bisogna attendere più di 40 minuti. Compresi il succo d’arancia fresco (di tetrapak), tre tipologie di pane accompagnate da tre cremine a base di formaggio fresco aromatizzato e american coffee. Ottimi e soffici i pancakes, quello che è definito pregiato salmone affumicato in realtà è quasi eccessivamente salato, il burger di quinoa saporito, le patate al forno sono dei rosti un po’ unti. Ottimo cheesecake ai mirtilli e la Chiffon cake. La porzione di dolce si aggira sui 7 euro.

BRERA GOLOSA

Di Viola Di Liquirizia

- Di Viole Di Liquirizia: ”seconda stella a destra…poi dritto fino al mattino…”. Siete arrivati in una piccola sala da tè, dove vi accoglierà la gentilissima Pina Esposito, per consigliarvi un delizioso cupcake dal leggerissimo creamcheese frosting, magari accompagnato da una delle profumatissime miscele di tè Mariage Frères o da una cioccolata in tazza.

Sorbetteria Castiglione

- Sorbetteria Castiglione: non chiedete il cono ma “la cestina”! Manca l’atmosfera dei portici di Bologna, ma basta assaggiare il gelato alla crema per essere certi che si tratta proprio dell’originale. Il cioccolato è imperdibile, i sorbetti sono fatti solo di frutta, acqua e fruttosio, una buona scusa per assaggiarli tutti. Fragola e limone ci sono tutto l’anno, ma tenete d’occhio i gusti stagionali. Le proposte golose non mancano.

- Amorino: oltre che in via dei Fiori Chiari, c’è un secondo punto vendita ai Navigli. Oltre ai gelati e al caffé alla nocciola, sono deliziose le micro caramelline, le uso per decorare i cupcakes ;)

- Kusmi Tea: prossima apertura in via dei Fiori Chiari. In vendita anche alla Rinascente.

PROPOSTA LOW COST

- Princi: numerosi punti vendita, consiglio la sede di via Speronari 6. Non è solo una panetteria: accontenta qualsiasi voglia, ampia scelta per un pranzo veloce di piatti caldi e freddi, caffetteria, pasticceria, pizzeria, focacceria, manca solo il gelato!

Fiori Chiari

- Fiori Chiari Plates: arredi provenzali, una sala accogliente e un soppalco con vista sull romantico camino illuminato dalla luce delle candele. I tavoli in vetrina sono i più ambiti. Ricchi i taglieri di salumi, ben assortiti e accompagnati da caldo e fragrante gnocco fritto. Selezioni regionali, dove spiccano la pancetta alla lavanda, salame cucito di Varzi e il salame alle noci. Vellutate, zuppe, insalata alle polpettine di melanzane al sesamo, pasta home made elaborata in modo creativo. Dolci sfornati giornalmente, piccola carta dei vini. Prenotate, non ci sono molti posti disponibili. Cortesia, servizio rapido e qualità.

- Refettorio: siamo a Brera, all’interno di un antico palazzo, affacciato su un suggestivo giardino, arredi in legno naturale che rievocano la simplicitas, tavoli ben distanziati, un ristorante quasi nascosto, che lascia il gusto della sorpresa e trasmette la filosofia della qualità accessibile, grande attenzione e cortesia verso i clienti. Cucina tradizionale, materie prime biologiche che seguono la stagionalità: carne di Fassona, faraona, varie proposte di pesce, formaggi a latte crudo, cereali, legumi e verdure, poco manipolati e dai sapori autentici. Consigliato per una veloce pausa pranzo o per una cena a lume di candela. Si può approfittare del menù del giorno (primo e secondo 18 euro, solo il primo 12, secondo 15, compresi nel prezzo gli assaggi di benvenuto): hummus, torte salate o insalata russa e verdure di stagione. Fragrante pane integrale a lievitazione naturale servito caldo, acqua microfiltrata, un calice di vino, il dolce del giorno e caffè moka. Se si sceglie di ordinare alla carta il conto salirà, ma sempre con un buon rapporto qualità prezzo. Ottimi i ravioli di ricotta e barbabietola rossa, si può scegliere tra condirli al sugo d’arrosto o al burro colato e parmigiano di montagna. Ho scelto la torta di mele: soffice, affatto burrosa, accompagnata da crema inglese e da un assaggio di gelato fiordilatte appena mantecato. Oltre ai vini biodinamici e alle birre artigianali, avrete la possibilità di scegliere una bevanda calda, nella curata selezione di té o una tisana dell’antica farmacia dei monaci camaldolesi.

21 Comments

22 ottobre 2012

Siracusa, Noto e Marzamemi. Guide gourmet #3

Duomo - Ortigia

testi e foto di Rossana.

Vi aspettavate una meta internazionale forse, ma oggi inizia il tour della mia terra, la Sicilia! Il mio intento è quello di raccontare i luoghi che amo di più, cercando di mettere in luce anche gli angoli più segreti, segnalando ristoranti, pasticcerie e tutto ciò che potrebbe interessare ad un viaggiatore gourmet. Sarò felice di rispondere alle vostre curiosità.

051

Siracusa

La luce: abbagliante, chiarissima, intensa, che si riflette sul mare, sui palazzi e nelle piazze. Proprio la luce è la prima cosa che vi colpirà di Ortigia, l’isola che fu il primo insediamento greco di Siracusa, la cui architettura è rimasta sospesa tra Medioevo e Barocco. Da piazza Duomo si snoda un dedalo di vicoli che porta al mare, alzate gli occhi per cogliere ogni particolare, scorci delle dominazioni greca, romana, bizantina, araba e normanna.

Fatevi guidare dai profumi mediterranei che si sprigionano dalle trattorie tipiche della zona e arriverete da:

- Mariano: caratteristica osteria a conduzione familiare, ambiente rustico, porzioni appaganti, sapori intensi della cucina tradizionale. A voce vi declameranno le varie proposte di carne dei monti Iblei e di pesce dello Ionio, e vi sapranno consigliare e guidare nel consolidato menù: gli antipasti offrono una selezione di ortaggi, salumi e formaggi locali; non rinuncio agli spaghetti al nero di seppia, ottimi i frutti di mare, le cotture dei secondi sono espresse e si utilizza la griglia o la frittura che esalta le materie prime freschissime. Anche se non ordinerete il dessert, vi saluteranno offrendovi Passito di Noto, cubbàita (croccante di sesamo) e zenzero candito.

Zenzero candito e cubbaìta - Ortigia

- Don Camillo: lo Chef Sommelier Giovanni Guarneri si occupa di formazione in giro per il mondo, attento conoscitore delle eccellenze regionali. La cantina ospita più di 700 etichette. Il menù propone qualche piatto della memoria e innumerevoli creazioni dello chef, sempre attento alla stagionalità. Il legame solido alle tradizioni rinfrescato dalla sperimentazione degli abbinamenti. Autentica espressione dei sapori e dei profumi regionali.

- Oinos: per chi è alla ricerca di un’esperienza gourmet, i piatti nascono dall’estro e dalla creatività di due culture che si fondono, dell’elaborazione di materie prime di eccezionale qualità da parte di due giovani chef: Giacomo Lombardo e Keita Tanaka che ha salutato il Giappone innamorandosi di Siracusa. Colpisce il design dei piatti, i colori complementari incorniciano le pietanze. Anche le porzioni sono “moderne” ma appropriate al menù degustazione. Eccezionali i dessert e il cestino del pane. Ampia l’offerta della cantina. Il locale è intimo, accogliente e romantico, vi si arriva percorrendo il quartiere ebraico di Ortigia.

Se cercate cannoli, cassata o i dolcini di mandorla di Avola ecco il mio indirizzo preferito: pasticceria gelateria Antonio Brancato.

Il Castello Maniace, emblema di Federico II di Svevia, non è visitabile, ma si può ammirare in tutta la sua magnificenza dal mare, approfittando di un’escursione in barca nell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

In zona si trovano anche la Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile,  l’oasi faunistica di Vendicari e Calamosche.

Per chi al fascino selvaggio preferisse una spiaggia attrezzata, c’è il lido Arenella e la spiaggia di Fontane Bianche.

Fonte Aretusa - Ortigia

Noto

La città è stata interamente ricostruita dopo il sisma del ’600 in stile barocco, per l’impianto urbanistico e lo stile architettonico unico per estensione è stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità” UNESCO.

- Caffè Sicilia: inizio da Corrado Assenza, impossibile racchiudere una personalità caleidoscopica: filosofo, ricercatore, divulgatore, studioso ma soprattutto passionale amante dell’eccellenza delle materie prime. La migliore brioche e granita di Sicilia, l’ambiente del locale storico è cristallizzato agli anni ’50, ma accanto ai dolci tradizionali, troviamo creazioni moderne, gelati naturali dagli aromi ricercati, i celebri Mielarò, conserve, ottima caffetteria. La dimostrazione che se c’è qualità e tecnica non occorrono additivi e aromi artificiali. La competenza, gentilezza e attenzione del personale è un valore aggiunto.

- Crocifisso: il territorio offre gran parte delle eccellenze siciliane, che nelle mani dello chef trovano espressione massima: zuppe di legumi profumate alle erbe selvatiche, carne degli Iblei, pesce freschissimo, formaggi e ricotta speciale. Consiglio il turbante di spatola e il tortino al pistacchio.

In via Nicolaci, la terza domenica di maggio, viene allestita “L’infiorata”, artisti dell’arte floreale allestiscono decorazioni a tema sacro nella strada su cui si affacciano i teatrali balconi barocchi.

019

Marzamemi

Piccolo borgo marinaro che ospitava la comunità dei pescatori della tonnara, oggi trasformato per accogliere i turisti. Si anima nelle lunghe e calde sere d’estate.

Marzamemi

- Ristorante Cortile Arabo: in un suggestivo cortile in cui arriva la brezza del mare potrete assaporare il pescato freschissimo. Convincenti gli abbinamenti e magistrale l’elaborazione delle materie prime. Stuzzicante la vasta selezione di antipasti, sorprendente il crudo di gamberoni su granita dolce salata alla menta ottimi i primi, asciutto, vario ed abbondante il fritto di paranza, aromatica e succulenta l’orata ai fiori eduli in crosta di mandorla pizzuta di Avola.

Orata con fiori eduli e mandorle di Avola - Cortile Arabo

18 Comments

25 settembre 2012

London calling. Piccola guida gourmet di Londra.

Londra

testi e foto di Rossana.

Per rigenerarsi, per scoprire le nuove tendenze, per vivere in un’atmosfera unica in cui arte, cultura, tecnologia, avanguardia, storia, passato, presente e futuro si fondono insieme. Potrei trovare infiniti altri motivi per invitarvi a visitare una città che racchiude il meglio di tutte le altre città del mondo. Londra è tutto questo e molto altro ancora.

Serve organizzarsi per tempo, i locali di tendenza sono sempre in divenire, ecco alcuni link sempre aggiornati da consultare prima della partenza:

- Unlike City Guides
- Timeout London Restaurants

La colazione inglese è un vero e proprio pasto principale: immancabili le uova, salsiccia, bacon e fagioli. Se chiedete un espresso vi verrà servito quello che in Italia chiamiamo caffè lungo, specificate “ristretto”! In hotel è difficile trovare il prezzo della colazione compreso nella tariffa della camera e i prezzi non sono inferiori alle 20£. Qui trovate una raccolta di locali dove iniziare bene la mattina.

L’offerta gourmet è vastissima, hanno molto successo i ristoranti italiani, ma le mie proposte non ne prevedono neanche uno, se doveste avvertire una disperata voglia di spaghetti il più famosi e affollati sono Locanda Locatelli e Carluccio’s.

RISTORANTI

Prenotate con anticipo, in alcuni ristoranti non sono mai potuta andare perché è necessario prenotare qualche mese prima!

Barbecoa

 1) Barbecoa: il BBQ restaurant di Jamie Oliver. La sera la City si svuota, ma al Barbecoa si accendono le luci e inizia lo spettacolo: impressionante la vista su St. Paul Cathedral, enormi ed avvolgenti divani per i gruppi più numerosi o comode poltroncine mettono a proprio agio i clienti, coccolati da musica soffusa, personale di sala premuroso, amichevole, le luci poco invadenti lasciano protagonista la cattedrale che sembra entrare dalle vetrate immense del locale.

St. Paul Cathedral

È molto più che una steack house, si inizia dalla scelta della cottura: al forno a legna, sulla brace o affumicata. Aspettando non più di 15 minuti la cottura della carne, si può sgranocchiare qualche stuzzichino, vasta scelta di vini, birre e drinks. Ottime le costolette d’agnello, servite con fagioli e piselli alla menta; il burger tenerissimo, succoso e saporito, con bacon croccante, cheddar cheese, cetrioli, poca cipolla stufata e il pane al sesamo migliore che lo potesse abbracciare. Accompagnato da rustiche, asciuttissime, croccanti e fondenti chips, ho scelto anche una tenera insalata di lattuga con dressing al parmigiano. Varia la proposta di pesce.

Qualche perplessità sui tre spicchi d’aglio confit che troneggiavano sulle mashed potatoes. Comunque ottimo, soffice e sapido per l’eccellente qualità di patate. Invitanti, abbondanti e ben presentati i dolci, anche se si arriva a fine pasto davvero appagati, non è possibile non lasciarsi tentare da una delle numerose proposte di dessert o, se si preferisce, da un sundae o ice cream. Ho scelto la cheesecake al cioccolato bianco con passion fruit, consistenza perfetta e la ricchezza della crema veniva ben bilanciata dall’aroma e dall’acidità della salsa. Grande qualità, gusto, gentilezza e rapidità del servizio, uniti ad una delle più belle viste su Londra.

thenarrow1

2) The Narrow: il gastro/ristopub di Gordon Ramsay. Nell’East London, oltre lo Spitalfields market, direzione Greenwich, arriverete nelle Docklands, le chiuse sul Tamigi. The Narrow è un allegro pub inglese frequentato da londinesi, ampia e varia selezione di birre, anche con possibilità di degustazione e drink. Il ristorante si trova in una veranda panoramica, da cui si gode di una suggestiva vista sui grattacieli di Canary Wharf che si specchiano sul fiume. Atmosfera informale e rilassata, in inverno sarà piacevole scaldarsi al fuoco del caminetto d’epoca. Golosi stuzzichini, preludio di portate principali che rispettano le tradizioni inglesi, materie prime selezionate e attenzione ai prodotti di stagione:

- fish & chips: composto da filetto di pesce alto più di 3 cm, patatine croccanti fuori e soffici dentro, fritto, accompagnato da una tenera insalata e dalle classiche salse;

- pie di carne fatti a regola d’arte: bocconcini tenerissimi e succosi, sfoglia tenace e croccante a far da scrigno, serviti con piselli freschi alla menta e mashed potatoes.

Generosi i dessert: gelatina al Pimm’s con frutta fresca e sorbetto al lampone, l’indimenticabile brownie servito caldo e fondente con composta e gelato profumatissimo alla ciliegia, l’Eaton Mess al lampone che di lamponi in verità ne conteneva solo tre!

La proposta del menù stagionale a due portate costa 18£, a tre 22£. Ma preventivate una spesa extra salata se andate in taxi, dista venti minuti da Westminster, traffico permettendo.

3) Gordon Ramsay at Claridge’s: ambiente elegante, dress code formale, benvenuti dove la forma esalta la qualità e l’estro il gusto. Si può approfittare del set lunch, per farsi un’idea della superba cucina, tre portate a 30£ (ai quali va sempre aggiunto il 12,5%).

4) Maze: per chi ama cibarsi di assaggini, anche questa creatura di Ramsay dà soddisfazioni sensoriali. L’11 settembre è stato  inaugurato il Sushi Maze. Controllate sempre le proposte low cost qui.

5) Tom’s Kitchen: scelto come ripiego, per non aver trovato posto al ristorante principale dello stellare e stellato Tom Aikens, una volta abituati i timpani all’alto volume delle voci di sottofondo, ci si lascia coinvolgere dall’allegria generale. Alta qualità e materie prime selezionate, ottimi pie e fish & chips accompagnato da salsa tartara, mayo e ketchup tutte home made. Sfiziosa l’insalata di pomodorini gialli e rape rosse. Indimenticabile il poached raspberries and custard (dessert di setosa e profumatissima crema alla vaniglia e lamponi) e il profiterole. Buona scelta di vini, birre e drink. Prezzi onesti, servizio rapido e cortese, chiedete la password per usufruire del wi-fi.

Gallerymess

6) Gallery Mess: il café restaurant della Saatchy Gallery a Chelsea. Se avete necessità di ristorarvi dopo lo shopping sfrenato, troverete qualità e varietà di scelta. Questo il menù.

7) Sketch: pretenzioso e incomprensibilmente costoso il ristorante al primo piano. Si può dare una possibilità al The Parlour al piano terra se siete in zona Regent street, per un afternoon tea giusto per giocare ad Alice in wonderland (se aggiungete una coppa di Pommery il conto diventa stratosferico) o se cercate comfort food.

PROPOSTA ETNICA

Mi piace paragonare Londra ad una matrioska, assimila e fa proprie tutte le culture, in città potrete trovare e provare tutte le cucine del mondo, lasciatevi dunque tentare.

1) Nobu: per chi ama il jap-fusion, sempre una garanzia, repliche conformi in ogni città. Anche per l’afternoon tea. A Londra ci sono ben due succursali.

2) Al Sultan: cucina libanese. Pulizia, sorrisi, buon cibo e sapori autenici.

Quilon

3) Quilon: cucina della costa sud ovest indiana, protagonista il pesce. Ristorante stellato, cosa che si traduce nel servizio curato e attento, standard qualitativo alto, locale elegante e d’atmosfera. Vi consiglieranno menù mild spicy, optate per il low! Sapiente l’uso delle spezie, si percepiscono tutte, lasciando la pietanza protagonista e sorprende il retrogusto. Ottimo il merluzzo nero, non ha nulla da invidiare a quello di Nobu. Tra i dolci spicca la mousse cioccolato, nocciole e cardamomo.

Aubaine

All’angolo con Heddon Street, troverete The Regent Street Food Quarter: il nome è già tutto un programma. I più gettonati sono i ristoranti Italiani, da Aubaine troverete proposte francesi, ottimo il fritto di calamari, non lasciatevi tentare dal vassoio dei dolci. Sempre pieno il marocchino Momo, ottimo l’agnello con fichi e albicocche e il couscous.

PROPOSTA LOW COST

 - Pret à manger: ovunque alzando gli occhi individuerete la stellina rossa Pret, simbolo della catena. Tutto fresco di giornata, ciò che resta alla chiusura viene donato ad enti caritatevoli, perché buttare il cibo buono è irrispettoso per chi non può permetterselo e per chi ha lavorato per prepararlo. Tutto ottimo, dai prodotti per la colazione, le patatine in busta al sidro, la frutta secca da sgranocchiare passeggiando, i tramezzini più salutari che ci siano, zuppe calde, frutta fresca, smoothies, yogurt, dessert e qualsiasi cosa desideriate. Io prendo sempre edamame (i gustosissimi baccelli di soja freschi), mango&lime e il mix antiox mirtilli/melagrana/arancia al vivo/mango.

Pret a manger

LE ISTITUZIONI

Fortnum & Mason

1) Fortnum & Mason: fornitore della Real Casa, ma in questo caso le garanzie sono superflue, basta varcare la soglia d’ingresso per capire che ci si trova nel posto giusto. Va fatta l’esperienza dell’ afternoon tea nel The Diamond Jubilee Tea Salon, dove assaporerete delizie che non riuscirete a finire, con le note del pianoforte a coda in sottofondo. Potreste pensare di sostituirlo al pranzo o alla cena, il servizio inizia alle 12. Troverete in vendita più delicatessen di quelle che riuscite ad immaginare e c’è un piano dedicato all’oggettistica di lusso.

2) Selfridges: nella food hall troverete di sicuro qualcosa di mai visto, inedito o che avete sempre desiderato. C’è tutto di tutto, e forse più. Ci sono anche i corner Pierre Hermé, Oddono’s gelati (dove preparano un vero Espresso italiano ;)), Lola’s Cupcakes (i più glitterati, colorati, assortiti che ci siano), Godiva. Segnalo anche il reparto casalinghi, articoli per pasticceria.

3) The Borough Market: i foodies no possono non andarci. Futta, verdura, formaggi, carni, pesce passano direttamente dal banco di vendita alla cucina. Troverete pietanze etniche che spaziano dalla paella a specialità thai, burger di canguro, fish&chips da poter consumare nei tavolinetti dell’adiacente parco della Southwark Cathedral. Il mercato è aperto solo nel fine settimana.

4) The Old Spitafields Market: verrete travolti dai profumi intensissimi della cucina caraibica, cinese e africana. Ci sono anche bancarelle d’abbigliamento e oggettistica.

The Hummingbird Bakery

5) The Hummingbird Bakery: in zona Notting Hill, Portobello road. I cupcakes migliori. Imperdibile brownie anche senza frosting, il red velvet cupcake e valutate sempre le proposte del giorno. I take away costano meno, ma assaporati in loco il sapore si amplifica perché la vista spazia su tutte le delizie esposte. C’é un altro punto a Soho (vicino il milanese Princi) e anche punti vendita mobili.

Gail's

6) Gail’s: fragranti proposte dolci e salate, zuppe calde, insalate, quiches. Nuova apertura a Chelsea. Varietà, gusto e qualità.

Questi sono i posti che ho visitato, quelli in cui sicuramente tornerò. E voi ci siete stati? Avete altri imperdibili indirizzi gourmet di Londra? Fatemi sapere!

34 Comments

Page 1 of 212