Categoria - Pasta fresca

17 dicembre 2012

Tortellini in brodo. La ricetta di famiglia.

Tortellini i brodo

L’anno scorso le lasagne, quest’anno i tortellini in brodo. Con questi due post vi ho in pratica spalancato le porte della tradizione del Natale della mia famiglia. E’ quindi un po’ come avervi tutti a festeggiare insieme a me, aspetto che mi trasmette, se possibile, ancora più calore. Ho sempre tenuto particolarmente ad imparare a cucinare questi piatti, perché ad essi sono legate indissolubilmente innumerevoli storie di famiglia, fatte di racconti e momenti di convivialità trascorsi insieme, di ricette tramandate nel rassicurante calore della cucina da una generazione all’altra. Dedicarsi a queste preparazioni è un modo per farle continuare a vivere, nella speranza che anche in un mondo dove il tempo è diventato un vero lusso, ci sia ancora chi possa trovare piacere e gioia nel ritagliarsi alcune ore per realizzarle con la dovuta calma, ma soprattutto riuscendo ad apprezzarne il valore. Io, quando posso, cerco di farlo con mia nonna paterna perché sono fermamente convinta che sia un modo meraviglioso per trascorrere del tempo insieme. E poi, diciamocelo, da lei ho solo da imparare.

Detto questo scrivere dei tortellini da bolognese non è cosa facile, perché è un po’ come camminare in un terreno minato, trattandosi di uno dei pilastri della nostra cucina. Tralasciando il dibattito sulla contesa paternità bolognese o modenese, risalente ai tempi della Secchia Rapita di Alessandro Tassoni, a Bologna esiste una ricetta codificata a cura della Dotta Confraternita del Tortellino e depositata presso la Camera di Commercio di Bologna. Tuttavia, come per molti piatti della tradizione, anche in questo caso gli ingredienti, le dosi e le modalità variano da famiglia a famiglia, da zona a zona. Quella che vi mostro io oggi è quindi la ricetta della mia famiglia.

Tortellini - preparazione

La sfoglia. Deve essere tirata molto sottile, preferibilmente con il mattarello. Per chi ha fretta o poca dimestichezza con il mezzo l’alternativa è l’Imperia o qualcosa di equivalente, in questo caso consiglio l’aggiunta di una piccola parte di semola rimacinata di grano duro per impedire che diventi troppo liscia (sarebbe un grande difetto). Non va fatta asciugare, ma deve essere ritagliata subito in quadrati delle dimensioni massime di 4 cm per lato. C’è chi inoltre ama il bordo liscio, chi come me lo preferisce frastagliato.

Tortellini - Il ripieno

Il ripieno. A Bologna ci si divide tra quelli che fanno rosolare la carne prima di macinarla e quelli che impazziscono per il ripieno crudo. Noi in famiglia lo abbiamo sempre fatto in quest’ultimo modo, questione di gusti. Gli ingredienti più utilizzati di norma sono: lombo, mortadella, prosciutto crudo, parmigiano reggiano, uova e noce moscata. Il rapporto tra gli stessi è variabile ed eventuali aggiunte sono molto comuni, anche in questo caso ogni famiglia detiene la propria ricetta. Mia nonna aggiunge sempre ad esempio anche un po’ di manzo (di solito usa dello scanello), del tutto facoltativo, e prevede una quantità maggiore di mortadella e parmigiano. Talmente buono che io mentre preparo i tortellini ogni tanto me lo mangio così com’è.

Il brodo. Magari vi sareste aspettati un brodo di cappone, tipico per queste festività e il migliore accompagnamento per questa preparazione, ma la verità è che questa consuetudine in famiglia non l’abbiamo mai avuta, pertanto ho utilizzato il brodo di carne di casa mia, ovvero fatto con della gallina, doppione, ossa e sedano, carota e cipolla.

Non sono ammesse altre versioni, niente tortellini alla panna, al ragù o chissà cosa altro. Vi posso assicurare che digitando la parola “tortellini” anche solo su google immagini usciranno milioni di improbabili varianti che non sto nemmeno a citare, lascio a voi il “divertimento” di fare una prova e verificare di persona.

Tortellini - preparazione

Tortellini in brodo

Ingredienti per 6 persone:
per la sfoglia:
5 uova medie
500 g di farina

per il ripieno:
100 g di lombo
50 g di manzo (scanello)
150 g di mortadella Bologna Igp
100 g di prosciutto crudo
170 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 uovo medio
1/2 cucchiaino di noce moscata
sale q.b.

inoltre:
un ottimo brodo (di carne o, meglio ancora, di cappone)

La vigilia prepara il ripieno: trita con il tritacarne il lombo, il manzo, il prosciutto e la mortadella (in alternativa puoi farti fare questa operazione dal macellaio, a patto che rispetti però con precisione le dosi indicate). Unisci l’uovo, il parmigiano grattugiato, la noce moscata ed amalgama molto bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Assaggia e, se necessario, regola di sale, tenendo conto che gli ingredienti sono già molto saporiti. Copri con della pellicola per alimenti e metti in frigorifero a riposare per almeno una notte.

L’indomani mattina prepara la sfoglia. Su di una spianatoia forma la classica fontana con la farina, al centro sguscia le uova e rompile bene con una forchetta, prendendo a mano a mano un po’ di farina circostante. Quando il composto non sarà più liquido impasta energicamente fino ad ottenere una pasta omogenea, liscia ed elastica, che metterai all’interno di un sacchetto di plastica per alimenti ben chiuso. Fai riposare per almeno 1 ora a temperatura ambiente.

Tira la sfoglia sottile con il mattarello o con l’apposita macchinetta (vedi premessa) su di una spianatoia e con l’aiuto di una “speronella” (o tagliapasta dai bordi dentellati) ricava dei quadrati delle dimensioni di massimo 4 cm di lato. Con le mani fai un rotolino con una piccola quantità di ripieno e con l’indice disponine una pallina al centro di ogni ritaglio. Copri con un telo la parte di sfoglia che non stai utilizzando per evitare che si secchi.

A questo punto procedi con la chiusura. Prendi ciascun quadrato e piegalo in diagonale in modo da ottenere un triangolo. Premi bene con le dita sul vertice e sui due lati in modo da sigillare. Tenendo con le due mani il triangolo con la base verso il basso piega tra indice e pollice i due angoli alla base, quindi, tenendone fermo uno, chiudi i tortellini ad anello girandoli attorno alla punta del dito indice e sovrapponendo i due angoli esterni. Disponi i tortellini su dei vassoi di cartone. Se non li utilizzi subito li potrai congelare lasciandoli inizialmente sui vassoi fino a quando si saranno induriti, per poi riporli all’interno degli appositi sacchetti. Cuoci i tortellini nel brodo, lasciandoli bollire dolcemente e avendo cura di metterli nei piatti quando sono bene al dente.

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19 novembre 2012

Gnocchi di patate vitelotte ai finferli

Gnocchi di patate vitelotte ai finferli

Il caso vuole che sia finalmente riuscita ad entrare in possesso delle famose patate vitelotte. Come accade sempre quando smetti di cercare una cosa è proprio la volta buona che questa ti si palesa davanti in un modo o nell’altro. Sono sempre stata curiosa di provarle, di utilizzarle per dare un guizzo di colore alle mie ricette e devo dire che mi sono divertita molto a sperimentarle anche negli utilizzi più comuni, come per il puré, ad esempio. Insomma, preparatevi perché nei prossimi giorni inizieranno a comparire diverse ricette che come comune denominatore avranno il colore viola.

Si tratta di tuberi molto antichi e rari, originari del perù e coltivati principalmente in Sud America e in Francia. Si caratterizzano per le loro dimensioni ridotte, la buccia abbastanza spessa e scura, e l’interno di un particolare viola acceso. Anche il loro profumo differisce dalle classiche patate, ricordano infatti le note tostate della nocciola e quelle terrose delle castagne. Vengono utilizzate principalmente nella ristorazione ed hanno un costo piuttosto elevato in quanto si tratta di una coltivazione di nicchia, quasi abbandonata a causa della scarsa resa e del conseguente basso guadagno di chi le coltiva. Il loro colore, dovuto alla presenza di antociani, le rende anche particolarmente ricche di antiossidanti. [fonte: Alimentipedia]

Hanno una polpa particolarmente farinosa tra l’altro, che le rende perfette per fare gli gnocchi, che è ovviamente la prima idea che mi è venuta in mente non appena ho iniziato il brainstorming per decidere come impiegarle. Per prepararli questa volta ho fatto una prova utilizzando la farina Petra 1, come da consiglio di Rossana, e devo dire che sono rimasta molto soddisfatta, ho ottenuto degli gnocchi molto soffici, scioglievoli, perché ne basta davvero poca. Per un contrasto cromatico ho scelto un condimento molto semplice ai finferli, che in realtà ci stanno molto bene anche a livello di sapore. Pensavo che con il calore perdessero la loro colorazione e invece ho dovuto ricedermi perché al contrario essa è rimasta di una tonalità molto viva. Una cosa altrettanto sorprendente è che l’acqua di cottura degli gnocchi assume un colore fantastico, dapprima blu e poi, quando essi sono stati scolati, vira verso il verde.

Se siete tentati a provare queste patate vi avviso, non sarà facile trovarle, ma sappiate che molto spesso le ho avvistate alla Metro. Per chi proprio non riuscisse a reperirle può naturalmente sostituirle con altre patate, preferibilmente farinose.

Gnocchi di patate vitelotte ai finferli

Ingredienti per 4-6 persone:
per gli gnocchi:
1 kg di patate vitelotte
250 g circa di farina Petra 1*
2 uova
sale

per il condimento:
1/2 scalogno
600 g di finferli congelati (home made)
olio extravergine di oliva q.b.
timo fresco q.b.
parmigiano reggiano grattugiato q.b.
sale, pepe

* Nota: la quantità di farina da utilizzare è assolutamente variabile ed indicativa, perché dipende dalla diversa capacità di assorbimento delle patate.

Lavate accuratamente le patate, mettetele all’interno di una casseruola coprendole con acqua fredda e lessatele con la buccia. Scolatele e, mentre sono ancora calde, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate disponendole su di una spianatoia infarinata. Quando il passato sarà tiepido, unitevi le uova, circa metà della farina e un pizzico di sale e iniziate ad impastare con le mani aggiungendo poco alla volta il resto della farina fino a quando otterrete un impasto soffice, ma compatto e privo di grumi, che non si appiccica più alle mani.

Ora prendete una parte dell’impasto, formate dei cilindretti e tagliateli in tocchetti di circa 2 cm dilunghezza. Infarinateli, passateli uno alla volta lungo i rebbi di una forchetta per conferirgli la classica forma a gnocchetto e disponeteli su di un panno pulito ed infarinato.

Preparate il sugo che andrà ad accompagnare gli gnocchi: in una padella fate scaldare l’olio e fatevi rosolare lo scalogno tritato, aggiungete i funghi e portate a cottura. Regolate di sale e di pepe e unite il timo fresco. Nel frattempo, in una casseruola portate ad ebollizione abbondante acqua salata e tuffatevi gli gnocchi, pochi per volta. Quando affioreranno in superficie scolateli con mestolo forato e conditeli, aggiungendo abbondante parmigiano reggiano grattugiato. Fate saltare e servite subito.

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15 ottobre 2012

Cannelloni alla zucca con salsa alla ricotta

Cannelloni alla zucca con salsa alla ricotta

Restando fedele al mio mood autunnale anche oggi andiamo di zucca. Speriamo vi piaccia, altrimenti sono bella che fritta ;) Se nel post scorso l’ho utilizzata per creare un antipasto diverso, in quello odierno invece la troviamo sotto forma di un caldo, confortante e rassicurante piatto della domenica, molto adatto per ritemprarci dai primi freddi.

Devo ammettere che ci sono delle preparazioni decisamente lunghe che in alcuni periodi evito come la peste, ma che, in altri momenti, non vedo l’ora di poter realizzare perché mi sento ben predisposta, perché avverto il desiderio/bisogno di dedicarmi in maniera intensa a qualcosa che mi diverta e che mi permetta di trascorrere qualche ora dedicandomi alle mie passioni, o più semplicemente perché mi va, senza stare ad analizzarne le motivazioni.

Questi cannelloni sono senz’altro uno di questi piatti. Per prepararli bisogna organizzarsi per tempo certo, però la soddisfazione che si prova alla fine è davvero tanta. Ad esempio la zucca e la cipolla che vanno a costituire il cremoso ripieno si possono preparare anche la vigilia (servono freddi e una notte di riposo non può fare altro che rendere i sapori più intensi), la salsa alla ricotta, di ispirazione billgrangeriana (perdonate il neologismo), invece è molto veloce: in pratica si tratta di preparare una besciamella molto lenta alla quale andranno aggiunti, oltre a questo formaggio, salvia e noce moscata. Il risultato finale sarà più delicato in termini di gusto, fresco, aromatico e leggermente pungente. Per completare serviva un tocco di sapidità dato dalla pancetta affumicata che ho fatto rosolare in padella senza grassi fino a farla diventare croccante.

Cannelloni alla zucca con salsa alla ricotta

Per cuocere questi cannelloni ho utilizzato la pirofila rettangolare in ceramica Wave, il cui nome deriva dal fatto che la forma ricurva dei manici ricorda quello di un’onda. E’ realizzata in gres naturale, ha il fondo smaltato e si può trovare attualmente in tre colori: bianca, come la mia, oppure rosso fuoco e grigio pietra. Questa teglia, come tutti i prodotti Pyrex, è facilmente lavabile, anche in lavastoviglie, può andare in forno fino ad una temperatura massima di 250°, nel congelatore e anche nel microonde.

Cannelloni alla zucca con salsa alla ricotta

Cannelloni alla zucca con salsa alla ricotta

Ingredienti per 4-6 persone:
16-18 sfoglie per lasagne fresche (delle dimensioni di circa 10 x 15 cm)
30-40 g di pamigiano grattugiato
120 g di pancetta affumicata

per il ripieno:
1,2 kg circa di zucca sbucciata e privata dei semi
1 cipolla rossa grande
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2-3 foglie di salvia
sale, pepe

per la salsa alla ricotta:
40 g di burro
3 cucchiai di farina
550 ml di latte
3 foglia di salvia
240 g di ricotta
sale, pepe
noce moscata

Preparate il ripieno: tagliate la zucca a dadini e mettetela all’interno di una teglia da forno insieme alla cipolla, che avrete tagliato a spicchi sottili. Irrorate con l’olio extravergine di oliva, la salvia tritata, sale e pepe. Fate cuocere nel forno per 40 minuti (io ho usato il grill) o comunque fino a quando prenderà un colore dorato, avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Fate raffreddare e trasferite il tutto in una ciotola capiente. Schiacciate con una forchetta in modo da ottenere un composto cremoso e tenete da parte.

Per la salsa alla ricotta: in una casseruola fate scaldare il burro, unite la farina e fate cuocere per 3 minuti circa. Mescolando continuamente con una frusta aggiungete il latte, la salvia, e fate cuocere fino a quando otterrete una salsa omogenea e liscia. Fuori dal fuoco unite la ricotta e mescolate con una frusta per amalgamare. Regolate di sale, pepe e noce moscata.

Imburrate una pirofila e distribuite sul fondo un terzo della salsa alla ricotta. Fate cuocere le sfoglie di pasta, una alla volta, per circa 1 minuto in acqua bollente salata, raccoglietele con un mestolo forato e tuffatele in una ciotola contenente acqua fredda. Scolate subito e tamponate con un canovaccio pulito. Disponete al centro di ogni ritaglio di pasta un po’ di ripieno, spargendolo leggermente e lasciando scoperta solo una piccola parte su due lati opposti (negli altri due raggiungete i bordi). Piegate uno dei lati scoperti su una parte del ripieno e arrotolate in modo da ottenere un cannellone. Procedete in questa maniera ottenendo in tutto 16-18 cannelloni. Adagiate i cannelloni sulla salsa in un unico strato (possibilmente con la falda verso il basso), coprite con la salsa rimasta e cospargete con abbondante parmigiano reggiano grattugiato.

Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti o comunque fino a quando risulteranno dorati e li vedrete bollire. In una padella antiaderente fate rosolare la pancetta affumicata tritata fine , tamponate con un foglio di carta assorbente e distribuite sui cannelloni insieme a salvia fresca tritata. Servite subito.

Se non lo avete ancora fatto vi ricordo che fino al 31 ottobre siete in tempo per partecipare al concorso “Il premio è servito”:

Pyrex

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