Categoria - Reportages

20 marzo 2012

Alla scoperta di Torino: 10 cose da fare e da vedere #Q4T

Torino - Piazza S. Carlo

Eccomi finalmente pronta a parlare della mia esperienza torinese e del progetto #q4t, del quale vi avevo già accennato qualcosa qui. Mettere ordine tra tutte le foto scattate e gli appunti presi, mi ha richiesto tempo e impegno, ma devo dire che è stato molto piacevole perché mi ha fatto ritornare con la mente ai momenti e alle esperienze vissuti intensamente nella città sabauda.

Come ho scritto fugacemente in un tweet, la prima impressione di Torino che ho avuto è di una città molto vivibile e a misura d’uomo, nonostante le sue dimensioni non proprio ridotte. Ci sono molte zone pedonali che permettono di passeggiare liberamente per le vie del centro e di godersi le bellezze della città senza doversi preoccupare del traffico, ci sono molti servizi per i cittadini e per i turisti.

Il nostro viaggio ha avuto come base l’hotel Golden Palace, di via dell’Arcivescovado, nel quale io e le mie due compagne di viaggio (Felicity e Federica) abbiamo soggiornato. Da qui ogni giorno insieme alla mitica nostra tour leader Silvana De Michelis, che ringrazio infinitamente per la sua grande competenza, cortesia e per averci saputo trasmettere l’amore per questa città, ci siamo spostate per lo più a piedi in modo da poterci soffermare ad osservare qualche scorcio o particolarità ogni volta che lo desiderassimo.

Il torello

Di questa città mi hanno colpita l’atmosfera regale e un po’ magica che si respira passeggiando per le sue vie e per i corsi, i palazzi maestosi con le facciate pulite e illuminate ad arte la sera, l’ospitalità e l’accoglienza che ho trovato sia nelle strutture ricettive visitate, che negli esercizi commerciali e nei suoi abitanti.

Torino - Piazza San Carlo

Torino - Dettaglio

Vi racconto quindi il mio punto di vista su Torino, in una sorta di mini guida che racchiude indirizzi e consigli su cosa visitare e dove mangiare, naturalmente basata sulla mia breve esperienza:

La granda in mezzo al pane

La granda in mezzo al pane

1. La Granda in Mezzo al Pane: inizio da qualcosa di mangereccio, dopo tutto questo è sempre un food blog, no? Un fast food dalla filosofia slow, dove si pone grande attenzione alla qualità delle materie prime che compongono ogni piatto che viene servito, iniziando dalla carne degli hamburger, di razza bovina piemontese che proviene dagli allevamenti de La Granda e che è stata insignita anche del presidio slow food, passando per il pane che compone i panini, preparato con farine di qualità macinate a pietra (Mulino Marino), per arrivare agli ortaggi sempre freschi e di stagione (non troverete le patatine fritte surgelate né precotte qui e lo potrete capire anche dal loro ottimo sapore). Ma c’è anche grande attenzione per le bevande, troverete infatti una vasta selezione di birre artigianali Baladin e bevande gassate (chinotto e gazzosa) di Lurisia. Prezzi contenuti, il menu più caro è a poco più di 10 euro.

La Granda in Mezzo al Pane
Piazza Solferino 16/a
Torino

2. Birrificio Torino: una meta imperdibile per gli amanti delle birre artigianali, dove sarà un piacere perdersi tra le diverse tipologie di birre, sia ad alta che a bassa fermentazione, prodotte direttamente nel locale dove si effettua la mescita, una ex fabbrica dei primi del ’900. Anche qui si presta grande attenzione alla scelta delle materie prime, quindi a luppoli, malto e all’acqua, la quale pare che proprio a Torino sia particolarmente adatta alla produzione di questa bevanda, come testimonia la sua lunga tradizione birraria (nel 1845 proprio a Torino viene inaugurato il primo birrificio in Italia). E’ possibile anche prenotare visite guidate al laboratorio per scoprire e conoscere insieme al Mastro Birraio tutte le fasi di produzione della birra.

Birrificio Torino

Birrificio Torino

Birra Torino

Birrificio Torino
Via Parma, 30
Torino
Tel. 011/2876562

3. Guido Gobino e Guido Castagna: sono alcuni dei grandi nomi dell’arte cioccolatiera torinese, sono stata in entrambi i loro punti vendita ed ho potuto assaggiare i loro prodotti. Gli amanti del cioccolato di alta qualità non possono non fare una sosta golosa qui. Da Gobino mi sono innamorata del celebre Tourinot e da Castagna de Gli Speziati.

Guido Gobino
Via Giuseppe Luigi Lagrange, 1
Torino

Guido Castagna
Via Maria Vittoria 27/c
Torino

Guido Gobino

Guido Castagna

foto-13

4. Porta Palazzo: avere l’opportunità di visitare questo quartiere insieme a Vittorio Castellani aka Chef Kumalè è stato un privilegio non da poco, in quanto Vittorio è stato una guida davvero preziosa. Giornalista free lance per riviste di food e travel, dopo essersi occupato di radio, concerti e musica indipendente, ha iniziato ad organizzare dei tour gastronomici in questo quartiere, del quale in passato si sono sempre raccontati gli aspetti negativi da cronaca nera, per fare emergere invece quelli positivi. Il cibo visto come elemento di aggregazione tra culture diverse è questa la “foodlosophy” (e qui cito le sue stesse parole) dello Chef Kumalé. Il Gastronomade, organizza anche corsi di cucina etnica presso le OGM (Officine Gastronomiche Multietniche) dell’Associazione Culturale The Couscous Clan (per informazioni tel. 335/6647579 o chef@kumale.net).

“In ogni piatto è concentrata, in sintesi, la storia e la cultura di un popolo” (Vittorio Castellani)

Vittorio Castellani aka Chef Kumalè

Nel nostro mini tour abbiamo esplorato velocemente la zona dove risiede la comunità magrebina, della quale mi piacerebbe segnalarvi la panetteria marocchina “Dolci Arabi”, nella quale potete trovare oltre a pane e prodotti da forno, tutta la pasticceria tipica che è davvero qualcosa che merita un assaggio (io l’ho fatto e rimpiango di non aver fatto acquisti in quel momento) e il ristorante marocchino Al Andalus, dove abbiamo consumato un ottimo pranzo.

Panetteria Pasticceria Dolci Arabi
Piazza della Repubblica 16
Torino

Ristorante Al Andalus
Via Gianfrancesco Fiochetto, 15
Torino

Delizie marocchine

Delizie marocchine

Oggettistica

Decorazioni

Ristorante Al Andalus - cous cous

Ristorante Al Andalus

Nell’area dove si trova la comunità asiatica invece, vi segnalo un market che è molto ben fornito di tutti quei prodotti che spesso sono un po’ difficili da trovare, quindi spezie, erbe aromatiche essiccate (io ho trovato il lemongrass per dire), curry, taro (le patate cinesi), i drumstiscks e le foglie di banano per citarne solo alcuni:

Asia Market
Corso Regina Margherita 132
Torino

Inoltre consiglio una visita sia al mercato contadino che al mercato coperto, nel primo, organizzato da Coldiretti, troverete una vasta scelta di ortaggi e frutti di stagione e nell’altro una vasta scelta di prodotti di qualità (carni, pesci, frattaglie, pani e tanto altro ancora), ma a prezzi davvero ragionevoli.

Mercato dei contadini

Al mercato contadino

Al mercato contadino

Mercato dei contadini

5. Il circolo dei lettori: questo è un luogo davvero suggestivo che mi ha colpita particolarmente. L’idea è quella di un circolo dedicato alla lettura, sia individuale che di gruppo, ma non solo visto che all’interno trovate una caffetteria ed un ristorante, nel quale si svolgono eventi in un ambiente molto curato, intimo e raffinato come quello delle stanze seicentesche di Palazzo Graneri della Roccia. Abitando a Torino penso che trascorrerei molto del mio tempo qui per leggere e scrivere, magari con il mio macbook e una buona tazza di te.

Il circolo dei lettori

Il circolo dei lettori

Circolo dei lettori
Via Bogino 9 (palazzo Graneri della Roccia)
Torino
Tel. 011/4326827

6. La Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema: la prima rappresenta l’icona di Torino, almeno per me che non ci abito ecco, e devo dire che osservarla, magari all’improvviso dopo aver svoltato un angolo, è sempre qualcosa che lascia senza fiato.

La mole in lontananza

La Mole Antonelliana

Al suo interno consiglio di prendere l’ascensore di vetro per godere di una magnifica vista su tutta la città e poi di fare una visita all’interessante Museo Nazionale del Cinema, che racconta la storia delle produzioni su pellicola dall’inizio ai giorni nostri in maniera sempre interessante, coinvolgente e mai noiosa. Qui ho apprezzato molto soprattutto la parte iniziale del percorso, dedicata agli studi di ottica, rifrazione e alla luce.

Museo del Cinema

Museo del Cinema

Museo del Cinema

7. Torino magica: un tour che abbiamo fatto di sera, dopo cena, e che mi ha affascinata molto perché offre la possibilità di osservare Torino e i suoi monumenti da un punto di vista assolutamente inusuale per me. Si dice che in questa città convergano e convivano da sempre sia energia positiva che negativa e qui inoltre sono vissuti numerosi esponenti della massoneria, diventa quindi interessante scoprire e “leggere” eventuali simboli esoterici nascosti in fontane, decorazioni di palazzi e portoni che normalmente passano inosservati ai più, nonostante siano sotto gli occhi di tutti. Qualche anticipazione? Provate ad osservare la fontana di piazza Solferino e prestate attenzione alla simbologia, soprattutto della statua maschile che rappresenta l’inverno. Non trovate nulla di strano?

Per informazioni:
Somewhere Tours & Events
Via Botero 15
Torino

8. Torino sotterranea: sotto Torino si trova un doppio sistema di gallerie a due livelli, uno posto a 7 metri dalla superficie e l’altro a 14. Visitando il Museo Civico Pietro Micca potrete percorrerne una parte e conoscere i sistemi di difesa dei torinesi dagli attacchi dei vicini francesi nell’assedio del 1706.

Museo Pietro Micca

Museo Civico Pietro Micca
Via F.G. Guicciardini 7°
Torino
Tel. 011/546317
orario: da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 9.00 alle 19.00
biglietto intero 3,oo euro
biglietto ridotto 2,00 euro

9. Spa Iside dell’Hotel Victoria: per chi desidera ritagliarsi qualche ora tutta per sé, consiglio di rilassarsi in questa Spa dall’atmosfera mediorientale. Qui ho fatto un massaggio classico all’olio che mi ha regalato bellissime sensazioni, ma non si tratta solo di questo, sono certa che sarà un piacere perdersi tra un calidarium, un bagno turco, un idromassaggio e tante altre attrattive che questo luogo offre. Dell’hotel non sono riuscita (per motivi di tempo) a vedere le camere, ma solo il piano terra, e l’ambiente circostante è molto british e particolare, sembra di trovarsi improvvisamente in un angolo di Inghilterra nel cuore di Torino.

Hotel Victoria
Via Nino Costa, 4
Torino

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10. Una menzione particolare va a tutti i caffè storici di Torino: ce ne sono moltissimi, dalle vetrine sempre molto curate e dagli interni magnificamente arredati. Durante il nostro soggiorno ne abbiamo visitati diversi e ognuno di essi ho scoperto avere una sua storia legata alla città o a personalità famose che li hanno visitati.

Vetrine

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21 dicembre 2011

Alla scoperta del Trentino – #vitanova11

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paesaggio

Eccomi di ritorno da quattro magnifici giorni che ho trascorso per il progetto #vitanova11. Con il sorriso ancora stampato in faccia e la mente fresca di ricordi voglio raccontarvi, come vi avevo promesso, che cosa ho visto e le emozioni (vi assicuro che sono davvero tante e forti) che ho provato.

Come sapete sono una grande appassionata di montagna, neve e sci, ho girato in lungo e in largo gran parte del Trentino, ma devo dire che non ero mai stata prima d’ora in Val di Sole. Un territorio che ho avuto la fortuna di poter capire ed esplorare proprio grazie a questa memorabile esperienza condividendo ogni momento con un gruppo affiatato di persone.

Autenticità, natura, benessere, ospitalità, enogastronomia di qualità e tradizione, sono le parole chiave che credo possano riassumere l’impressione che mi sono fatta di questo angolo di Trentino, che voglio raccontarvi attraverso ciò che lo stesso territorio offre.

Ecco dunque cosa vedere e mangiare se un giorno deciderete di scegliere questa località come meta delle vostre vacanze:

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1. Il caseificio Turnario di Pejo Paese. L’ultimo rimasto in funzione in Trentino. Un caseificio-museo nel quale vengono prodotti burro e formaggi, tra i quali spicca il celebre Casolét della Val di Sole Rabbi e Pejo che è anche un presidio Slow Food, con un sistema di lavorazione che è rimasto immutato dal 1935. Si tratta di un formaggio a pasta cruda e tenera, prodotto con latte intero delle mucche allevate nella frazione, che può essere acquistato direttamente presso il caseificio stesso. Impossibile non farsi trascinare dai racconti di Riccardo Casanova e del casaro Bruno! Una meta imperdibile non solo per chi, come me, è particolarmente goloso di formaggi, ma perché questa realtà costituisce una testimonianza delle tradizioni locali.

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Caseificio Turnario di Pejo

  • piazza San Giorgio, 2
  • Pejo Paese (Tn)

2. Baita Tre Larici e Ristorante St. Hubertus – La prima è una meta che mi sento di consigliare caldamente a chi ama le emozioni all’aria aperta, immergendosi completamente nella natura circostante. Qui vengono allevate le corpulente mucche delle Highlands, di razza scozzese, facilmente riconoscibili dalle corna a manubrio, che sono dotate di un folto mantello e possono resistere, pensate, fino alla rigidissima temperatura di -30°C!

mucche

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Ma non solo. Incontrerete moltissimi altri animali, come cavalli, cani e una simpaticissima capretta, di nome Becco, che ha poco più di un mese e, ve lo devo dire perché è stato davvero emozionante, ha scambiato il mio dito per un biberon. Una scena che mi ha molto commossa, credetemi.

becco

I proprietari della fattoria, Pino e Agnese, gestiscono anche un ristorante, il St. Hubertus nel quale noi stessi abbiamo cenato. Qui è possibile assaggiare piatti realizzati con la carne delle vacche da loro allevate, ma non solo. Io mi sento di consigliarvi la carne salada e bresaola con caprino e mela, i ravioli ripieni di capriolo al ginepro ad esempio.

Ristorante St. Hubertus

  • via delle Acque Acidule, 20
  • Pejo Fonti (Tn)
  • Tel. 0463 753213

3. I canederli: beh lo sapete che ho un debole per questo piatto tipico della tradizione trentina. Ho avuto, insieme alle mie compagne di viaggio, l’opportunità di imparare a prepararli direttamente dalla gentilissima Sig. ra Sandra dell’Hotel Living Romance Cevedale di Cogolo di Pejo (Tn), durante una cooking class organizzata appositamente per noi. Siamo state divise in tre gruppi, ognuno dei quali ha preparato una diversa tipologia di canederlo: allo speck, al formaggio e alle erbe (quest’ultimo preparato da me e dalla cara Federica Giuliani di Travel to Taste). La ricetta? Io ne ho pubblicata una a suo tempo, eccola qui, ma se riuscirete ad imparare a memoria questa canzone sono certa che non ve la dimenticherete più (per ascoltarla cliccate sul link ;). Un piatto da tenere ben presente anche perché costituisce un valido sistema per recuperare il pane vecchio ;)

ingredienti

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canederli

4. Rifugio Lo Scoiattolo. Se siete sulle piste da sci e cercate un luogo accogliente nel quale consumare un pranzo caldo e decisamente saziante, qui troverete piatti della cucina tipica. Come speck croccante, polenta, crauti, canederlo al formaggio, spezzatino di cervo, casolét fuso e, beh, una meravigliosa fetta di Sacher (rigorosamente con panna ;).

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Rifugio Lo Scoiattolo

  • Loc. Stavelin
  • Pejo (Tn)
  • Tel. +39 0463.753220
  • Mobile +39 340.9521671
  • info@scoiattolopejo.com

5. Casa Grazioli – Eco Museo. La casa dove fino al 1992 è vissuta la Sig.ra Maria Grazioli, che oggi è stata recuperata ed è diventata un museo. Qui avrete occasione di fare un vero e proprio tuffo nel passato e di capire com’era la vita contadina in valle durante i secoli, attraverso le testimonianze che si possono trovare all’interno della casa stessa. Io sono rimasta molto colpita dalle pareti interne nere, perché coperte dalla fuliggine, e dalle abitudini della signora Maria, come quella di collezionare tanti piccoli graziosi bicchieri (attraverso le raccolte punti dei prodotti per lavare i panni ad esempio) e la differenza tra la prima cucina, molto buia e povera, e la seconda più “moderna” e vivibile, che la sua inquilina, poverissima, era riuscita ad acquistare prendendo la pensione e vendendo un telaio per filare il lino.

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Casa Grazioli – Eco Museo

  • Strombiano (Tn)
  • Telefono: 0463 751420
  • Mobile: 339 6179380

6. Hotel Kristiania. E’ stata la nostra casa per quattro giorni, il luogo dove ritornavamo dopo ogni escursione. Il posto giusto per farsi coccolare dall’ospitalità del signor Aurelio e del suo efficiente staff e per potersi concedere momenti di prezioso e vero benessere nella Spa. Una cosa che non potete assolutamente perdervi a mio avviso è l’idromassaggio all’aperto. Immaginate il buio, la vasca illuminata in lontananza avvolta in un manto di vapore. Sdraiatevi, liberate la mente e rilassatevi. Se siete fortunati il massimo è fare tutto ciò mentre sta nevicando, proprio come è successo a noi. Qui potete scegliere tra un’ampia gamma di massaggi e trattamenti, io ho fatto un impacco corpo alla mousse di yogurt nel letto nuvola, che regala una sensazione di pace, leggerezza. Il mio corpo sembrava aver perso materia e lo sentivo fluttuare sospeso nell’acqua! Mi sono concessa anche un massaggio viso al miele, altamente nutriente. Consiglio: per le coppie non si può non prenotare la spa suite, una piccola, ma molto romantica e curata, spa per due.

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Hotel Kristiania

  • Via S. Antonio, 18
  • Cogolo di Pejo (Tn)
  • Tel. 0463.754157
  • Fax 0463.746510
  • info@hotelkristiania.it

E questi siamo noi, il mitico #vitanova11 Dream Team ;). Queste ultime due foto sono state scattate da Idea Turismo :

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Un grande grazie alle 8 compagne di viaggio (Sandra, Federica, Francesca, Federica, Michela, Elena, Ramona, Valentina) e ad Alessio, Marzia, Cecilia e Margherita che hanno reso possibile questa memorabile esperienza. Credo ne conserverò un bellissimo ricordo.

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19 ottobre 2011

Eurochocolate 2011 e il cioccolato ai tempi del web 2.0

Et voilà... la torta frolla al limone

Come promesso ecco il reportage dello showcooking che lo scorso sabato 15 ottobre, all’interno del teatro del Pavone di Perugia in occasione di Eurochocolate 2011, mi ha vista protagonista, insieme alla cara amica Adelaide Melles, al fianco del maestro cioccolatiere (o pastry chef, come preferite) Simone De Castro.

Simone De Castro

Si è trattato di uno spazio di circa un’ora nel quale il maitre chocolatier ha realizzato davanti ai nostri occhi un dolce, rigorosamente al cioccolato, che rispecchiasse le caratteristiche che emergono in maniera maggiore dai blog di ciascuna di noi. Ispirandosi quindi non solo al nome del mio blog, ma anche alla frase che compare nella sezione About me “Perché il nome Fior di Frolla? Perché adoro gli impasti che profumano di burro e delle cose buone di una volta, ecc…”, ecco che la sua idea è stata quella di confezionare per me un dolce che ha chiamato Torta Frolla al Limone.

Il mio compito è stato quello di rendere il tutto molto 2.0, ovvero documentarlo e raccontarlo attraverso foto e video (grazie a Kodak partner dell’evento) da condividere poi in maniera dinamica ed immediata con i miei followers attraverso queste mie pagine ed i vari social network (nel mio caso Twitter, Facebook e Instagr.am). Devo dire che si è trattato di un’esperienza altamente formativa, nella quale ho avuto l’occasione di poter imparare ed approfondire alcune tecniche di pasticceria direttamente da un professionista di alto livello. Tecniche che non vedo l’ora di poter mettere in pratica non appena avrò un po’ più di calma.

Ma veniamo alla nostra torta frolla al limone. Si tratta di un dolce composto da un guscio di sablée alle mandorle e limone, che racchiude un primo strato di ganache al caramello al burro salato e cioccolato bianco, ricoperto a sua volta da una seconda, voluttuosa, ganache al Sao Thomé (cioccolato fondente Callebaut al 53,8%). Una crostata di alta pasticceria insomma, che però possiamo replicare anche a casa seguendo i consigli ed i trucchi che io ho cercato di carpire per me e naturalmente per voi.

Torta frolla al limone

per la sablée alle mandorle e limone:
240 g di burro pomata
180 g di zucchero a velo
4 g di sale
60 g di mandorle in polvere
100 g di uova
120 g di farina 0
350 g di farina 0
scorza di 1 limone grattugiata

+ 1 lime

Nella planetaria lavorate il burro con il sale, lo zucchero a velo. Unite le uova e la prima quantità di farina (120 g) senza montare. Poi aggiungete la seconda quantità (350 g) fino ad ottenere un impasto omogeneo. Fate riposare in frigorifero, avvolta dalla pellicola per alimenti, per un paio d’ore. Trascorso questo tempo stendete la pasta sablée, rivestitevi uno stampo da crostata, e fate cuocere in bianco.

Importante: la farina viene aggiunta in due momenti per evitare che l’impasto incordi.

Ganache al caramello al burro salato e cioccolato bianco

Preparazione della ganache al caramello al burro salato e cioccolato bianco

Gli ingredienti: cioccolato bianco Callebaut

Gli ingredienti: burro

per la ganache al caramello al burro salato e cioccolato bianco:
300 g di zucchero semolato
100 g di panna bollita
1 bacca di vaniglia
100 g di burro anidro* (o burro classico)
400 g di cioccolato bianco Callebaut Velvet
7 g di fior di sale di Trapani
400 g di panna bollita

Fate bollire la panna (100 g) insieme ai semi della vaniglia e al sale (in questo modo rilascerà la sua parte sapida e perderà quella acida). Nel frattempo fate caramellare lo zucchero portandolo a 120° (dovrete ottenere un caramello bianco), quindi versate la panna che avrete bollito e deglassate. Aggiungete il cioccolato bianco, il burro, i 400 g di panna ed emulsionate con l’aiuto di un frullatore ad immersione.

* il burro anidro si ottiene da creme con almeno il 99,8% di grassi. L’elevata percentuale di materia grassa offre diversi vantaggi: risparmio (in quanto se ne usa in dosi minori), migliore conservazione (non contiene acqua), gusto e colore più intensi. Questa tipologia di burro si rende adatta all’utilizzo in pasticceria soprattutto per sfoglia, croissant, crema al burro. Nella realizzazione delle ricette (solitamente calcolate in base al burro all’82% m.g.) occorre tener conto del più elevato tenore di materia grassa e quindi si possono diminuirne i quantitativi.

Gli ingredienti: cioccolato fondente al 53.8 %

Ganache al Sao Thomé

Il protagonista: il cioccolato

per la ganache al Sao Thomé:
500 g di panna al 35%
200 g di glucosio
500 g di cioccolato fondente al 53,8% Sao Thomé Callebaut
100 g di burro anidro

Fate bollire la panna insieme al glucosio (serve per avere una ganache più cremosa in quanto evita la cristallizzazione dello zucchero). Aggiungete il cioccolato in caillettes e il burro, quindi emulsionate nel cutter. Fate raffreddare a temperatura ambiente (non in frigorifero) coprendo con la pellicola per alimenti.

Montaggio: cospargete il guscio di pasta sablée con la scorza di lime grattugiata, quindi versatevi sopra la ganache al caramello al burro salato e cioccolato, facendola passare da un sac à poche e compiendo movimenti concentrici dal centro fino ad arrivare ai bordi. Fate raffreddare in frigorifero fino a quando la ganache si sarà solidificata.

Se volete vedere come Simone l’ha preparata, ecco un video (che ho girato io stessa con la mia videocamera Playfull di Kodak) che dovrebbe esservi utile:

Il guscio di sablée farcito

Colate adesso la ganache al Sao Thomé sullo strato precedentemente realizzato e fate raffreddare fino a quando essa si sarà solidificata. Ora la torta è pronta per essere decorata.

La torta frolla al limone prima della decorazione

La decorazione. Simone ha pensato ad un fiore stilizzato (sempre per richiamare il nome del mio blog), realizzato con dei petali di cioccolato temperato, che ha preparato facendo passare quest’ultimo attraverso una tasca da pasticcere su di un foglio di acetato per alimenti (decorato con dei motivi optical) e creando tanti cerchi del diametro di circa 4 cm. Con una spatola li ha allungati, compiendo un movimento deciso dall’alto verso il basso. Ha poi piegato il foglio arrotolandolo delicatamente fino a quando il cioccolato ha preso una forma ondulata ed ha fatto raffreddare. Ha staccato ciascuna decorazione ed ha composto con grande maestria un bellissimo fiore, completato da alcune stecche di cioccolato e un lampone fresco.

Petali di cioccolato

Ultimando la decorazione

Ultimi ritocchi

Simone e il suo capolavoro

Che cosa ne pensate? Mi farebbe piacere leggere le vostre impressioni in merito!

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