Categoria - Zuppe, creme e vellutate

29 luglio 2013

Crema fredda di pomodoro, lamponi e mozzarella di bufala

Crema fredda di pomodoro e lampone con mozzarella di bufala

Tornare alla base questa volta è stato particolarmente difficile. La Sicilia è una terra dal fascino incredibile, piena di storia, arte, cultura, cibi e vini da scoprire. Ho visitato moltissimi luoghi, riempiendomi gli occhi delle magnifiche decorazioni delle chiese barocche, delle acque cristalline di alcune riserve naturali o delle rovine dei templi di Agrigento e Selinunte, per dire; molti altri purtroppo per motivi di tempo non sono riuscita proprio a vederli, come Ragusa Ibla ad esempio, e credo di essermi persa davvero tanto. Tutto questo senza farmi mancare ristoranti, mercati, vigne e pasticcerie. Ogni giorno è stato ricco di emozioni intense e stupore e, lo ammetto, ho perso il conto di tutte le volte che ho pronunciato le parole “quanto mi piace questa vacanza!”. Al mio rientro tutto ciò si è tradotto in una fortissima nostalgia che posso solo tentare di lenire cercando l’occasione di farvi ritorno il prima possibile, anche solo per un paio di giorni ogni tanto.

Arrivata a casa sono tornata alle buone e care abitudini, tra le quali c’è senza dubbio l’orto. E pare che le piante di pomodoro abbiano atteso il mio arrivo per far maturare i propri frutti, con il risultato che ogni giorno ne raccolgo in quantità inaudite, una vera e propria emergenza che mi ha portato ad ingegnarmi per non farne andare nemmeno uno a male. A tal proposito ho fatto qualche conserva, che ora sta riposando in cantina. Aspetto solo che passi un po’ di tempo per verificare che tutto sia andato nel modo sperato e, in caso affermativo, ve ne parlerò presto.

Nel frattempo ecco un’altra ricetta a tema, scelta tra quelle che al momento sulla mia tavola vanno per la maggiore, ovvero questa crema fredda. Gli ingredienti principali sono ovviamente i pomodori, da scegliere nelle varietà che preferite (io ho fatto un mix di cuori di bue e datterini) purché siano maturi, e lamponi. Un abbinamento che può risultare inusuale, è vero, ma che mi ha conquistato al primo colpo. Questi frutti rossi infatti, oltre a donare un colore più intenso alla crema, ne mitigano l’acidità (se, naturalmente, sono giunti a completa maturazione) e le regalano leggeri sentori fruttati, quasi fioriti. E siccome le note lattiche proprie dei lamponi li rendono perfetti in abbinamento con alcuni tipi di formaggi, ho aggiunto la mozzarella di bufala. Dopo aver condito questa crema a piacere, consiglio di aggiungere qualche fogliolina di timo limone e otterrete un piatto fresco, da preparare in pochi minuti e squisito.

Quasi un gazpacho o, per dare uno sguardo alla nostra cucina, una delle tante variazioni attorno al tema insalata caprese.

Crema fredda di pomodoro, lamponi e mozzarella di bufala

Ingredienti per 4 persone:
850 g di pomodori maturi (tra cuori di bue, datterini o altro)
150 g di lamponi + 4 per decorazione
40 g di pane senza crosta
30 ml di aceto di lamponi (per prepararlo vedi qui)
1/2 spicchio d’aglio
1 peperoncino piccolo
timo limone fresco
olio extravergine di oliva
250 g di mozzarella di bufala
sale, pepe

Monda i pomodori e taglia quelli di dimensioni maggiori a fettine. Lava i lamponi e tamponali con della carta da cucina. Metti il pane in un piatto insieme all’aceto e lascia imbibire. Versa il tutto nel vaso del frullatore insieme all’olio, all’aglio e al peperoncino e frulla il tutto fino ad ottenere una crema omogenea. Regola di sale e di pepe e aggiusta la consistenza con poca acqua ghiacciata se la zuppa dovesse risultare troppo densa. Se preferisci puoi passare il tutto attraverso un colino a maglie fitte (operazione facoltativa, che serve ad eliminare i semi dei lamponi), quindi metti in frigorifero, coperto con della pellicola per alimenti, per almeno due ore fino al momento di portare in tavola. Versa la crema fredda nei piatti, aggiungi la mozzarella di bufala tagliata in maniera irregolare e decora con lamponi e timo limone.

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22 febbraio 2013

Zuppa di lenticchie nere di Leonforte, bietoline e voglia di Sicilia.

Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole

Lo so che siamo solo alla fine di febbraio, ma io sto già pensando alle vacanze estive. No, non è che abbia le idee molto chiare in merito, anzi brancolo nell’indecisione più totale, ma ogni volta che rifletto su una probabile meta mi soffermo sempre e solo su un nome: Sicilia. Nei miei sogni, perché ancora di quelli si parla, ci sarebbe l’ipotesi di noleggiare un’auto e fare un tour itinerante, per vedere quante più cose possibili. Un po’ come quando andai in Scozia con una carta stradale (non credo esistessero già i navigatori), una grossa valigia e la voglia di scoprire tutto quello che c’era lungo il mio cammino. Nell’arco di due settimane la girai in lungo e in largo, riuscendo ad apprezzarla meglio, soprattutto a godere di quei paesaggi sempre diversi e talmente ammalianti da sentirli vibrare come un brivido intenso sulla pelle.

In questo mio mood un po’ siciliano, complice anche una cara amica che proprio lì ci vive, Rossana, appena posso vado alla scoperta dei prodotti di questa terra. L’ultima volta è stato il turno delle lenticchie nere di Leonforte, che avevo in dispensa da un po’ di tempo nell’attesa di qualche idea valida su come impiegarle. Alla fine, molto semplicemente, ho optato per una zuppa, uno dei piatti che più desidero mangiare quando torno a casa la sera, beh certo, al primo posto ci sono sempre tortellini e passatelli. La ricetta è molto semplice, per la serie prendo tutto ciò che ho nel frigorifero e lo assemblo nel modo migliore (per me, s’intende). Ecco che quindi ho aggiunto delle foglioline di bietola (vanno benissimo anche gli spinaci), scorza di limone e semi di cumino, senza dimenticare peperoncino e aglio. Ma non uno qualunque, quello rosso di Nubia (lo vedete comparire nelle foto), sempre per restare in tema, e del quale parlerò in maniera più approfondita in uno dei prossimi post.

Le lenticchie nere di Leonforte venivano coltivate negli anni ’50 in alcuni comuni della provincia di Enna e, come spesso accade purtroppo, furono abbandonate in favore di cultivar più produttive e resistenti, rischiando l’estinzione. La coltivazione è stata poi ripresa all’inizio del duemila, tra mille difficoltà soprattutto derivanti dal fatto che tutte le operazioni dalla semina fino alla raccolta e alla pulitura sono manuali, e da allora si sta tentando di reintrodurla ottenendo ottimi risultati. Si tratta di un prodotto di elevata qualità, che contiene una quantità maggiore di proteine e fibre a fronte di un numero inferiore di grassi. Queste lenticchie hanno un gusto pieno, ma nello stesso tempo delicato, e sono anche molto pratiche perché, come quelle di Ustica, non necessitano di ammollo. Insomma sono un prodotto davvero eccellente.

Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole

Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole

Ingredienti per 2 persone:
300 g di lenticchie nere di Leonforte
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio rosso di Nubia
1 peperoncino
1 litro d’acqua calda (circa)
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
1 pizzico di cumino
40 g di bietoline
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe

In una casseruola fai scaldare l’olio insieme alla cipolla tritata. Fai soffriggere a fuoco moderato fino a quando sarà diventata trasparente, quindi aggiungi le lenticchie, ben sciacquate sotto l’acqua corrente e scolate, il cumino e la scorza di limone, mescola ed unisci l’acqua calda. Copri e fai cuocere dolcemente per circa 45 minuti – 1 ora o comunque fino a quando le lenticchie saranno cotte, aggiungendo altra acqua durante la cottura se necessario.

Trasferisci un mestolo o due (a seconda della consistenza che vuoi ottenere) di zuppa nel boccale del frullatore e azionalo fino ad ottenere una crema densa. Aggiungila poi al resto della zuppa in modo da renderla più cremosa. Regola di sale e di pepe, unisci il prezzemolo tritato e mescola con cura. Nel frattempo in una padella fai insaporire l’olio con l’aglio e il peperoncino per alcuni minuti, quindi aggiungi le bietoline tagliate a listarelle e cuoci per altri due minuti. Versa la zuppa nei piatti individuali, e servi subito, completando con le bietoline appena cotte e un giro di olio di oliva.

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6 dicembre 2012

Vellutata di patate vitelotte cavolfiore e gorgonzola

Vellutata di patate vitelotte cavolfiore e gorgonzola

L’altra sera qui a Bologna è scesa la prima neve. Una cosa veloce, da dieci minuti o poco più, ma è bastata per farmi sentire felice come una bimba. Mentre tutti intorno a me si lamentavano, come è comprensibile che sia, del possibile disagio per la circolazione, del freddo e di tutto quello che comporta, io me ne stavo in silenzio con il naso appiccicato al vetro e un sorriso ebete. Non saprei spiegarvi perché, ma guardare la neve che scende mi rilassa profondamente. E’ come se essa renda tutto ovattato, pulito, quasi più bello. In una seconda fase è sopraggiunta l’euforia, la voglia di correre fuori e, vestita di tutto punto, andare a fare due passi per godermi lo spettacolo. Purtroppo è durato poco, neanche il tempo di uscire dall’ufficio, ma questa sensazione piacevole è durata per diverse ore.

Pare che questo fine settimana tornerà a nevicare, già da venerdì sera, e io molto probabilmente dovrò rinunciare non solo al week end in Toscana che avevo pianificato da tempo, ma anche alla verticale delle Pergole Torte, a una visita dal mitico Dario Cecchini a Panzano in Chianti e alla compagnia di alcuni cari amici che non vedo da un po’. Per fortuna è tutto rimandabile e quindi mi sto facendo accarezzare dall’idea di rifarmi standomene, seppur forzatamente, nel caldo della mia casa a cucinare. Da perfettina iper-organizzata quale sono sto anche stilando una lista dei possibili piatti che vorrei preparare per passarmi il tempo, giusto per non farmi trovare impreparata nell’evenienza in cui questo piccolo viaggio non si possa proprio fare.

Riallacciandomi allo scorso post, ho pensato di pubblicare un piatto corroborante che permetta di scaldarci le ossa dopo una lunga e fredda giornata di dicembre. E cosa c’è di più adatto allo scopo di una calda vellutata? Il colore fa un po’ impressione, ma dopo tutto lo avevo annunciato che i miei esperimenti con le patate vitelotte non sarebbero terminati. Il viola mi ha sempre intrigata particolarmente e non vi nego che riuscire a portare un po’ di colore in tavola in maniera del tutto naturale non mi dispiace affatto. Gli ingredienti sono tutti di stagione e facilmente reperibili (se non trovate le vitelotte potete usare tranquillamente le patate della varietà che preferite, il gusto non cambierà di certo), basta munirsi di cavolfiore, patate e un buon gorgonzola stagionato, sia esso italiano o straniero (vedi Stilton o Roquefort ad esempio).  Una parte di questo erborinato andrà ad arricchire la vellutata stessa, mentre una piccola quantità farà anche da decorazione. Io l’ho trovata superba nella sua semplicità, niente affatto scontata e avvolgente come un caldo e forte abbraccio.

Vellutata di patate vitelotte cavolfiore e gorgonzola

Ingredienti per 2 persone:
450 g di cavolfiore
200 g di patate vitelotte
80 g di gorgonzola stagionato
1 cipolla
8 dl circa di brodo vegetale
olio extravergine di oliva
salvia fresca
sale, pepe

In una casseruola fai scaldare un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e rosola la cipolla tritata. Unisci il cavolfiore, mondato e tagliato grossolanamente, insieme alle patate, sbucciate e tagliate a tocchetti, e a due foglioline di salvia. Mescola e fai insaporire per alcuni minuti. Copri con il brodo vegetale caldo e porta a bollore. Cuoci per circa 20 minuti o comunque fino a quando le patate e il cavolfiore saranno diventati teneri. Aggiungi metà del gorgonzola tagliato a dadini e riduci il tutto ad una crema omogenea utilizzando il frullatore ad immersione. Regola di sale e di pepe e servi subito nelle zuppiere individuali, completando con il formaggio restante.

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