Categoria - Zuppe, creme e vellutate
22 febbraio 2013
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte, bietoline e voglia di Sicilia.
Lo so che siamo solo alla fine di febbraio, ma io sto già pensando alle vacanze estive. No, non è che abbia le idee molto chiare in merito, anzi brancolo nell’indecisione più totale, ma ogni volta che rifletto su una probabile meta mi soffermo sempre e solo su un nome: Sicilia. Nei miei sogni, perché ancora di quelli si parla, ci sarebbe l’ipotesi di noleggiare un’auto e fare un tour itinerante, per vedere quante più cose possibili. Un po’ come quando andai in Scozia con una carta stradale (non credo esistessero già i navigatori), una grossa valigia e la voglia di scoprire tutto quello che c’era lungo il mio cammino. Nell’arco di due settimane la girai in lungo e in largo, riuscendo ad apprezzarla meglio, soprattutto a godere di quei paesaggi sempre diversi e talmente ammalianti da sentirli vibrare come un brivido intenso sulla pelle.
In questo mio mood un po’ siciliano, complice anche una cara amica che proprio lì ci vive, Rossana, appena posso vado alla scoperta dei prodotti di questa terra. L’ultima volta è stato il turno delle lenticchie nere di Leonforte, che avevo in dispensa da un po’ di tempo nell’attesa di qualche idea valida su come impiegarle. Alla fine, molto semplicemente, ho optato per una zuppa, uno dei piatti che più desidero mangiare quando torno a casa la sera, beh certo, al primo posto ci sono sempre tortellini e passatelli. La ricetta è molto semplice, per la serie prendo tutto ciò che ho nel frigorifero e lo assemblo nel modo migliore (per me, s’intende). Ecco che quindi ho aggiunto delle foglioline di bietola (vanno benissimo anche gli spinaci), scorza di limone e semi di cumino, senza dimenticare peperoncino e aglio. Ma non uno qualunque, quello rosso di Nubia (lo vedete comparire nelle foto), sempre per restare in tema, e del quale parlerò in maniera più approfondita in uno dei prossimi post.
Le lenticchie nere di Leonforte venivano coltivate negli anni ’50 in alcuni comuni della provincia di Enna e, come spesso accade purtroppo, furono abbandonate in favore di cultivar più produttive e resistenti, rischiando l’estinzione. La coltivazione è stata poi ripresa all’inizio del duemila, tra mille difficoltà soprattutto derivanti dal fatto che tutte le operazioni dalla semina fino alla raccolta e alla pulitura sono manuali, e da allora si sta tentando di reintrodurla ottenendo ottimi risultati. Si tratta di un prodotto di elevata qualità, che contiene una quantità maggiore di proteine e fibre a fronte di un numero inferiore di grassi. Queste lenticchie hanno un gusto pieno, ma nello stesso tempo delicato, e sono anche molto pratiche perché, come quelle di Ustica, non necessitano di ammollo. Insomma sono un prodotto davvero eccellente.
Zuppa di lenticchie nere di Leonforte e bietole
Ingredienti per 2 persone:
300 g di lenticchie nere di Leonforte
1 cipolla media
1 spicchio d’aglio rosso di Nubia
1 peperoncino
1 litro d’acqua calda (circa)
1 cucchiaino di scorza grattugiata di limone
1 pizzico di cumino
40 g di bietoline
prezzemolo fresco
olio extravergine di oliva
sale, pepe
In una casseruola fai scaldare l’olio insieme alla cipolla tritata. Fai soffriggere a fuoco moderato fino a quando sarà diventata trasparente, quindi aggiungi le lenticchie, ben sciacquate sotto l’acqua corrente e scolate, il cumino e la scorza di limone, mescola ed unisci l’acqua calda. Copri e fai cuocere dolcemente per circa 45 minuti – 1 ora o comunque fino a quando le lenticchie saranno cotte, aggiungendo altra acqua durante la cottura se necessario.
Trasferisci un mestolo o due (a seconda della consistenza che vuoi ottenere) di zuppa nel boccale del frullatore e azionalo fino ad ottenere una crema densa. Aggiungila poi al resto della zuppa in modo da renderla più cremosa. Regola di sale e di pepe, unisci il prezzemolo tritato e mescola con cura. Nel frattempo in una padella fai insaporire l’olio con l’aglio e il peperoncino per alcuni minuti, quindi aggiungi le bietoline tagliate a listarelle e cuoci per altri due minuti. Versa la zuppa nei piatti individuali, e servi subito, completando con le bietoline appena cotte e un giro di olio di oliva.
6 dicembre 2012
Vellutata di patate vitelotte cavolfiore e gorgonzola
L’altra sera qui a Bologna è scesa la prima neve. Una cosa veloce, da dieci minuti o poco più, ma è bastata per farmi sentire felice come una bimba. Mentre tutti intorno a me si lamentavano, come è comprensibile che sia, del possibile disagio per la circolazione, del freddo e di tutto quello che comporta, io me ne stavo in silenzio con il naso appiccicato al vetro e un sorriso ebete. Non saprei spiegarvi perché, ma guardare la neve che scende mi rilassa profondamente. E’ come se essa renda tutto ovattato, pulito, quasi più bello. In una seconda fase è sopraggiunta l’euforia, la voglia di correre fuori e, vestita di tutto punto, andare a fare due passi per godermi lo spettacolo. Purtroppo è durato poco, neanche il tempo di uscire dall’ufficio, ma questa sensazione piacevole è durata per diverse ore.
Pare che questo fine settimana tornerà a nevicare, già da venerdì sera, e io molto probabilmente dovrò rinunciare non solo al week end in Toscana che avevo pianificato da tempo, ma anche alla verticale delle Pergole Torte, a una visita dal mitico Dario Cecchini a Panzano in Chianti e alla compagnia di alcuni cari amici che non vedo da un po’. Per fortuna è tutto rimandabile e quindi mi sto facendo accarezzare dall’idea di rifarmi standomene, seppur forzatamente, nel caldo della mia casa a cucinare. Da perfettina iper-organizzata quale sono sto anche stilando una lista dei possibili piatti che vorrei preparare per passarmi il tempo, giusto per non farmi trovare impreparata nell’evenienza in cui questo piccolo viaggio non si possa proprio fare.
Riallacciandomi allo scorso post, ho pensato di pubblicare un piatto corroborante che permetta di scaldarci le ossa dopo una lunga e fredda giornata di dicembre. E cosa c’è di più adatto allo scopo di una calda vellutata? Il colore fa un po’ impressione, ma dopo tutto lo avevo annunciato che i miei esperimenti con le patate vitelotte non sarebbero terminati. Il viola mi ha sempre intrigata particolarmente e non vi nego che riuscire a portare un po’ di colore in tavola in maniera del tutto naturale non mi dispiace affatto. Gli ingredienti sono tutti di stagione e facilmente reperibili (se non trovate le vitelotte potete usare tranquillamente le patate della varietà che preferite, il gusto non cambierà di certo), basta munirsi di cavolfiore, patate e un buon gorgonzola stagionato, sia esso italiano o straniero (vedi Stilton o Roquefort ad esempio). Una parte di questo erborinato andrà ad arricchire la vellutata stessa, mentre una piccola quantità farà anche da decorazione. Io l’ho trovata superba nella sua semplicità, niente affatto scontata e avvolgente come un caldo e forte abbraccio.
Vellutata di patate vitelotte cavolfiore e gorgonzola
Ingredienti per 2 persone:
450 g di cavolfiore
200 g di patate vitelotte
80 g di gorgonzola stagionato
1 cipolla
8 dl circa di brodo vegetale
olio extravergine di oliva
salvia fresca
sale, pepe
In una casseruola fai scaldare un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e rosola la cipolla tritata. Unisci il cavolfiore, mondato e tagliato grossolanamente, insieme alle patate, sbucciate e tagliate a tocchetti, e a due foglioline di salvia. Mescola e fai insaporire per alcuni minuti. Copri con il brodo vegetale caldo e porta a bollore. Cuoci per circa 20 minuti o comunque fino a quando le patate e il cavolfiore saranno diventati teneri. Aggiungi metà del gorgonzola tagliato a dadini e riduci il tutto ad una crema omogenea utilizzando il frullatore ad immersione. Regola di sale e di pepe e servi subito nelle zuppiere individuali, completando con il formaggio restante.
16 maggio 2012
Zuppa fredda al pomodoro e mango
Ok lo ammetto. Non è la stagione più adatta per proporre una zuppa fredda, però non ci posso fare niente se quando l’ho preparata c’erano quasi 30 gradi e poi, grazie (si fa per dire) a questa perturbazione scandinava, improvvisamente le temperature sono andate in picchiata. Ora potrei scrivere che non ci sono più le mezze stagioni (ok nel frattempo l’ho fatto) e potrei lamentarmi del fatto che ogni santo fine settimana piove e molte altre cose, ma non lo farò. Non voglio tediarvi.
Quello che ci tengo invece a dirvi è che comunque, quando la situazione meteo si sarà normalizzata, presto saremo in cerca di un po’ di refrigerio e l’idea di accendere il fornello o il forno non ci passerà nemmeno per l’anticamera del cervello. Cosa cucinare dunque in questi casi? Meglio non farsi trovare impreparati. Oggi vi propongo quindi questa zuppa fredda al pomodoro e mango, un abbinamento che utilizzo sempre poco, ma che mi piace molto, sarà che io ho una vera passione per questo frutto esotico sia nelle preparazioni dolci (ma ve lo ricordate questo crumble al mango e rosa?) che salate, come questa.
Perché provare questa ricetta? Perché è piacevole e rinfrescante, sana, visto che permette di fare il pieno di vitamine (come la A e la C) e preziosi sali minerali (potassio e magnesio, ma non solo), veloce da preparare (si mette tutto nel frullatore e il gioco è fatto) e anche leggera. Da servire come ho fatto io in una graziosa ciotolina o all’interno di piccole bottigliette di vetro con chiusura ermetica, in questo modo sarà facilmente trasportabile e la potrete portare con voi per un pic nic nella borsa frigo, gustandola con una cannuccia. Come nel caso del gazpacho, è fondamentale anche qui trovare la giusta combinazione di olio, aceto, sale e pepe per condire questa zuppa in base ai proprio gusti personali.
Zuppa fredda al pomodoro e mango
Ingredienti per 4 persone:
450 g di pomodori maturi
300 g di polpa di mango
cubetti di ghiaccio (60 g)
1/2 scalogno
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
basilico fresco
acqua fredda
sale, pepe
Mondate i pomodori e tagliateli a fettine. Sbucciate il mango e tagliate la polpa in pezzetti. Mettete il tutto nel vaso del frullatore insieme al ghiaccio, allo scalogno, all’aceto e all’olio e azionate l’apparecchio fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Regolate di sale e di pepe e aggiustate la consistenza con poca acqua ghiacciata se la zuppa dovesse risultare troppo densa. Se ne avete il tempo passate il tutto attraverso un colino a maglie fitte (operazione facoltativa), quindi mettete in frigorifero fino al momento di portare in tavola. Decorate e aromatizzate a piacere con basilico fresco.





