Categoria - Zuppe, creme e vellutate

24 settembre 2010

Crema di patate e zucca con conchiglioni fritti al gorgonzola

Crema di patate e zucca con conchiglioni fritti al gorgonzola

L’avevo detto che mi sarei dedicata all’arancio, no? Naturalmente non mi riferivo agli agrumi, bensì allazucca, ortaggio che inizia a comparire sui banchi dei negozi di ortofrutta proprio in questa stagione eche io, in tutta sincerità, non vedevo l’ora di poter utilizzare. Eccoci giunti, tra le varie cose, anche alterzo appuntamento con le ricette elaborate per il gruppo di lavoro sulla pasta Selezioni Monograno Felicetti e, dopo i sedani al pesto di fagiolini con mandorle croccanti e il budino di spaghetti al ragùdi mirtilli al basilico, oggi vi mostro la mia terza proposta: la pasta fritta e le sue innumerevoli applicazioni.

Un esperimento nel quale si era già cimentato anche Stefano in questo post e che ho deciso diapprofondire utilizzando un metodo leggermente diverso. In pratica ho fatto cuocere nella maniera classica (acqua bollente leggermente salata) i conchiglioni Grano Duro Matt per 6-7 minuti, li ho scolati ancora crudi e li ho fatti ben asciugare. Successivamente li ho passati nella paprica dolce e poifritti in olio di girasole per un paio di minuti fino a doratura. Ecco cosa ho ottenuto: la pasta è diventata molto croccante, come delle patatine per capirci (ma un po’ meno friabili, visto il diverso spessore), trasformandosi in un originale finger food da sgranocchiare anche all’aperitivo, perché no, o per arricchire il cesto del pane. Ma non solo, trovo infatti che sia un’idea diversa per completare creme evellutate al posto dei classici crostini di pane dorati o della solita verdura fritta. Ed è proprio su quest’ultima ipotesi che mi sono soffermata, preparando una semplicissima vellutata di zucca epatate, che ho accompagnato con un paio di conchiglioni fritti e ripieni di una golosa perla digorgonzola, formaggio che trovo si sposi sempre bene con la zucca.

Ma veniamo alle mie considerazioni: a parte il divertimento personale della sottoscritta nell’eseguire questo esperimento, devo dire che la pasta preparata in questo modo è davvero piacevole. Ancor più se gustata ripiena di una crema che sarà da declinare in base all’utilizzo che ne dovete fare. Questiconchiglioni fritti e ripieni inoltre, sono ottimi anche da soli, senza vellutata intendo (vedi seconda foto), diventando in questo modo il classico cibo da mangiare in punta di dita. Uno tira l’altro. L’abbinamento alla crema di zucca però, resta la soluzione che preferisco, perché trovo che il contrasto di consistenze e l’equilibrio dei sapori siano molto gradevoli.

Un paio di piccole annotazioni/precisazioni (e poi la finisco): per quanto riguarda la presentazione utilizzate un piatto fondo e fate uno strato non troppo profondo di crema, pena lo sprofondare del conchiglione (non scegliete insomma una ciotolina come la mia); secondo: la pasta fritta deve essere posizionata sulla vellutata solo poco prima di portarla in tavola, altrimenti con il calore si scuocerà, vanificando ogni tentativo di renderla croccante.

E voi cosa ne pensate?

Conchiglioni fritti ripieni al Gorgonzola

Crema di patate e zucca con conchiglioni fritti al gorgonzola

Ingredienti per 4 persone:
per la crema di patate e zucca:
4 patate piccole (o 2 medie)
400 g di polpa di zucca al netto degli scarti
1 cipolla gialla media
2 foglie di salvia
2 l (circa) di brodo vegetale caldo
olio extravergine di oliva
sale, pepe

per i conchiglioni fritti:
8-12 conchiglioni Selezioni Monograno Felicetti Grano Duro Matt q.b.
400 ml di olio di girasole
paprica a piacere (io ne ho messa una punta di cucchiaino)

per il ripieno:
80 g circa di gorgonzola dolce
50 g circa di formaggio fresco (tipo robiola)

Procedimento:
Per i conchiglioni fritti: lessate la pasta in una capiente casseruola colma di acqua bollente salata per circa 6-7 minuti. Scolatela con un mestolo forato e fatela asciugare molto bene, anche nella parte interna, in un piatto coperto con della carta assorbente (questo per evitare che durante la frittura l’olio schizzi a contatto con delle goccioline di acqua). Quando i conchiglioni saranno asciutti, trasferiteli in un piatto fondo e rotolateli nella paprica dolce in polvere, mescolando con un cucchiaio in modo da condirla in maniera uniforme. In una seconda casseruola fate scaldare l’olio e portatelo ad una temperatura di 180° (misurata con l’apposito termometro). Versate i conchiglioni e friggeteli per circa 2 minuti o comunque fino a quando saranno dorati. Prelevateli con un mestolo forato e fateli asciugare su della carta assorbente. Una volta freddi conservateli in una scatola di latta, nella quale si mantengono per circa una settimana.

Preparate il ripieno: mettete il gorgonzola nel vaso del mixer insieme alla robiola e riducete il tutto ad una crema omogenea, se necessario aiutandovi anche con un cucchiaio. Coprite con un foglio dipellicola per alimenti e mettete in frigorifero per l’intera durata della preparazione della ricetta.

Per la vellutata: mondate e tritate finemente la cipolla, quindi fatela imbiondire in una casseruola capiente insieme all’olio extravergine di oliva. Sbucciate le patate, tagliatele a fettine sottili ed unitele alla cipolla facendo rosolare per circa 3 minuti. Nel frattempo private la zucca della scorza, eliminate i semi, e riducetela a cubetti che metterete all’interno della casseruola insieme alle foglie di salvia lavate ed asciugate. Fate rosolare brevemente e coprite con del brodo vegetale caldo (consiglio di utilizzarne magari 2/3 e di conservare la parte restante per la fine nel caso in cui la crema fosse troppo densa). Abbassate la fiamma e fate cuocere fino a quando zucca e patate saranno diventati sufficientemente teneri da essere frullati. A questo punto eliminate le foglie di salvia e frullate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema, eventualmente aggiustandone la consistenza con un po’ dibrodo vegetale caldo che avrete tenuto da parte. Regolate di sale e di pepe e versate nei piatti da portata.

Subito prima di servire la vellutata, passate la crema di formaggio in un sac à poche con bocchetta a piacere (la mia era a stella) e formate una perla all’interno dell’incavo di ciascun conchiglione. Posizionate 2-3 conchiglioni fritti per piatto sopra ad uno strato non troppo profondo di vellutata (vedi premessa), quindi decorate con una macinata di pepe e un filo di olio extravergine di oliva a crudo.

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12 luglio 2010

Zuppa fredda di certiolo allo yogurt greco e peperoncino

cremacetrioloyogurt

Abitare in provincia ha sempre il suo perché, ne sono sempre stata convinta. Anche quando andavo al liceo e alcune compagne di scuola guardavano noi, che ogni mattina ci svegliavamo ad orari improbabili per prendere l’autobus in modo da essere in aula all’orario previsto, in maniera un po’ snob, sghignazzando tra loro e sgomitando al nostro passaggio. A dire il vero non ci ho mai fatto molto caso, sono le classiche prese in giro da ragazzine, perché sono sempre stata molto fiera di essere cresciuta in una casa immersa nel verde, con un ampio giardino davanti e un grande frutteto sul retro. I miei nonni hanno origini contadine, io non me ne sono mai vergognata, anzi ho sempre detto a tutti con grande orgoglio di essere andata anch’io da bimbetta a raccogliere la frutta insieme a loro. Ho passato moltissimi anni della mia infanzia tra gli animali, imparando a conoscerne molti di quelli selvatici che si potevano incontrare (lepri, fagiani, civette, ecc) e capire che differenza c’è tra un germano reale eun’anatra muta, ecco.  Ho perfino corteggiato un cigno maschio dal portamento maestoso e regale in una riserva, riuscendo a farlo avvicinare piano piano alla mia mano per prendere del pane, evento del tutto raro visto che questi animali sono molto diffidenti. Ho sempre potuto godere di ottima frutta everdura, ricca di sapore, maturata direttamente sulla pianta e non sui banchi dei supermercati, ho anche potuto vedere il ciclico cambiare delle coltivazioni dei campi durante i vari momenti dell’anno, per dire. Potrei stare qui a raccontarvi un milione di cose che ho visto, sentito, osservato e appreso, e credo che se un giorno avrò dei figli mi piacerebbe offrire loro la possibilità di crescere nella natura, così come è successo a me.

Perché tutta questa filippica? Per farvi capire quali sono le mie profonde radici, contestualizzarle, affinché possiate capire che significato ha per me il fatto di andare nel mio orticello e raccogliere con le mie mani i suoi frutti. E’ il caso di questi cetrioli, uno degli ortaggi che forse amo di meno tra tutti (cosa estremamente rara perché come ben sapete vivrei di frutta e verdura), ma che finalmente sono riuscita ad impiegare in una maniera che me li fa apprezzare. Ho da poco infatti preparato questa zuppa dicetrioli allo yogurt greco, da servire freschissima (appena presa fuori dal frigo, se necessario aggiungendo anche qualche cubetto di ghiaccio) come amouse bouche o pasto principale, proprio nelle giornate in cui la canicola si fa più sentire. Si tratta di una crema molto delicata e rinfrescante, nella quale il sapore del cetriolo non è così invadente (grazie anche al fatto che viene lasciato riposare con il sale grosso per fargli perdere l’acqua e il suo gusto amaro), ma viene mitigato da quello dello yogurt evivacizzato da una spolveratina di peperoncino piccante in fiocchi. E’ stata anche inaspettatamente gradita dal mio compagno che, se ce ne fosse rimasta ancora, avrebbe fatto volentieri il bis! Se deciderete di preparare questa zuppa per un piccolo antipasto, o come piacevole intermezzo tra quest’ultimo e le portate seguenti, servitela magari in quantità minore all’interno di un elegante bicchiere di vetro non troppo grande, accompagnandola con dei grissini o sfogliatine croccanti.

Zuppa fredda di certiolo allo yogurt greco e peperoncino

Ingredienti per 2 persone:
1 cetriolo
300 g di yogurt greco
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
peperoncino in fiocchi
sale, pepe
sale grosso per i cetrioli

Procedimento:
Lavate il cetriolo, asciugatelo, e conservatene da parte circa 4 cm con la buccia. Pelate la parte restante con uno spelucchino e tagliatelo a metà. Eliminate i semi facendo delle incisioni a “v” e riducete la parte restante a tocchetti. Mettete quest’ultimi all’interno di uno scolapasta e spolverizzateli con del sale grosso in modo da fargli perdere la loro acqua. Lasciateli spurgare per almeno 30 minuti, quindi lavatelie tamponateli con della carta assorbente.

Trasferiteli in un recipiente dai bordi alti insieme allo yogurt greco e frullateli con il frullatore ad immersione incorporando a filo l’olio extravergine di oliva. Dovrete ottenere una crema bianca evellutata, priva di grumi, non troppo densa, ma nemmeno eccessivamente liquida. Regolate di sale e dipepe e aggiungete qualche fiocco di peperoncino a piacere (in alternativa menta fresca, a me con quest’ultima non fa impazzire), mescolate con cura e ponete in frigorifero coperto. Lasciate raffreddare per almeno 3 ore. Trascorso questo tempo versate la crema in 2 bicchieri individuali, aiutandovi con un mestolino, tagliate il cetriolo rimasto a fettine sottilissime (con la buccia) e disponetele su ciascuna porzione. Spolverizzate con qualche fiocco di peperoncino (o menta) e servite subito insieme a grissini, pane tostato o crackers.

[ricetta liberamente ispirata a quella contenuta in "Verdure Golose", di Delphine de Montalier, Guido Tommasi Editore]


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15 marzo 2010

Crema di patate allo zafferano & tartufo

Crema di patate allo zafferano e (olio di) tartufo
Questa zuppa è stata una piacevolissima scoperta che ho fatto durante una delle mie ultime incursioni nei ristoranti della zona. Appena l’ho assaggiata, mi sono detta che dovevo assolutamente cercare diriprodurla anche a casa perché, per quanto magari all’inizio l’abbinamento dello zafferano con iltartufo mi lasciasse un attimino perplessa, devo dire che al contrario mi ha davvero conquistata. L’ennesima dimostrazione che non sempre tutto è come si crede alla prima impressione insomma, no? E quindi è capitato che ad ogni cucchiaiata cercassi di intuirne gli ingredienti che la componevano, nonché le varie sfumature, in modo da arrivare a casa con le idee già abbastanza chiare. Appena il tempo di far trascorrere qualche giorno è l’avevo già preparata, tanta era la voglia di gustarla di nuovo.
Quello che mi è piaciuto di questa zuppa è la sua consistenza, cremosa e vellutata, la sua delicatezza nei sapori, il colore giallo pastello punteggiato da sottili linee rosse fuoco e il gusto del tartufomarzolino a scaglie (che io purtroppo non avevo ed ho quindi sostituito con un olio aromatizzato diottima qualità) che viene esaltato dallo zafferano. Tutte caratteristiche che ho ritrovato nella versione preparata da me che, modestamente, credo non abbia nulla da invidiare all’originale, tant’è che nell’arcodi pochi giorni l’ho già preparata un paio di volte. Un comfort food che definirei divino nella sua semplicità, con il quale scaldarsi nelle fredde e umide serate che caratterizzano questa stagione, che regala appagamento e soddisfazione.
A proposito di zafferano, non vedevo l’ora di provare quello in fili della Val d’Orcia, (il mio prodotto dall’azienda agricola Brandi di San Quirico d’Orcia, trovate tutte le informazioni quiche mi era stato regalato qualche tempo fa da una coppia di carissimi amici aretini e che ho trovato di qualità eccelsa, ne basta davvero un piccolissima quantità per sprigionare tutto il suo profumo e il suo inconfondibile aroma.

Crema di patate allo zafferano e (olio di) tartufo

Ingredienti per 2-3 persone:
600 g di patate
300 ml circa di brodo vegetale caldo
1,5 dl di latte
1 cipolla piccola
20 g di burro
1 pizzico di zafferano in fili
tartufo marzolino (o come nel mio caso olio tartufato di ottima qualità)
crostini di pane
noce moscata a piacere
sale e pepe
Procedimento:
Mettete il pizzico di zafferano all’interno di mezzo bicchiere d’acqua calda e lasciatevelo in infusione per circa un paio d’ore. Lavate le patate, mettetele in una casseruola e copritele con abbondante acqua fredda. Aggiungete un pizzico di sale grosso e fatele cuocere per circa 40 minuti dall’ebollizione (o comunque fino a quando i rebbi di una forchetta entreranno nelle patate senza alcuna difficoltà). Scolatele, attendete qualche minuto e sbucciatele, quindi schiacciatele con lo schiacciapatate come si fa per fare un purè.
Mondate la cipolla, tritatela finemente e fatela rosolare in una casseruola capiente insieme al burro, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Quando noterete che è diventata trasparente unite le patate schiacciate, il latte e mescolate con cura. Aggiungete adesso il brodo vegetale caldo in più riprese, regolandovi con la consistenza desiderata (io non so voi, ma preferisco sempre ottenere un risultato un po’ più denso e cremoso che liquido). Regolate adesso di sale, pepe e completate con una grattatina di noce moscata a piacere. Portate ad ebollizione, sempre mescolando, e spegnete. Passate il tutto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema liscia e vellutata. Aggiungete da ultimo l’acqua con lo zafferano e mescolate di nuovo. Servite la crema calda immediatamente insieme a crostini di pane caldi e scaglie di tartufo marzolino (sostituito nel mio caso da un ottimo olio tartufato).

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