giovedì 15 novembre 2012

Impressioni di Milano #guidegourmet4

Milano

testi e foto di Rossana

In un’intensa e atipica calda settimana di sole ad ottobre, ho goduto di tutto ciò che la capitale del design, della moda, dell’architettura, delle scienze offre. Milano lascia spazio all’estro di grandissimi maestri della cucina italiana, ma è vetrina anche di ristoranti che magnificano tradizione culinaria lombarda, quella regionale italiana e internazionale. Nominerò solo i posti visitati in questa mia ultima permanenza, quelli in cui ritornerei (ho avuto anche due spiacevoli esperienze). Molti sono rimasti nella lista di locali da visitare: i “soliti noti” in cui sono già stata, gli inaccessibili senza prenotazione di mesi prima, come il Museo del Cenacolo Vinciano, quelli fuori città.

Ormai sapete che teniamo molto alle vostre preziose segnalazioni, per mettere in luce gli indirizzi imperdibili nell’infinita offerta milanese, quindi se ne avete contribuite pure!

RISTORANTI

- Armani Nobu: di solito è il primo ristorante in cui mi reco appena metto piede a Milano. Arredi minimalisti in perfetto stile Armani, tavoli di pregiate essenze, un caldo benvenuto all’arrivo, light design indovinato. Sala fumatori al piano terra. Alta qualità, certezza del rispetto delle procedure di abbattimento del pesce crudo, sapori ricercati, vastissima scelta di sushi, sashimi e tempura.
Chi non ama particolarmente la cucina giapponese potrà ricredersi, lo stile jap-fusion ricco di contaminazioni sudamericane di Nobu Matsuhisa, stupisce anche i palati più esigenti. Per farvi un’idea scegliete in/out box, dove non manca mai una delizia indiscussa: il merluzzo nero. Ottima frutta esotica, il gelato Matcha e carta dei vini all’altezza.

- Al Pont De Ferr: ho osservato Matias Perdomo per tutto il tempo, godendo di un tavolo strategico, anche se traballante, con vista sulla cucina: gesti passionali, che hanno l’enfasi di un direttore d’orchestra, sicuri, attenzione alle cotture e ai dettagli dell’impiattamento, ardito alla prima impressione, ma si entra subito in sintonia con il registro vivace, eclettico ma calcolato. Incontenibile personalità materializzata in piatti che hanno superato l’avanguardia molecolare, trovando la grande onda da cavalcare. Una stella Michelin all’attivo.

mosaico ricciola - al pont de fer

I contrasti iniziano all’ingresso dell’osteria, un locale rustico, dagli alti soffitti, che accoglie la luce della grande vetrata. Insolita ambientazione per una tanto ricercata, creativa ed elaborata proposta culinaria. Mi colpisce immediatamente il carrello dei formaggi: buona scelta di erborinati di vacca, capra e pecora, qualche affinato particolare e interessanti stagionati. A richiesta ho avuto un’aromatica e non invadente gelatina di zenzero e un ottimo miele di castagno dalle note di tabacco, ambrato e caldo. Servizio veloce, meticoloso e personale di sala formato sulla filosofia dello chef: vietata la sostituzione dei piatti della degustazione.

Tavoli semplici, tovagliette di carta illustrate, i più grandi da condividere con altri avventori. Ricco cestino del pane, prontamente sostituito dopo i primi assaggi, mi hanno stuzzicato i grissini alla carruba e la brioches dolce-salata, meno quella burrosissima al curry, troppo protagonista. Il benvenuto autunnale è composto da crema tiepida di castagne, sorbetto di cachi e briciole di funghi: piacevolissimo contrasto dolce-salato che si mangia in un sol gesto con un cucchiaino da caffé. Il mosaico di crudo di ricciola era composto da alcuni dei miei ingredienti preferiti: noci di Macadamia, foie gras, gelatina al nero di seppia, pompelmo rosa e arancia, intervallati ai cubi di ricciola dall’indovinata salinità e dal corretto taglio delle fibre. Sconvolgente la delicatezza e l’equilibrio della sarda in saor, una pralina avvolta in gelatina di basilico. Sottotono gli gnocchi di patata alla brace, la salsa di burrata ai ricci manca di personalità. Sorprende la pasta alle vongole, esaltata dalla granita di salicornia e dall’acidulo delle alghe.
Mi sono ricreduta sul baccalà di cui avevo chiesto la sostituzione: un quadro di Jackson Pollock, consistenza fondente del trancio, circondato da frizzanti granite dai gusti classici della giardiniera, cavolo rosso e briciole croccanti. Forse più adatto all’estate, ma ancora piacevole per i 22°C della giornata. Col dessert culminano gli effetti speciali, ho scelto il gioco di gelatine di frutta, crema, menta, cocco, croccante alla mandorla e cioccolato, infinite consistenze, piatto ludico, ma bilanciato e mai stucchevole. Interessante il sigaro con gelato al tabacco Montecristo e il Campari.

Enocratia

- Enocratia: vi accoglie la gentilezza di Davide Mingiardi, che insieme allo chef Eugenio Boer, ha creato un locale forse unico nel panorama nazionale, il governo del vino. Il menù enocratico propone il vino in prima battuta a cui segue la portata che meglio lo esalta. Possibilità di scegliere anche solo un calice a tuttopasto. Riflettori puntati sui piccoli produttori, sui vitigni rari e sulle realtà biodinamiche. I piatti scelti vi verranno serviti direttamente dalle mani dello chef, che ha sempre risposto alle mie curiosità. Eugenio Boer vanta nel curriculum St.Hubertus, Arnolfo e Leggenda dei Frati, chef giovane ma di polso e personalità incisiva.

enocratia - vellutata carota, anice stellato e nocciole

Ben due gli amuse bouches offerti: cialda di mais e rosa canina, finferli, lumache di mare e crema di funghi, e una vellutata di carote, anice stellato e nocciole che ho amato al primo assaggio. Cozze ancora succose anche se il piatto richiede due cotture: la sapidità di questi molluschi, ripieni, viene perfettamente bilanciata dalla dolcezza della cialda al nero di seppia, dall’aromaticità del pesto leggero, nota fresca della concassé di pomodoro e dalla croccantezza dei microcrostini all’aceto balsamico. Trionfo di sapori con i tortelli ai tre latti, su crema di broccoli e pioppini. Predessert ispirato ai sapori del sud, per dessert ho scelto una bavarese allo yogurt, con gelatina di rose, hibiscus, litchi e pinoli tostati, una delicata sinfonia di aromi floreali perfettamente bilanciati dalla tenue acidità. Equilibrio perfetto degli zuccheri che lo rende un fresco e leggero fine pasto. Non saprete rinunciare al postdessert, accattivante anche la piccola pasticceria. Non c’è posto dove possiate sentirvi più coccolati, ultima sorpresa il conto: contenuto, considerando la qualità, la fantasia creativa e le materie prime. Provatelo al più presto, potreste iniziare anche dall’aperitivo.

ALTRI INDIRIZZI

- Peck: il tempio dell’alta gastronomia. Troverete ciliegie anche a dicembre, selvaggina, formaggi di qualità selezionata, piatti pronti e la sempre affascinante offerta di paté in gelatina, aragoste in bellavista, galantina di fagiano e infinite delicatessen. Questa volta i macarons non hanno retto il confronto con i dirimpettai francesi. In passato ho trovato molto accattivante il gusto al basilico. Al primo piano troverete una vasta selezione di caffé e té, accomodatevi per degustarle in loco.

- Peck Italian Bar: caffetteria/ristorante, in via Victor Hugo, vicinissimo alla gastronomia, potrete consumare velocemente al banco o concedervi un intero menù alla carta che spazia dalle insalate alla classica costoletta alla milanese. Chiude alle 20:30.

- Eat’s:  wine bar da 600 etichette e birre artigianali, caffetteria, bakery, ristobistrò, food market, dove mi sono recata ogni singolo giorno di permanenza a Milano. Ho trovato rarità alle quali ambivo da tempo, vastissima selezione gourmet che spazia su tutto ciò che esiste di commestibile. Varia selezione di formaggi affinati DeGust, tè Mariage Frères, alimenti senza glutine, tutti i prodotti di nicchia che non riuscite a trovare. All’ora di pranzo sarà già pronta una ricca offerta di piatti da asporto. In vendita anche pentole Agnelli e le “stoviglie” di Davide Oldani.

- Excelsior Café: la miscela espresso Haiti Komet mi ha conquistata, equilibrato, cremoso e corposo, più delicata la dolcezza del Timor Arabica, ma di struttura definita.

cova tè

- Cova: caffé storico, per l’afternoon tea o anche per un pranzo veloce. Lasciatevi sedurre dalla perfezione dei gioielli in vetrina, le creme degli choux sono sublimi, ricchi tramezzini, il rifugio perfetto per la pausa shopping.

- Design Café&Restaurant Triennale: sala luminosa e accogliente, buona caffetteria dove decantare le emozioni suscitate dalle esposizioni del museo. Sarei rimasta volentieri a pranzo sedotta dall’inebriante aroma di tartufo che giungeva dalle cucine a vista. Per chi oltre alla miscela, apprezza il design della tazzina.

- Ladurée: ben due punti vendita: la boutique in via Spadari e il corner al piano terra dell’Excelsior. Non c’è l’incantevole scelta della pasticceria fresca o le sale da té delle sedi parigine, ma i macarons vi aiuteranno a lenire la nostalgia. Anche i gusti offerti sono solo una selezione, i miei preferiti restano caramello al burro salato e vaniglia.

- Guido Gobino: il cacao in polvere è il mio preferito, non troverete solo Giandujotti e Cremini, ma anche le raffinate creazioni che nascono dalla continua ricerca e innovazione. Avete provato l’HazelShock? Praline gioiello, cialdine monorigine e irrinunciabili tavolette nocciolate.

Cioccolati italiani

- Cioccolatitaliani: gelateria che vi sorprenderà per la qualità e l’originalità dei gusti, che ne dite di caffè bourbon o rosa e cioccolato bianco croccante? Ricercata caffetteria.

Cioccolati italiani

- California Bakery: sono stata nella sede di via Larga, se non si prenota per il Brunch bisogna attendere più di 40 minuti. Compresi il succo d’arancia fresco (di tetrapak), tre tipologie di pane accompagnate da tre cremine a base di formaggio fresco aromatizzato e american coffee. Ottimi e soffici i pancakes, quello che è definito pregiato salmone affumicato in realtà è quasi eccessivamente salato, il burger di quinoa saporito, le patate al forno sono dei rosti un po’ unti. Ottimo cheesecake ai mirtilli e la Chiffon cake. La porzione di dolce si aggira sui 7 euro.

BRERA GOLOSA

Di Viola Di Liquirizia

- Di Viole Di Liquirizia: ”seconda stella a destra…poi dritto fino al mattino…”. Siete arrivati in una piccola sala da tè, dove vi accoglierà la gentilissima Pina Esposito, per consigliarvi un delizioso cupcake dal leggerissimo creamcheese frosting, magari accompagnato da una delle profumatissime miscele di tè Mariage Frères o da una cioccolata in tazza.

Sorbetteria Castiglione

- Sorbetteria Castiglione: non chiedete il cono ma “la cestina”! Manca l’atmosfera dei portici di Bologna, ma basta assaggiare il gelato alla crema per essere certi che si tratta proprio dell’originale. Il cioccolato è imperdibile, i sorbetti sono fatti solo di frutta, acqua e fruttosio, una buona scusa per assaggiarli tutti. Fragola e limone ci sono tutto l’anno, ma tenete d’occhio i gusti stagionali. Le proposte golose non mancano.

- Amorino: oltre che in via dei Fiori Chiari, c’è un secondo punto vendita ai Navigli. Oltre ai gelati e al caffé alla nocciola, sono deliziose le micro caramelline, le uso per decorare i cupcakes ;)

- Kusmi Tea: prossima apertura in via dei Fiori Chiari. In vendita anche alla Rinascente.

PROPOSTA LOW COST

- Princi: numerosi punti vendita, consiglio la sede di via Speronari 6. Non è solo una panetteria: accontenta qualsiasi voglia, ampia scelta per un pranzo veloce di piatti caldi e freddi, caffetteria, pasticceria, pizzeria, focacceria, manca solo il gelato!

Fiori Chiari

- Fiori Chiari Plates: arredi provenzali, una sala accogliente e un soppalco con vista sull romantico camino illuminato dalla luce delle candele. I tavoli in vetrina sono i più ambiti. Ricchi i taglieri di salumi, ben assortiti e accompagnati da caldo e fragrante gnocco fritto. Selezioni regionali, dove spiccano la pancetta alla lavanda, salame cucito di Varzi e il salame alle noci. Vellutate, zuppe, insalata alle polpettine di melanzane al sesamo, pasta home made elaborata in modo creativo. Dolci sfornati giornalmente, piccola carta dei vini. Prenotate, non ci sono molti posti disponibili. Cortesia, servizio rapido e qualità.

- Refettorio: siamo a Brera, all’interno di un antico palazzo, affacciato su un suggestivo giardino, arredi in legno naturale che rievocano la simplicitas, tavoli ben distanziati, un ristorante quasi nascosto, che lascia il gusto della sorpresa e trasmette la filosofia della qualità accessibile, grande attenzione e cortesia verso i clienti. Cucina tradizionale, materie prime biologiche che seguono la stagionalità: carne di Fassona, faraona, varie proposte di pesce, formaggi a latte crudo, cereali, legumi e verdure, poco manipolati e dai sapori autentici. Consigliato per una veloce pausa pranzo o per una cena a lume di candela. Si può approfittare del menù del giorno (primo e secondo 18 euro, solo il primo 12, secondo 15, compresi nel prezzo gli assaggi di benvenuto): hummus, torte salate o insalata russa e verdure di stagione. Fragrante pane integrale a lievitazione naturale servito caldo, acqua microfiltrata, un calice di vino, il dolce del giorno e caffè moka. Se si sceglie di ordinare alla carta il conto salirà, ma sempre con un buon rapporto qualità prezzo. Ottimi i ravioli di ricotta e barbabietola rossa, si può scegliere tra condirli al sugo d’arrosto o al burro colato e parmigiano di montagna. Ho scelto la torta di mele: soffice, affatto burrosa, accompagnata da crema inglese e da un assaggio di gelato fiordilatte appena mantecato. Oltre ai vini biodinamici e alle birre artigianali, avrete la possibilità di scegliere una bevanda calda, nella curata selezione di té o una tisana dell’antica farmacia dei monaci camaldolesi.

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21 comments

1 Daria81 15 novembre 2012 alle 08:56

Sempre bella e interessante questa rubrica, grazie Rossana per le tue segnalazioni :)

2 Vittorio Rusinà 15 novembre 2012 alle 09:16

Mi è venuta voglia di andare da Nobu ad assaggiare il tempura, c’è anche la zuppa di miso? :)

3 Roberta | Il senso gusto 15 novembre 2012 alle 09:35

grazie mille per la recensione, abito a Milano e diversi posti non li conoscevo. Me li segno e me li visito tutti!! ciaoooo

4 Michelle 15 novembre 2012 alle 11:03

Ciaoooooo!
Caspita che piacere: leggendo il tuo post mi sono ritrovata in molti posti che suggerisci, sono i miei preferiti! Adoro!
Bella “gourmet guide”…alcuni ristoranti non li ho ancora provati, ma li tengo volentieri in considerazione!
Un abbraccio

5 l'albero della carambola 15 novembre 2012 alle 11:22

Complimenti: un reportage coi fiocchi! Noi adoriamo letteralmente il pont de ferr e siamo un po’ di parte ma mi è piaciuta la tua recensione. Sono di Milano e non sono stata ancora in tutti i bei posti che hai segnalato…e che mi incuriosiscono!
Buona guiornata
simona

6 Rossana 15 novembre 2012 alle 11:31

@Daria81 : Son felice di dare qualche spunto interessante ;)

@Vittorio Rusinà : Adoro Nobu, oltre alla ricca varietà di tempura, ci sono anche molte declinazioni di zuppa di miso, autentico comfort food. Sarei lieta di conoscere un tuo “posticino” di Milano da non perdere ;D

@Roberta IlSensoGusto : inizierei da “Brera golosa”…

@Michelle : bello trovare positivi riscontri, se ti fa piacere, lascia nota di altre mete golose!

7 Paola 15 novembre 2012 alle 15:05

Ottime indicazioni!

8 Rossana 15 novembre 2012 alle 18:13

@l’albero della carambola : nelle mie recensioni cerco di essere imparziale e di farmi veicolo della realtà delle mie esperienze, anche se Matias Perdomo ti ruba il cuore ;D
Grazie Simona, non vedo l’ora di tornare nella tua Milano!

@Paola : Grazie della tua generosa approvazione.

9 Ilaria 15 novembre 2012 alle 22:12

La prossima volta devi fare un salto anche da BIANCO LATTE!!!!
http://www.biancolatte.it/

10 zil 16 novembre 2012 alle 08:57

Ho sentito che il “Panino Giusto” apre anche in Largo Carrobbio, sapete se è vero?

11 Sabrina 16 novembre 2012 alle 10:27

Con una guida così Milano è mia!

12 Rossana 16 novembre 2012 alle 18:44

@Ilaria : Concordo! Cosa consigli di assaggiare in particolare? Grazie.

@Sabrina : Spero davvero ti sia utile ;D

13 Marta 16 novembre 2012 alle 20:00

Ottima guida!:)
Studio a Milano ma questi posti non li conoscevo..prossima tappa: Brera!!
Per caso conosci anche qualche negozio di articoli per pasticceria?:) un bacio! Marta

14 Rossana 17 novembre 2012 alle 00:09

@Marta : nell’ampia offerta di Milano c’è sempre qualcosa di nuovo ;)
Plurimix point
https://plus.google.com/118108016373422883547/about?gl=it&hl=it
Medagliani
http://www.medagliani.com/
Beretta, via Bergamini 5, (zona Duomo, via Larga)

15 Marta 17 novembre 2012 alle 20:50

Grazie mille Rossana!! Un bacio!

16 Rossana 18 novembre 2012 alle 21:21

@Zil : è già aperto, ecco il link
http://www.paninogiusto.it/locali-milano
non so altro non essendoci mai stata ;)

17 Rossana 18 novembre 2012 alle 21:23

@Marta : di nulla Cara, verrei volentieri con te!

18 Francesca 19 novembre 2012 alle 16:24

Queste impressioni di milano mi piacciono tantissimo, ma non perchè sono di parte eh

19 Rossana 19 novembre 2012 alle 23:30

@Francesca : grazie! C’è ancora molto altro da scoprire e spero di tornare presto ;D

20 Sara@fiordifrolla 19 novembre 2012 alle 23:56

@ Francesca: la cosa mi fa molto piacere, visto che, se non erro, tu a Milano ci vivi :) Se hai qualche indirizzo da consigliarci per completare la lista volentieri. Ah, alla luce di quanto abbiamo saputo oggi, a presto ;)

21 Novembre 2012 in pillole… « Enocratia, il goVerno del Vino 14 dicembre 2012 alle 10:39

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