venerdì 20 settembre 2013

Istantanee siciliane: la riserva dello Zingaro

San Vito Lo Capo e la Riserva dello ZIngaro

Non ero mai stata prima d’ora in Sicilia. Tutti mi dicevano “vedrai ti piacerà, è bellissima” e cose così. Ma ciò che nessuno mi ha mai detto, è quello che ho poi scoperto solo vivendo l’esperienza sulla mia pelle: la Sicilia ti entra dritta al cuore, ti scorre nelle vene e, una volta vista, il desiderio è quello di non lasciarla più.

Dopo lo stordimento iniziale, dato dal viaggio, da tutte le commissioni da fare (l’arrivo in aeroporto, noleggiare l’auto, prendere confidenza con la stessa, abituarsi al traffico e tutto il resto), ho capito che davanti a me avevo una sorta di pagina bianca, tutta da scrivere e da vivere. Tutto ciò ha generato un brivido, una sorta di vertigine, situazione che si verifica ogni volta che realizzo che sto esplorando un mondo a me sconosciuto.

Per farla breve in due settimane di viaggio lungo buona parte delle sue coste, giorno dopo giorno ho aggiunto un tassello al mio personale mosaico siciliano. La visione d’insieme è quella di un viaggio che credo ricorderò a lungo, nonostante sia ben conscia che ciò che ho visto è solo una minima parte di quello che questa isola sa offrire.

San Vito Lo Capo e la Riserva dello ZIngaro

In preda ad un vigorosa nostalgia, oggi voglio lasciarvi qualche istantanea, non senza qualche indicazione, di una delle numerose tappe effettuate: la Riserva dello Zingaro.

Prima riserva naturale orientata siciliana, comprende il suggestivo tratto di costa tirrenica, lunga circa 7 km, che da Castellamare del Golfo giunge a Capo San Vito, per un’area che ha una superficie complessiva di 1650 ettari. Due sono gli accessi: quello meridionale dal borgo di Scopello (il parcheggio è situato poco dopo la tonnara) e quello settentrionale di San Vito Lo Capo. Quest’ultimo è stato il mio punto di partenza ed è raggiungibile percorrendo un lungo e tortuoso serpente d’asfalto, con notevoli pendenze e tornanti a strapiombo sul mare, che un po’ fanno rabbrividire e nello stesso tempo gridare con tutto il fiato che si ha in corpo per la meraviglia. Se ci si aggiunge l’aria fresca che entra dai finestrini aperti, la tua canzone preferita da cantare a squarciagola insieme, e un senso profondo di libertà, si ha l’impressione di essere ad un passo dalla perfezione assoluta.

Da questo ingresso è previsto un parcheggio, ma i posti sono limitati e quindi potrebbe essere necessario posteggiare lungo la strada, mettendo in conto una buona camminata a piedi fino alla biglietteria. Il consiglio è quello di richiedere la cartina dell’intera riserva, sarà molto utile per scegliere tra i vari sentieri proposti – costiero, di mezza costa e alto – che accontentano sia gli appassionati del mare che del trekking (costo del biglietto: 3,00 euro intero - 2,50 ridotto fino ai 14 anni di età e militari di leva - 0,50 per scolaresche - gratuito per bambini fino ai 10 anni di età e per chi ha superato i 65).

Per raggiungere la prima caletta saranno necessari almeno 20 minuti di passeggiata su terreno sconnesso (la seconda è a 40′), quindi è opportuno portarsi dietro bottiglie di acqua, indossare scarpe da ginnastica, proteggersi preventivamente con la crema solare e, magari, un cappello. I raggi del sole qui sono perpendicolari ed è facile bruciarsi anche solo camminando. Non sono previste spiagge attrezzate, ovviamente, quindi bisognerà anche provvedere alle vivande (possibilmente pane cunzato) e dotarsi di ombrellone.

Dopo tutta questa fatica, sudore, e se non siete allenati anche affanno, vi troverete immersi in un remoto angolo di paradiso. Rocce dolomitiche a strapiombo ricoperte da flora mediterranea, una vegetazione rigogliosa che cambia all’approsimarsi al mare, spiagge di ciottoli incastonate tra le pareti rocciose e acque in tutte le sfumature possibili del blu.  Percorrendo una parte dei sentieri di terra rossa, quello che mi ha colpita, oltre alla bellezza selvaggia del posto, sono stati i profumi. Se chiudo gli occhi, ancora adesso avverto l’intensità della macchia mediterranea, così come ricordo fortemente lo iodio. In questi frangenti può capitare di imbattersi in qualche animale più o meno domestico: dai muli utilizzati per trasportare materiale dagli addetti della riserva, ad una magra e spellacchiata volpe in cerca di cibo (credo), passando per le aquile del Bonelli o il falco pellegrino, conigli, donnole, istrici e molto altro (serpenti inclusi).

San Vito Lo Capo e la Riserva dello ZIngaro

Riserva dello Zingaro

Un luogo incantato in cui ci si sente davvero piccoli a confronto con la bellezza per nulla scontata di questo pazzesco. Sulla via del ritortno, svoltato Capo San Vito, c’è tutto un altro mondo da esplorare a partire da uno dei tramonti più magici che io abbia mai visto.

Qualsiasi informazione aggiuntiva sulla riserva si trova qui.

San Vito Lo Capo e la Riserva dello ZIngaro

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28 comments

1 Lea 20 settembre 2013 alle 08:50

Ciao Sara, sono felice che ti sia piaciuta la mia bella Sicilia ;-)
Purtroppo non siamo riuscite a vederci ma, dall’entusiasmo che ho letto nel tuo bellissimo post, sono convinta che ritornerai…e allora faremo di tutto per vederci!
Un bacio

2 Rossana 20 settembre 2013 alle 10:42

Grazie di cuore Sara,
per come hai saputo dipingere con pennellate impressioniste ed espressioniste questi luoghi aspri ma che tanto emozionano.
La Sicilia ti appartiene.
So che ti riabbraccerò ;D

3 Sara 20 settembre 2013 alle 10:42

Ciao anche io sono stata in Sicilia quest’anno nei dintorni di Taormina. Anche la parte dove sei stata tu deve essere stupenda, a giudicare dai racconti e dalle magnifiche foto. Grazie
Sara

4 20 settembre 2013 alle 11:29

CIAO SARA,
sono d’accordissimo con te…. Il parco dello Zingaro è una delle sette meraviglie del mondo!
Però…..
La prima volta ci sono stata 20 anni fa ed in quelle calette eravamo in pochissimi… forse 5 o 6? Ci sono ritornata 2 anni fa e sono rimasta allibita dalla ressa di gente che vi era stipata!!!
Ombrelloni, materassini, giochi, bambini urlanti e tutti attaccati in pochi metri di caletta. Anche in acqua la cosa non cambiava: chi era in ammollo, chi nuotava a 3 metri, chi guardava con la maschera.
Detto questo, forse il comune dovrebbe prendere in esame il fatto di far entrare le persone a numero chiuso. Tutti quanti godremmo molto di più di quelle meraviglie della natura, sentondoci un tutt’uno con mare, sole e silenzio.
A presto!

5 Paola 20 settembre 2013 alle 13:06

Finalmente un nuovo post, che foto meravigliose, proprio vero la Sicilia ti entra nel cuore!

6 marina 20 settembre 2013 alle 14:29

Sono contenta che la mia Isola ti sia piaciuta,la riserva dello zingaro è stupenda ma devi visitare il parco dell’Etna,quest’anno è diventato patrimonio dell’unesco,Marina

7 angela 20 settembre 2013 alle 18:10

Non avevo dubbi che ti sarebbe piaciuta la Sicilia. Io, da siciliana trapiantata a Roma, la sto scoprendo ed amando da pochi anni, un piccolo pezzo alla volta.
Sarebbe lunghissimo consigliarti zona per zona. La scorsa estate ho visitato la zona sud-orientale tra cui Siracusa, Noto, Ragusa Ibla, il castello di Donnafugata……. che dirti? Tornaci e gustatela piano piano…..

8 Rosalia 20 settembre 2013 alle 22:54

Ciao, finalmente……………….sei stata a Cefalù??????????????? Avrei voluto incontrarti, le domeniche sono quasi sempre lì..Alla prossima.

9 TheMorgana1985 21 settembre 2013 alle 11:52

Che bei posti

10 Sara@fiordifrolla 22 settembre 2013 alle 19:50

@ Lea: ciao Lea, io cerco di ritornare il prima possibile, questa volta ti avviso prima così riusciamo ad organizzarci meglio ;)

@ Rossana: grazie a te per avermi fatto da guida nella tua terra, sei stata davvero preziosa. La Sicilia mi ha rubato un angolino di cuore, non c’è niente da fare. Baci

@ Sara: io ho fatto un giro in realtà molto più lungo, quella che ho raccontato è stata solo una breve tappa. Sono partita da Palermo per giungere a Catania, passando per la costa meridionale e sono stata anche nella bellissima Taormina per un paio di giorni. A presto :)

@ Là: sì, in effetti in alcuni periodi può risultare affollato, io sono andata ad inizio luglio e iniziava ad esserci abbastanza gente, l’unica accortezza che ho avuto è stata quella di evitare la prima caletta perché ho pensato che senza dubbio un numero inferiore di persone avrebbe affrontato ben 40 minuti di camminata. E così effettivamente è stato. Il parco merita comunque di essere visto a mio avviso, quindi credo che sia giusto segnalarlo tra possibili mete siciliane :)

@ Paola: e ne arriveranno altri di post, stanne certa ;) Sono felice che questo ti sia piaciuto!

11 Sara@fiordifrolla 22 settembre 2013 alle 20:00

@ Marina: sempre durante lo stesso viaggio sono stata anche a Catania e Taormina. Il parco dell’Etna ho dovuto rinunciare a vederlo (in un viaggio on the road di due settimane lungo tutta la Sicilia è inevitabile fare delle scelte, a volte importanti), ma sono stata nella zona di Passopisciaro/Randazzo per visitare alcune aziende che producono vino (Korneliessen e Girolamo Russo). Prossima volta colmerò questa lacuna insieme alle gole dell’Alcantara ;)

@ Angela: nel mio viaggio ho visitato anche la zona che dici tu. Modica, Scicli, Noto, Ortigia, Marzamemi mi hanno incantata e può essere che presto o tardi racconterò in un altro post anche di questa tappa. Ragusa Ibla purtroppo me la sono persa, e sono convintissima che sia una grave mancanza, ma tanto mi sono detta che comunque dovrò ritornare perché non posso stare a lungo senza vedere e respirare l’aria di questa magnifica terra :)

@ Rosalia: purtroppo no, tutta la zona da Messina a Palermo l’ho saltata perché ho intenzione di visitarla a dovere in un prossimo viaggio :)

@ TheMorgana1985: meravigliosi dire :)

12 Sara77 24 settembre 2013 alle 08:29

Ciao, complimenti per le foto e per i racconti…spero di poter leggere presto gli altri post. A proposito, visto che la tua visita in Sicilia è “freschissima” e che io a brevissimo sarò a Trapani per un weekend, hai qualche “buon” consiglio su dove mangiare lì a Trapani? :) Grazie in ogni caso :)

13 Grace 25 settembre 2013 alle 09:57

Pane cunzato mi ha fatto morire dal ridere…ed effettivamente non fa una piega (funziona così anche nel Salento =P)

14 Sara@fiordifrolla 26 settembre 2013 alle 21:13

@ Grace: perché dici che ti fa sorridere? :) “Pane cunzato” è il nome di questa preparazione tipica siciliana, ovvero pane tagliato a metà e condito con olio, sale, origano, pomodoro a fette, scaglie di formaggio e acciughe. Una roba da urlo, a Scopello ne ho mangiato uno fantastico! Ma esiste anche in Salento, dunque? :D

15 Sara@fiordifrolla 26 settembre 2013 alle 21:22

@ Sara77: intanto grazie. Credo scriverò altri post su questo lungo viaggio. A Trapani città non mi sono fermata, ma ti giro volentieri qualche consiglio che mi aveva inoltrato un’amica che abita a Marsala: “Ai lumi” che è nel centro storico, per un aperitivo “Versi di Rosso”, come pasticceria “Colicchia”. Se puoi visita le saline e Erice!

16 Sara77 27 settembre 2013 alle 09:51

Grazie, sei gentilissima! Ne farò tesoro (pensa, Colicchia era già nella mia piccola lista)
E ti farò sapere, sarà veramente un viaggio brevissimo ma ottimizzerò i tempi! ;)

17 rosabianca 27 settembre 2013 alle 19:47

Anche tu sei caduta nelle reti incantate della Sicilia! Anche io sono stata alla riserva dello Zingaro e ne sono rimasta entusiasta. Sono stata in Sicilia con la mia famiglia per due volte, e anche io, se avessi dovuto scegliere, avrei messo tra i miei posti preferiti questo luogo.

18 Sara@fiordifrolla 2 ottobre 2013 alle 18:47

@ Sara77: bene, sono curiosa di sapere quali saranno le tue impressioni!

19 Sara@fiordifrolla 2 ottobre 2013 alle 18:51

@ Rosabianca: me ne sono proprio innamorata e sento che se non torno presto proverò una nostalgia incolmabile! Ci sono ancora altri luoghi che ho messo tra i miei preferiti, uno di questi è senza dubbio Erice (ne ho scritto sul Cucchiaio qui http://www.cucchiaio.it/itinerari/itinerari-erice/) e di altri scriverò nelle prossime settimane

20 silvia 3 ottobre 2013 alle 10:18

Ciao, sono felice sentire che la Riserva dello Zingaro sia rimasta un luogo incantevole. Ero molto preoccupata, perchè avevo sentito parlare di un incendio che aveva rovinato buona parte della riserva. Io sono stata come te con una vacanza itinerante, tre estati fà in Sicilia ed è stata una vacanza che mi ha riempito l’anima, il cuore di emozioni colori e immagini mozzafiato….grazie!

21 Sara@fiordifrolla 3 ottobre 2013 alle 20:13

@ Silvia: grazie a te per essere passata di qua, fa sempre molto piacere condividere e leggere le vostre esperienze, i vostri ricordi. Dell’incendio di cui parli io non ho visto traccia, per fortuna mi viene da dire, sarebbe un vero peccato se un simile gioiello venisse deturpato in una maniera simile. La vacanza siciliana ha fatto lo stesso effetto anche a me devo dire, proprio per questo sono fermamente convinta che sia necessario replicare molto presto!

22 Monica 4 ottobre 2013 alle 09:10

Ciao Sara,
quello che hai scritto è verissimo…. la Sicilia ti entra nel cuore…. forse come dice un caro amico siciliano, “perchè la vivi in vacanza, viverla per abitarci è diversa” probabilmente è vero ma io appena posso ci torno volentieri, per lavoro o per vacanza è una meta che amo particolarmente, a parte l’interno che non sono ancora riuscita a vedere, l’ho già visitata tutta, ogni posto ha le sue carattarestiche meravigliose, non ti delude mai… e poi la cucina, le persone…strepitosa, il pane poi quello che chiamano “il pane di casa”, è buonissimo….vabbè vedo che non c’è persona che non abbia colto le meraviglie che questa Regione può offrire… ma soprattutto la voglia di ritornarci appena possibile. Ciao Monica

23 veronica 6 ottobre 2013 alle 22:50

mio fratello vive a taormina ed io ancora non sono riuscita a vedere questi posti meravigliosi complimenti

24 Sara@fiordifrolla 8 ottobre 2013 alle 17:23

@ Veronica: bellissima anche Taormina, tra l’altro. Sono certa che troverai il modo di visitare anche questi luoghi che ho segnalato

25 Sara@fiordifrolla 8 ottobre 2013 alle 17:35

@ Monica: probabilmente il tuo amico ha ragione, però fatto sta che io ci tornerò appena posso perché me ne sono follemente innamorata. L’interno manca anche a me, se ci vai prima e se ti va, passa qualche tappa obbligata o qualche suggerimento per favore ;)

26 Sara77 30 ottobre 2013 alle 15:39

“Pani cunzatu”, granita e brioche, cous cous trapanese, busiate al pesto trapanese, veduta dalla funivia per Erice, genovese di Maria Grammatico, panorama dalla Torre di Ligny…
Ricordi indelebili, immagini, sapori ed odori impressi nella memoria!
Il mio mordi e fuggi trapanese è andato molto bene! :)

27 Lia 30 dicembre 2013 alle 15:01

Ma che luoghi meravigliosi..come vorrei essere lì!Ciao e Buon Anno Lia

28 Sara@fiordifrolla 30 dicembre 2013 alle 20:47

@ Lia: ciao Lia, auguri anche a te! Baci

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