14 giugno 2012

Bublanina

Bublanina

Una variazione sul tema ciliegie. Innanzitutto, qualcuno di voi conosce la bublanina o ne ha mai sentito parlare? Io l’ho scoperta solo di recente, mentre stavo sfogliando per caso il bellissimo volume “La cucina ebraica” di Clarissa Hyman, del quale vi ho già parlato in qualche occasione qui su queste pagine. Ho provato a fare qualche ricerca in rete, ma non sono riuscita a sapere granché sulla storia e sulle origini di questo dolce. Tutto quello che so è che si tratta di una torta morbida alle ciliegie (ho letto che ne esistono varianti molto comuni anche ai mirtilli) originaria della Repubblica Ceca, una sorta di coffee cake da servire insieme a panna montata. Naturalmente, se qualcuno avesse qualche informazione in più e la volesse condividere nei commenti, gli sarei davvero grata.

La sua particolarità risiede nella morbidezza dell’impasto e nel fatto che quest’ultimo è privo di burro, olio, yogurt o altro grasso (ok lo ammetto, è anche per questo motivo che ho deciso di prepararla, la prova costume è vicina per tutti, no?). Diciamo che per certi versi la sua consistenza, come il procedimento, ricordano quella del pan di Spagna (eccezion fatta per la presenza del lievito), solo che all’interno ci trovate tante succose e rosse ciliegie. E’ un dolce dal sapore molto delicato e semplice (si sentono anche in sottofondo la vaniglia e il limone), quasi infantile direi, nel quale questo frutto sarà il vero protagonista, e che io vedo proprio per questo motivo molto adatto ad una sana e genuina colazione. Non si tratta quindi per i miei gusti di una torta da portare in tavola a fine serata, ma senza dubbio accostata ad una pallina di gelato alla vaniglia farà comunque la sua bella figura.

Bublanina

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:
125 g di farina 00
125 g di zucchero semolato
300 g di ciliegie (denocciolate e tagliate a metà)
4 uova
la scorza di 1 limone grattugiata
2-3 cucchiaini di succo di limone
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci

inoltre:
panna montata per servire
oppure gelato alla vaniglia

Preriscaldate il forno a 180°. In una ciotola sbattete i tuorli con le fruste elettriche, unite lo zucchero semolato, l’essenza di vaniglia, la scorza e il succo di limone. Incorporate la farina setacciata insieme al lievito e stemperate il composto con una piccola parte di albumi che avrete nel frattempo montato a neve insieme al sale. Incorporate la parte restante utilizzando una spatola, compiendo movimenti dal basso verso l’alto. Unite le ciliegie, tagliate a metà, e passate in poca farina (in questo modo non precipiteranno nel fondo del dolce) e mescolate delicatamente. Versate il tutto all’interno di uno stampo a cerchio apribile da 24 cm di diametro, livellate e fate cuocere nel forno a 180° per circa 45 minuti, o comunque fino a quando uno stecchino infilato al centro del dolce uscirà asciutto. Se la superficie dovesse diventare troppo scura copritela con un foglio di alluminio. Fate raffreddare completamente e servite accompagnando con panna montata oppure una pallina di gelato alla vaniglia.

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11 giugno 2012

Confettura di fragole, pepe rosa e vaniglia

Confettura di fragole, pepe rosa e vaniglia

Ancora fragole, sì. Ma mi sa che sarà l’ultima volta che le vedrete per quest’anno perché, non so voi, ma ultimamente non mi durano in frigorifero più di un paio di giorni dopo l’acquisto, pena vederle con il “cappotto bianco” come dico io, ovvero completamente ricoperte di muffa. Siccome ne avevo una discreta quantità mi sono detta che fosse meglio conservarle sotto vetro in una marmellata, in modo prima di tutto da evitare inutili sprechi e da poterle poi apprezzare una volta finita la stagione produttiva.

E così lo scorso sabato, sentendomi un po’ Christine Ferber (anche se non ho utilizzato il suo metodo eh, lo specifico) ho iniziato in tutta calma a sterilizzare i barattoli di vetro e a pulire le fragole. Sono quei gesti ripetitivi che hanno un certo non so che di rassicurante e rilassante, non trovate? Poco dopo avevo già la frutta all’interno di una casseruola dai bordi alti insieme allo zucchero e al resto degli ingredienti. Lentamente per casa ho iniziato sentire un profumo inebriante di fragole cotte e vaniglia e non potete immaginare quanto la cosa mi facesse stare bene.

Per cambiare un po’ le cose ne ho fatta una metà aromatizzandola solo alla vaniglia e all’altra metà ho aggiunto anche del pepe rosa in grani, che trovo ci stia davvero molto bene a livello di gusto, per quella leggera sfumatura pungente che si avverte solo nelle note finali. Ho preferito non esagerare con le quantità perché comunque questa confettura è destinata alla colazione e francamente di prima mattina non amo gusti troppo speziati o marcati. Il pepe si deve sentire ma con delicatezza ecco. Il risultato è stata una marmellata dal colore particolarmente brillante che mi ha conquistata e che non vedo l’ora di utilizzare per le mie prossime colazioni per quanto mi è piaciuta.

Ecco quindi le dosi per prepararla:

Confettura di fragole, pepe rosa e vaniglia

Ingredienti:
1 kg di fragole
1/2 kg di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia
1/2 bicchiere d’acqua
1 cucchiaino di pepe rosa in grani

In una casseruola capiente versate le fragole, private del picciolo e tagliate a metà, lo zucchero semolato, la stecca divaniglia incisa longitudinalmente, il pepe rosa schiacciato in un mortaio e l’acqua. Portate a bollore a fiamma moderata, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno ed eliminando la schiuma con un mestolo forato. Quando la polpa delle fragole sarà diventata tenera, frullate parzialmente il tutto con il frullatore ad immersione per ottenere una consistenza vellutata, ma lasciando comunque qualche pezzo di fragola. Fate cuocere fino a quando lasciando cadere un po’ di confettura su di un piattino (io lo metto nel congelatore per tutta la durata della preparazione), dopo averlo inclinato, essa non scivolerà via velocemente, il che significa che è pronta. In caso contrario proseguite la cottura per qualche minuto.

Eliminate la stecca di vaniglia aiutandovi un cucchiaio di legno, quindi con un mestolo versate la confettura bollente all’interno dei vasi sterilizzati e asciutti (senza prenderli in mano perché sono ustionanti), pulite bene con un panno pulito i bordi dei barattoli, quindi chiudete e capovolgeteli fino al giorno seguente.

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7 giugno 2012

Di terme, tartufi, vespe e campagna toscana. La Valdera in 5 punti.

Campagna toscana

Amo molto la Toscana. Una regione che ho esplorato in lungo e in largo in diverse occasioni, un po’ grazie ad amici che abitano in questa regione, un po’ per la passione per il vino e per i viaggi che mi hanno sempre portato a percorrere le sue strade, rimanendo ogni volta incantata davanti ai meravigliosi paesaggi che la campagna toscana, con le sue dolci colline, sa offrire.

Grazie al blog trip di #CascianaVitaSana al quale ho preso parte lo scorso week end, ho avuto la grande opportunità di visitare una parte della Toscana a me sconosciuta: la Valdera. Un territorio ricco di attrattive, che ho imparato ad apprezzare sin da subito grazie al ricco programma studiato apposta per me e per gli altri blogger (tutti del settore travel, a parte me e Giulia che eravamo le uniche foodblogger). So che in molti aspettavate un resoconto su questa mia esperienza e quindi eccomi qui pronta a raccontarvene i punti salienti.

Museo Piaggio

1. Inizio in ordine temporale dalla visita al Museo della Piaggio, che poi è stata la prima attività che abbiamo fatto. Si trova all’interno dello stabilimento dell’ex Attrezzeria di Pontedera, uno spazio che è stato recuperato e inaugurato il 29 marzo del 2000. Nasce con lo scopo di conservare la memoria storica dell’azienda e dei suoi progettisti come Corradino D’Ascanio e Luigi Pegna. Al suo interno sono ospitate le collezioni Piaggio, Gilera e Vespa. Ho potuto vedere l’interessante evoluzione di quest’ultima dalla sua nascita ai giorni nostri e di scoprire numerosi bizzarri prototipi che sono stati ideati e costruiti nel tempo. Credo che questo museo valga una visita, perché permette di conoscere ed approfondire un pezzo di storia di questa importante realtà italiana.

Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”
Viale Rinaldo Piaggio, 7
56025 Pontedera (Pi)
per info su visite guidate cliccate qui

Museo Piaggio

Museo Piaggio

Quadro - Museo Piaggio

2. Al rientro da questa visita ci aspettava un “aperispa” presso l’hotel Terme Villa Borri. Di cosa si tratta? Una delle cose più simpatiche che abbia mai fatto. Un aperitivo/cena all’interno della spa dell’albergo stesso. Immaginateci tutti a cenare in accappatoio e costume e fare l’idromassaggio, bagni nella piscina del sale coperti da una volta stellata e la sauna. Non male vero? Io mi sono molto rilassata e anche divertita.

Terme di casciana

3. Sempre restando in tema di wellness non posso non spendere due parole sulle Terme di Casciana, situate tra le colline pisane nell’omonimo paese. Uno stabilimento che vanta una storia molto lunga, la cui origine pare sia legata ad un merlo delle Contessa Matilde di Canossa, il quale era vecchio e malconcio, ma dopo numerosi bagni in uno stagno contente acqua calda ritornava sempre più vispo e allegro. Qui sgorga l’Acqua Mathelda ad una temperatura costante e naturale di 35,7°C, un’acqua che appartiene alla famiglia delle bicarbonato calciche e che è da sempre conosciuta per le sue proprietà antireumatiche, contro l’artrosi e la sciatica. Noi siamo stati nella grande piscina esterna per qualche ora e ne abbiamo tratto grande giovamento, inteso in termini di relax e benessere. Oltre a locali adibiti a cure termali e a un centro di riabilitazione, il villaggio ospita al suo interno anche in centro estetico dove ho avuto l’occasione di provare un massaggio viso che ha completamente cancellato dal mio volto i segni della stanchezza accumulata nei giorni precedenti. Impagabile.

A caccia di tartufi

4. E poi non potevo non parlarvi del tartufo. Dopo tutto questo è sempre un food blog e di cibo dobbiamo parlare, no? E sì perché la Valdera è un’area molto vocata al tartufo, specie quello bianco. Dovete sapere che abbiamo avuto l’opportunità di assistere ad una battuta di caccia al tartufo in compagnia di Cristiano Savini e ai suoi fidati cani. Siamo stati quindi condotti in un bosco nei dintorni della sede dell’azienda e, subito dopo aver liberato i cani, abbiamo iniziato a fare i primi ritrovamenti, come quello che potete vedere in foto. Non mi era mai capitato di poter assistere a questa raccolta, devo dire che è stato particolarmente emozionante vedere il cane scavare nel terreno e portare al padrone una grossa palla di tartufo (in questa stagione tartufo nero estivo).

A caccia di tartufi

Il nostro raccolto

Ovviamente a questa sessione di caccia al tartufo è seguita una degustazione presso la sede di Savini Tartufi con i prodotti preparati dall’azienda. Qui una vera folgorazione è stata l’assaggio del gelato alla crema con il miele al tartufo. Nonostante inizialmente fossi particolarmente scettica, devo dire che mi sono dovuta ricredere. Credo che lo riproporrò molto presto anche a casa.

Savini Tartufi Srl
Piazza C. D’Ascanio
56036 Forcoli (Pi)
email: info@savinitartufi.it

Tartufo

Antipasti misti by Savini Tartufi

Una scoperta ;)

Miele al tartufo

5. Un territorio molto interessante quello della Valdera che vi consiglio caldamente di visitare noleggiando una Vespa, come abbiamo fatto noi con il nostro Vespa Tour. In questo modo avrete l’opportunità di scoprire in piena tranquillità panorami sempre diversi e suggestivi, da colline dolci punteggiate qua e là da qualche cipresso, a zone più verdi e inaspettatamente rigogliose. Ovunque una distesa di campi di grano dorati (pensate che mentre ero sulla mia vespa color senape canticchiavo Fields of Gold di Sting) alternati ad altri verdi o addirittura rosa, grazie alla presenza di una miriade di fiori di questo colore. Attraverserete borghi, percorrete salite e tornanti, ma lo spettacolo merita davvero di provare questa esperienza. Ah, se vi stavate chiedendo se ho guidato io, beh ovviamente no, ero caricata come passeggero, altrimenti credo avrei combinato senza dubbio qualche guaio ;)

Campagna toscana

Il teatro del silenzio

Io e Federchicca

Come prenotare il tour Valdera in Vespa? Semplice, ecco tutti i riferimenti:

Fiocco Rosso Viaggi
Via Galimberti 3
56025 Pontedera (Pi)
Tel. 0587/291039
email: e.petricci@fioccorossoviaggi.it

Inutile dire che questa sia stata una bella esperienza, sia perché ho avuto modo di scoprire un territorio e le sue tipicità a me sconosciute, sia perché ho avuto l’opportunità di farlo insieme a degli ottimi compagni di viaggio. Alcuni erano già stati con me in altri blog trip come Vitanova11 e nel progetto Quality 4 Travel, altri invece li ho conosciuti sul posto. Ecco i loro nomi:

Michela Simoncini – Comunica  Te Stesso
Francesca Turchi – Travel’s Tales
Cristiano Guidetti – Viaggio Vero
Francesca Barbieri – Fraintesa
Federica Piersimoni – Viaggi Low Cost
Michela Passarin – Color Trip
Giuseppe Trisciuoglio – Eurotrip
Giulia Scarpaleggia – Juls’ Kitchen
Simone Attanasio – Pizzulata
Bruna Fusco – Slow Travel
Leela Cyd – Leela Cyd

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