30 dicembre 2010
Auguri!
Ci siamo, anche il 2010 sta per volgere al termine. Domani saremo tutti immersi nei festeggiamenti e, anche in questa occasione, cucinerò pochissimo perché sarò ospite di cari amici che abitano in provincia di Arezzo. La fine di quest’anno porta inevitabilmente a fare bilanci, cosa che non amo particolarmente (e, di certo, comunque non li scriverei qui con il rischio di annoiarvi), non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche in questa mia creatura. E così vorrei portare avanti la tradizione iniziata l’anno scorso, nella stessa data di oggi, con un appuntamento che trovo divertente e stimolante, una retrospettiva per tirare un po’ le somme di quello che ho cucinato, fotografato e raccontato con grande passione (quella per ora non è mai diminuita dal lontano 4 aprile 2008, data nella quale questa favolosa esperienza è iniziata), anzi è senz’altro di molto cresciuta.
Ecco quindi la mia personale selezione delle 13 ricette del 2010. So bene che l’anno scorso erano 12, ma come ben sapete ogni mio post, ergo ogni ricetta, è come se fosse una piccola parte di me e quindi è stato veramente molto difficile fare una scelta, credetemi, a tal punto che non me la sono sentita di lasciarne fuori una. Ci tengo a specificare che non si tratta di una classifica, né con questo post intendo segnalare ricette migliori, sotto qualsivoglia profilo o punto di vista, rispetto ad altre, mi sono solo limitata ad inserire in questa sorta di riassunto quelle che secondo me sono più significative. Ora vi spiego anche perché (inizio in senso orario dalla prima foto in alto a sinistra lungo tutto il bordo esterno, per concludere con quella centrale più grande):
1. Biscotti alle nocciole: freschi freschi di pubblicazione, sono dei biscotti che ho apprezzato veramente molto, vuoi per la presenza delle nocciole tra gli ingredienti (che io adoro e metto dovunque, sia nei piatti salati che in quelli dolci), vuoi per la delicatezza e raffinatezza della pasta con cui sono preparati. Mi piace definirli una dolce coccola adatta ad ogni momento, dalla colazione al té pomeridiano, o per concedersi un dolce dopo cena. Da provare intinti per metà nel cioccolato fuso o accompagnati da una buona crema di cioccolato spalmabile alle nocciole (vedi punto n.8).
2. Soufflé di pecorino e tartufo nero: un vero comfort food, perfetto per risollevarsi l’umore in una fredda serata invernale. Un antipasto raffinato e chic che consiglio anche per la cena di capodanno, visto il suo elevato impatto scenografico e di gusto. E poi chi l’ha detto che il soufflé deve essere per forza una preparazione così difficile come si crede? ;) E’ ora di fare un po’ di pratica e sfatare questo mito.
3. Fondant au chocolat e lamponi: non è un mistero che l’abbinamento cioccolato e lamponi sia uno dei miei preferiti. Questo dolce, dal cuore umido e fondente, è la quintessenza della gola e della lussuria a tavola, un vero peccato di gola insomma, ma che vi lascerà ampiamente soddisfatti. La torta che dovete assolutamente portare a casa dei vostri amici quando avete un invito a cena e volete fare bella figura.
4. Ditalini di farro al ragù di fagiano: senza dubbio uno dei migliori piatti di pasta che io abbia cucinato durante l’intero 2010 e che non mi stancherò mai di preparare, perché ogni volta all’assaggio si dimostra particolarmente appagante. E poi è una ricetta nella ricetta, perché lo stesso procedimento si può utilizzare per preparare sia il ragù che un favoloso secondo di carne. Non male, vero? E con gli avanzi di questa preparazione provate a condirci un risotto bianco, creerete un piatto di recupero dal sapore regale.
5. Sformato di spinaci alla bolognese: o meglio, lo sformato di spinaci per eccellenza secondo me, che nella mia famiglia prepariamo con una ricetta che ci tramandiamo da ben 4 generazioni. Un antipasto/fingerfood di altri tempi, se vogliamo, molto ricco e goloso che può trasformarsi anche in un saziante piatto unico se gustato in porzioni più abbondanti.
6. Canederli dolci di ricotta con cuore di cioccolato: soffici sfere di ricotta e pancarré deliziosamente aromatizzate al limone e poco zucchero vanigliato, che celano un cuore maledettamente scioglievole di cioccolato fondente. Il tutto ricoperto da uno strato dorato di pane grattugiato fatto rosolare nel burro con cannella e anice stellato. Da quando mi sono decisa a realizzarli, vincendo le mie paure, li preparo almeno 2 volte l’anno, per portare un po’ di Alto Adige (zona alla quale come sapete sono molto legata) a casa mia ogni volta che ne ho voglia.
7. Crème brulée alla fava tonka: uno dei miei dolci preferiti e questo dovrebbe bastare, no? ;) Rompere quella croccante crosticina di caramello con la punta del cucchiaino e trovare una setosa e vellutata crema ad attenderci è uno dei piaceri della vita. Per realizzarla è indispensabile il cannello, piccolo investimento che dei veri foodies non possono proprio non avere. Naturalmente è possibile aromatizzare questo dessert a proprio piacimento, con della vaniglia, cannella, té in foglia, caffé, ecc.
8. Crema spalmabile di cioccolato e nocciole home made: che mondo sarebbe senza… ehm, questa crema? ;) Oltre ad essere un regalo perfetto da porgere agli amici (vedrete come apprezzeranno), è proprio l’ideale per farsi tornare il sorriso in una giornata nella quale tutto sembra essere andato storto (ma anche per fare volgere al meglio una nella quale tutto è andato nel verso giusto :D). Provatela su una fetta di pane, con i biscotti, con i crackers o da sola (semplicemente andando di cucchiaino dentro al barattolo di vetro) e poi mi saprete dire. Io non posso più farne a meno.
9. Rugelach alle nocciole: beh, questi seducenti cornetti croccanti di pasta frolla sono un’esperienza che prima o poi bisogna provare secondo me. Preparati in dimensioni ridotte, scelta che raccomando caldamente, sono praticamente irresistibili. Uno tira l’altro.
10. Strudel di mele in pasta frolla: fino ad oggi questa pasta frolla (preparata secondo una ricetta altoatesina al 100%) per strudel è stata una delle più belle scoperte del 2010. Tiene la forma in cottura, è facilmente lavorabile e risulta quindi uno scrigno perfetto per accogliere il classico ripieno a base di mele, pinoli, uvetta e cannella.
11. Zuppa di pane nero: per prepararla è indispensabile disporre di ottimo pane nero, possibilmente aromatizzato ai semi di finocchio, e di un altrettanto buono brodo di carne. Una volta in possesso di queste due imprescindibili condizioni vi si spalancheranno le porte del gusto. Mi sono più volte chiesta come questo piatto, realizzato con poveri e semplici ingredienti, possa essere così delizioso. Un valido scaldaossa per ritemprarsi nelle fredde giornate invernali, che si prepara in pochi minuti e che mi ha regalato non poche soddisfazioni.
12. La tarte tatin di Pascal Plissonneau: senza voler sembrare presuntuosa, non potrei definirla in altro modo se non con l’aggettivo perfetta. Sul serio, mai sfornato una tatin più bella di questa. Da provare anche con altra frutta, ad esempio con le pere o, in stagione, con pesche e albicocche perché no. Da accompagnare con: una pallina di gelato alla vaniglia (o alla cannella) se la servite tiepida, oppure una salsa inglese alla vaniglia calda se la servite a temperatura ambiente.
13. Raviole bolognesi: preparate rigorosamente secondo la collaudatissima ricetta di famiglia, per la precisione risalente a mia nonna Luisa. Se notate a loro ho riservato un riquadro più grande non a caso, proprio perché a questa ricetta sono particolarmente affezionata per tutti i ricordi ad essa legati e per quelli che verranno in futuro con le prossime generazioni. Presenza immancabile nell’antico vaso di vetro che si trova nella mia cucina, si conservano veramente molto a lungo (anche per 2 settimane, forse più)e sono perfette per essere regalate. Consigli per l’assaggio: da provare intingendole poco alla volta in un bicchiere di latte freddo, oppure nel caffé espresso.
Non mi resta che augurare a tutti voi con tanto affetto una buona fine 2010 e uno sfavillante inizio 2011.
Un abbraccio caloroso,
la vostra Sara.
28 dicembre 2010
Mini sbrisolone
Se vi state chiedendo cosa ho cucinato per Natale, vi anticipo che la risposta è semplicissima: nulla. Infatti dovete sapere che di solito io festeggio il Natale sempre e solo in una sola maniera, ovvero io e il mio compagno trascorriamo la sera della vigilia dai miei genitori (osservando la tradizione della vigilia di magro e quindi mangiando un intero menu a base di pesce) e il giorno seguente a pranzo da mia suocera, ovviamente con la relativa famiglia di lui. Di norma il massimo che mi è concesso preparare è un dolce, cosa che avrei fatto molto volentieri come potete ben immaginare, se non fosse che, proprio il 24, una brutta influenza intestinale ha pensato bene di passare a trovare me, che non mi ammalo mai(mi viene da pensare quindi che sono doppiamente sf… ehm, sfortunata), rovinandomi ogni progetto inerente grandi abbuffate, pasti luculliani e quant’altro.
Per esperienza so bene che quando il cibo mi da la nausea o in quel momento non mi regala sensazioni benefiche, è meglio che io mi allontani dai fornelli, tanto sfornerei solo ciofeche, ed è meglio che mi dedichi invece ad altre occupazioni, come darmi lo smalto o leggere un libro (ma non di cucina eh) ad esempio. Ecco tutta questa filippica per dirvi che, in breve, a Natale non ho fatto un bel niente, se non godermi l’affetto dei miei familiari (e non è cosa da poco, ci terrei a sottolinearlo) immersa nel sempre piacevole clima che caratterizza questo periodo. Ma sono certa che voi, invece, qualcosa avrete preparato, se vi va di raccontarmi il vostro menu o un piatto chiave del quale siete particolarmente soddisfatte sono tutta orecchi (anzi occhi) e vi leggerò con grande gioia e curiosità.
Una delle cose che invece sono riuscita a cucinare prima dell’influenza sono state questemini-sbrisolone, che ho preparato secondo la ricetta di Maurizio Santin. Non essendo io mantovana non saprei dirvi se questa ricetta si avvicini o sia molto distante da quella della tradizione, non me ne vogliano quindi i lettori provenienti da questa zona se riscontreranno qualche omissione o aggiunta di ingredienti non previsti. Per chi non la conoscesse la sbrisolona è una torta secca e friabile originaria della città di Mantova, un dolce povero composto principalmente da farina di mais e farina bianca, strutto (in questa versione trovate anche un po’ di burro) e mandorle. Torta che mi sono divertita a realizzare in un formato mini, utilizzando dei cerchi da pasticceria del diametro di circa 10 cm, creando quindi delle invitanti mono porzioni che a mio avviso sono ideali per essere regalate (il periodo dei pensierini natalizi è finito lo so bene, però è anche vero che quando si è invitati a pranzo o cena non è mai bello presentarsi a mani vuote e con queste, opportunamente incartate in maniera garbata, secondo me si potrebbe fare bella figura). Si conservano a lungo, per circa una settimana (forse qualcosa di più), bisogna vedere se ci arrivano, visto che io le ho trovate semplicemente deliziose ;)
Mini sbrisolone
Ingredienti per circa 8-9 pezzi:
125 g di farina 00
75 g di farina fioretto di mais
100 g di zucchero
50 g di farina di mandorle
50 g di mandorle a filetti
80 g di burro morbido
20 g di strutto
1 tuorlo
1/2 baccello di vaniglia
la scorza di 1/2 limone grattugiata
inoltre:
zucchero a velo sper spolverare
Procedimento:
Raccogliete in una ciotola capiente le due farine setacciate, lo zucchero, le mandorle, la farina di mandorle, la scorza di limone e il contenuto del baccello di vaniglia. Miscelate bene e unite il tuorlo, il burro morbido a pezzetti e lo strutto. Impastate rapidamente gli ingredienti, sfregandoli fra le dita in modo che non si formi un impasto omogeneo, ma piuttosto un insieme di grumi. Foderate il fondo di 8-9 cerchi da pasticceria da circa 8-10 cm di diametro che avrete posizionato su di una leccarda rivestita di carta da forno e fatevi cadere l’impasto a pioggia (in alternativa se non disponete di questi cerchi da pasticceria, potete utilizzare degli stampi da tartelletta opportunamente imburrati e rivestiti di carta da forno). Livellatelo grossolanamente con la punta delle dita coprendo in maniera più o meno uniforme il fondo dei cerchi (lo spessore non dovrà superare i 2 – 2,5 cm).
Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 25-30 minuti, o comunque fino a colorazione. Servite lemini sbrisolone tiepide o fredde, spolverizzandole con lo zucchero a velo. Conservate in un luogo asciutto (come una scatola di latta) o impacchettate con della carta da forno si mantengono bene per una settimana.
24 dicembre 2010
Buon Natale!

Non potevo scrivere questo post prima delle feste per salutarvi e per fare i miei più sinceri auguri per un sereno Natale a tutti che voi che mi leggete e che passate di qua, quasi quotidianamente, per un saluto affettuoso, per scambiare due parole o anche solo per trascorrere due minuti del vostro prezioso tempo per leggere quello che faccio. Insomma grazie per essere sempre presenti, mi ripeterò, ma non mi stancherò mai di dire che senza di voi tutto questo non sarebbe possibile.
Sara







