13 febbraio 2012
I lupetti
Non amo particolarmente il carnevale, mi pare di averlo già scritto da qualche parte, forse è per questo che non ho mai pubblicato su queste pagine una ricetta a tema. Né a dire il vero mi fanno impazzire alcune sue preparazioni tipiche, che mangio sì e no una volta in tutto il periodo interessato da questa festività. A Bologna è tradizione preparare le sfrappole, che in altre zone d’Italia si chiamanofrappe o chiacchiere, ma con l’unica differenza che ne riguarda la forma, perché qui è usanza annodarle prima di tuffarle nell’olio o nello strutto bollente, cosicché assumano una forma che può ricordare un fiocco.
Io invece oggi vorrei parlarvi di questi lupetti, piccole sfere di pasta aromatizzata da un’idea di grappa(il profumo è davvero molto delicato) che hanno una metodologia di preparazione del tutto simile agli gnocchi. Non so se sia per il piccolo formato o per l’interno soffice, ma una tira l’altra e, contrariamente a quanto ho scritto qualche riga più sopra, non mi stancherei mai di mangiarle (a patto che siano ben fritte ovviamente). Ho provato a fare ricerche a riguardo e credo siano una variante delle più famosecastagnole, risalente alla zona tra il ferrarese e il rodigino.
La ricetta è di una nostra parente di nome Germana, la quale racconta che una volta, quando non c’erano i soldi per comprare il burro, esso era sostituito dal grasso ottenuto dalle galline, che veniva tenuto precedentemente fuori al freddo perché si solidificasse. Il trucco per una buona riuscita della ricetta sta senz’altro nell’azzeccare la cottura, in particolare mi riferisco all’olio, che non deve essere troppo bollente per evitare che scuriscano troppo velocemente (controllate quindi di tenere la fiamma bassa). Da gustare caldi, provate ad accompagnarli con una cioccolata in tazza per dire ;-), ma sono ottimi anche freddi.
I lupetti
Ingredienti:
400 g di farina
6 cucchiai colmi di zucchero semolato
3 uova
60 g di burro morbido
3 cucchiai di grappa (o altro liquore a piacere)
1 bustina di lievito in polvere per dolci
inoltre:
olio per friggere
zucchero a velo
In una ciotola versate lo zucchero, il burro morbido e la grappa. Aggiungetevi un uovo e una parte della farina. Amalgamate il tutto con un cucchiaio (non preoccupatevi se il burro non si scioglierà completamente in questa fase) ed unite il lievito, sempre mescolando. Unite il secondo uovo ed incorporate altra farina, aggiungete quindi il terzo insieme ad altra farina, tenendone da parte un cucchiaio. Rovesciate il tutto su di una spianatoia infarinata ed impastate fino ad ottenere un impasto liscio, morbido, ma non più appiccicoso (valutate se aggiungere il cucchiaio di farina restante in base alla consistenza ottenuta).
Ora prendete una parte dell’impasto, formate dei cilindretti e tagliateli in tocchetti di piccole dimensioni (come una nocciola per intenderci), che disporrete su di un lato della spianatoia infarinata. In una casseruola dai bordi alti scaldate l’olio (che dovrà essere caldo, ma non bollente), quindi versatevi una decina di lupetti alla volta e friggeteli a fiamma bassa rigirandoli più volte fino a quando saranno belli gonfi e dorati. Scolateli aiutandovi con una schiumarola e fateli asciugare su carta assorbente. Spolverizzate con abbondante zucchero a velo e servite.
9 febbraio 2012
Uovo fritto (dal cuore liquido) su fonduta di parmigiano
Ovvero quando capita di andare a cena fuori e di rimanere folgorati da un abbinamento di sapori, da una presentazione, o addirittura da un piatto intero. E’ quello che mi è successo non più tardi di qualche mese fa, quando sono andata a cena in questa enoteca con cucina, nella quale ultimamente mi reco spesso perché posso trovare una carta dei vini davvero interessante e direi anche non convenzionale, ma anche perché qui la cucina non delude; infatti il giovane chef Dimitri Galuzin propone piatti curati che spesso hanno salde radici nella tradizione (siamo a Castel San Pietro Terme e quindi mi riferisco a quella emiliano romagnola), ma al tempo stesso la reinventano, e vengono realizzati con materie prime di qualità.
Per farla breve, una delle ultime volte ho ordinato per antipasto qualcosa che assomiglia molto al piatto oggetto del post di oggi (che ovviamente ho cercato di riprodurre con i miei mezzi e in base ai miei ricordi della pietanza). Il titolo del post, volutamente giocoso, credo renda bene l’idea della ricetta stessa, ad ogni modo si tratta di uova barzotte (albume sodo e tuorlo liquido quindi), semplicemente impanate e fritte, servite su di una fonduta di parmigiano. Tutto qua? Sì, ma assaggiate il magnifico accostamento tra i vari sapori che compongono questo piatto, pensate anche alle diverse consistenze e poi ditemi se non ve ne innamorerete all’istante (per me almeno è stato così). Il non plus ultra sarà accompagnare il tutto con una goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena (e con un calice del vino consigliato che trovate al termine della ricetta ;).
Uovo fritto (dal cuore liquido) su fonduta di parmigiano
Ingredienti per 4 persone:
4 uova
pangrattato
2 uova sbattute
olio extravergine di oliva
sale, pepe
per la fonduta:
100 g di parmigiano grattugiato
18 cl di panna
2 cl di latte
inoltre:
aceto balsamico tradizionale di Modena (facoltativo, ma consigliato)
Mettete le uova in una piccola casseruola piena di acqua bollente, abbassate la fiamma in modo da far sobbollire l’acqua dolcemente e da evitare che i gusci si crepino. Calcolate 5 minuti e mezzo esatti, quindi molto delicatamente scolatele con un mestolo forato e bloccatene la cottura in acqua ghiacciata (in questo modo l’albume sarà sodo e il tuorlo morbido – uova barzotte).
Preparate la fonduta: in una casseruola a bagnomaria fate fondere il parmigiano reggiano grattugiato insieme alla panna e al latte, mescolando con cura, fino ad ottenere una crema. Tenete la fonduta così preparata al caldo, controllando che l’acqua del bagnomaria non raggiunga mai il bollore e mescolando di tanto in tanto per evitare che si formi la pellicola.
Sgusciate le uova e passatele in un piatto con due uova sbattute, quindi passatele in un secondo piatto con il pangrattato. Friggete le uova in olio extravergine di oliva abbondante fino a quando la loro superficie sarà dorata e croccante. Tamponate con la carta assorbente, salate e servite immediatamente disponendo le 4 uova in altrettanti piatti fondi sui quali avrete versato prima un po’ di fonduta di parmigiano. Cospargete il tutto con una macinata di pepe fresco, decorate con un ciuffo di rosmarino e aggiungete, se gradite, una goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena.
Vino consigliato: champagne pinot meunier in purezza extra brut.
7 febbraio 2012
Preparato homemade per cioccolata in tazza
Alzi la mano chi in questi giorni dalle temperature a dir poco polari non si è preparato (o non ha desiderato) una favolosa, densa, lussuriosa cioccolata in tazza. Io ovviamente le alzo entrambe, perché dopo ore e ore trascorse a spalare la neve al gelo, ne ho abusato, visto che l’unica cosa in grado di donarmi energie, calore (e piacere) è stata proprio questa cremosa bevanda scura.
Dimenticate i preparati industriali e pensate che potete realizzare la vostra miscela direttamente con le vostre mani, sapendo soprattutto quello che c’è dentro. Per non parlare della soddisfazione che avrete nell’aprire la vostra dispensa e trovare un bel barattolo (preferibilmene di vetro, che trasferisce meno odori rispetto alla plastica, magari decorato da un’etichetta un po’ girly come la mia ;) che nel giro di pochissimi minuti può diventare una grande fonte di gioia per tutta la famiglia.
La preparazione è davvero semplice, anche scema se volete, basta infatti tritare il cioccolato finemente ed aggiungervi gli altri ingredienti. Naturalmente più alta sarà la qualità degli stessi (mi riferisco soprattutto al cioccolato e al cacao amaro), migliore sarà la resa. In questo caso l’aggiunta di spezie sarebbe del tutto superflua, ma se proprio non potete farne a meno potete arricchire la vostra miscela con ciò che più vi aggrada: cannella, vaniglia, fava tonka, polvere di arancia, cardamomo, insomma a voi la scelta! La ricetta originale proviene da qui, che poi è stata adattata sulla base di questa di Paoletta.
Preparato homemade per cioccolata in tazza
Ingredienti per circa 12 tazze:
180 g di cioccolato fondente al 65%
85 g di cacao amaro
30 g di zucchero di canna
100 g di zucchero a velo
30 g di fecola di patate
Tritate finemente il cioccolato fondente (potete farlo anche utilizzando il mixer, l’importante è procedere ad impulsi e controllare spesso che il cioccolato non si surriscaldi). Sempre nel tritatutto unite il resto degli ingredienti e azionate l’apparecchio fino ad ottenere un composto omogeneo e ben polverizzato. Il vostro preparato a questo punto è pronto è può essere aromatizzato a piacere (vedi premessa) sia utilizzando le spezie intere, che metterete all’interno del barattolo (vedi stecca di vaniglia, cannella, anice stellato, ecc.) o in polvere. Conservate all’interno di un contenitore ermetico.
Per preparare la vostra cioccolata calda sappiate che per 1 tazza serviranno:
3 cucchiai di preparato per cioccolata in tazza
150 ml di latte fresco
Versate il preparato per cioccolata in tazza all’interno di una piccola casseruola insieme al latte freddo che verserete poco alla volta, mescolate con un cucchiaio evitando di fare grumi. Ponete sul fuoco e rimestate continuamente fino ad ottenere una crema densa e vellutata. Servite subito con panna fresca e pasticceria secca.





