Penne in cocotte al tartufo bianco di Alba

L’autunno è la mia stagione prediletta per tanti motivi. Adoro sentire il profumo di muschio, di terra bagnata che pervade l’aria, i colori che la natura assume, soprattutto verso il tramonto, quando le foglie degli alberi si tingono di rosso e il giallo intenso. Di questa stagione amo la lentezza naturale che le giornate, più corte e quindi con più ore di buio, mi ispirano e ogni sacrosanta mattina mi farebbero restare al caldo sotto le coperte. Ma amo anche i suoi frutti. Di zucche, castagne e funghi vi parlo spesso infatti, ma del tartufo raramente, anche se in tutta verità resta sempre il mio preferito.

Oggetto del post di oggi altri non è se non lui, sua maestà il tartufo bianco o tuber magnatum pico. Ed io, come sempre quando posso, vorrei raccontarvi qualche curiosità in merito. Apprendo dal sito tuber.it che questo fungo ipogeo era già noto in epoca molto antica, anche se le prime testimonianze risalgono al 79 d.C., grazie agli scritti di Plinio Il Vecchio. Esso era già apprezzato dagli Etruschi prima e dai Romani poi. Sul tartufo nei secoli si sono succedute molte false credenze, come quella che fosse frutto di un fulmine lanciato da Giove ai piedi di una quercia, o quella che fosse addirittura un animale. In epoca medioevale esso compariva sulle tavole dei nobili e delle famiglie più agiate. In ogni caso il tartufo è sempre stato sinonimo di cibo pregiato, da gourmet insomma.

Capirete che quando nientemeno che il Centro Nazionale per il Tartufo mi ha scritto chiedendomi di realizzare una ricetta per l’iniziativa “Pasta, tartufo e 2.0“, realizzata in collaborazione con il comune di Alba e la Fiera Internazionale del tartufo bianco, non ho saputo tirarmi indietro. Anche perché la scommessa era quella di realizzare un primo piatto, che non prevedesse però la classica pasta all’uovo.

Ecco che quindi io ho scelto di utilizzare delle penne, che ho condito con una morbida fonduta di pecorino stagionato e fatto cuocere in cocottes monoporzione, aggiungendo l’uovo (che mancava alla pasta ed ho pertanto aggiunto alla fine ;), ingrediente che mi piace sempre da impazzire abbinato al tartufo, e facendo cuocere il tutto per pochi minuti sotto il grill, giusto il tempo di far rapprendere l’albume. Qualche scaglia di tartufo bianco on the top, una spolverata di sale e di pepe et voilà il piatto è pronto. Una cosa che ho gradito molto è che, in fase di assaggio, rompendo l’uovo delicatamente con la forchetta, il suo contenuto andrà a rendere la pasta sottostante cremosa, formando un matrimonio di gusto con la fonduta di pecorino.

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Penne in cocotte al tartufo bianco di Alba

Ingredienti per 2 persone:
150 g di penne ricce
80 g di pecorino stagionato grattugiato
100 ml di latte intero
2 uova
tartufo bianco di Alba
sale, pepe

Riempite una casseruola di acqua e portatela ad ebollizione, salatela con il sale grosso e aggiungete le penne. Nel frattempo in una piccola casseruola fate scaldare a fuoco basso il latte a bagnomaria, senza farlo bollire, unite il pecorino grattugiato e mescolate continuamente per farlo sciogliere. Aggiungete pepe nero fresco a piacere. Dovrete ottenere una salsa liscia, vellutata e lenta in modo che possa avvolgere bene la pasta, lasciandola morbida una volta che sarà in forno.

Scolate le penne bene al dente (conservando un po’ di acqua nella quale sono state cotte) e fatele saltare brevemente con la fonduta di pecorino. Mescolate rapidamente aggiungendo tartufo bianco a scaglie a piacere. Trasferite le penne così condite all’interno di due cocottes monoporzione opportunamente imburrate, livellate bene e sgusciate un uovo di medie dimensioni su ciascuna cocotte. Fate cuocere in forno sotto al grill a potenza medio-bassa fino a quando l’albume si sarà rappreso, ma il tuorlo sarà ancora tenero. Salate, pepate, cospargete con scaglie di tartufo bianco fresco e servite subito.

Prima di salutarvi vorrei darvi qualche informazione in più riguardo al tartufo:

come si conserva? In ambiente fresco ad una temperatura compresa tra i 3 ed i 6° C. E’ consigliabile avvolgerlo in un panno umido e riporlo in un contenitore di vetro. In questo modo si conserva per circa una settimana;

quando comprarlo? Nel periodo della raccolta, per saperne di più consultate questo calendario.

Tuber

sara-querzola

Ciao sono Sara e questo è Fiordifrolla, un luogo in cui si intrecciano e trovano una collocazione alcune delle mie più grandi passioni: cucina, scrittura, fotografia, vino e viaggi. Questo blog è nato nel 2008 quasi per gioco, con gli anni è diventato il mio lavoro: ad oggi sviluppo ricette (e video), le cucino e le fotografo per numerosi ed importanti editori, riviste e agenzie.

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29 commenti su “Penne in cocotte al tartufo bianco di Alba

  1. Oh wow che fortuna, prima Eurochocolate e poi il trtufo… O dovrei dire che bravura, dato che queste cose te le sei meritate ;-)
    Posso solo farti un piccolo appunto da biologa?
    I nomi scientifici non si scrivono così! Lì hai riportato, nell’ordine: nome generico (Tuber), nome specifico (magnatum) e nome dell’Autore (Pico). Orbene: i due nomi (generico e specifico) vanno in corsivo, ma mentre il nome specifico è giusto minuscolo, quello generico (Tuber) va sempre maiuscolo! Il nome dell’autore, infine, non va in corsivo, altrimenti sembra il nome della sottospecie!
    Spero che tu non ti offenda, voleva essere un arricchimento :-)

  2. Ti superi ogni volta! Sei riuscita ad essere originale esaltando ogni ingrediente. Frequento la fiera di Alba, i colori delle Langhe sono unici, leggere il tuo post mi ha regalato le stesse sensazioni, purtroppo manca l’assaggio! ;p

  3. Ecco, vediamo. Visti i recenti eventi disastrosi succedutisi nella mia cucina, ti pregherei di: inoltrare questa ricetta a Marco affinché impari che la fonduta di pecorino non si fa mettendo una forma di pecorino intera con buccia e tutto nella pentola e accendendoci sotto il gas al massimo, sperando che fonda da sola. A Mirto affinché mi trovi un cavolo di tartufo, anziché pigne, bacche e radici, dato che le levatacce degli ultimi fine settimana per portarlo a cercare il tartufo sono state totalmente inutili (bottino ricavato: numero una castagna. Bacata). Grazie :-)

  4. Bel piatto Sara!!! in cocotte molto romantico per una a cena a due, vero?…uovo+tartufo è un’accoppiata strafiga (con un pezzettino rimasto non ho resistito e mi sono fatta due uova al tegamino)

  5. @ Arianna: ti ringrazio, ci ho pensato tanto a cosa preparare, speriamo piacerà anche alla giuria :)

    @ Mascia: io ci vado spesso ad Alba, ma mai nella stagione dei funghi e dei tartufi. Devo rimediare!

    @ Mary: sicuramente la monoporzione dona sempre eleganza alle preparazioni :) Grazie.

    @ Dulcistella: no figurati, io non sono biologa e quindi ignoravo questo sistema di scrittura :) Anzi mi fa piacere se riusciamo ad interagire per completare il più possibile le informazioni contenute nei post :)

    @ Rossana: non sai quanto ho pensato a cosa preparare! Utilizzare della pasta secca è stata una bella scommessa, mi hanno sfiorata mille idee, poi quella di aggiungere l’uovo che mancava alla pasta, ma in un’altra maniera, mi è sembrata accattivante, non so. Spero di essere riuscita nel mio intento :)

  6. @ Mary: grazie :)

    @ Tery: anche due!

    @ CorradoT: sono felice che l’idea ti piaccia, è stata una scelta un po’ sofferta quella dell’uovo sopra, ma alla fine senza dubbio è uscito un piatto diverso (qui tra le varie cose è stato molto apprezzato :)

    @ Le Rocher: grazie!

    @ Sere: uh addirittura, dici? :D

  7. @ Serena: ahahah riesci sempre a farmi sorridere! Ma cos’è questa storia di Marco e della fonduta? Me la devi raccontare in privato, sono troppo curiosa! ;)

    @ Dario: ecco sono contenta che la ricetta ti convinca, sai quanto tengo al tuo giudizio!
    Un abbraccio

    @ Alexandra: esatto, l’idea è proprio quella di un piatto romantico per una cena a due (come è effettivamente stato, ecco!) :) Complimenti a te per la ricetta, sono ancora qui che ci penso a mortadella + tartufo + sedano :)

    @ Raffy: grazie :)

    @ Elga: mi sa che io e te abbiamo troppo gli stessi gusti, ogni cosa che scrivi in merito ad un piatto la sento nella pancia ;)

  8. @ Raffaella: mi fa molto piacere questa mia invenzione sia stata così ben accettata, grazie! Buona giornata :)

    @ Francesca: grazie!

    @ Nuvoletta: grazie mille :)

    @ nero di seppia: conquista sempre anche me ed io non so proprio resistere al suo fascino!

    @ Claudia Annie: wow, grazie!

  9. Complimenti x la ricetta, x la foto che rende meravigliosamente la morbidezza e la ricchezza del piatto…devo solo procurarmi un Tartufo con la T maiuscola e lo proverò!!!:)) rigorosamente nelle cocotte;) ciao, M.Lisa

  10. Ciao! accipicchia ch eoccasione hai avuto! il tartufo poi è un ingrediente sopraffino, che esalta il piatto più semplice! la tuapasta ci sembra perfetta per proporlo: semplice e cremosa!
    bacioni

  11. Ciao Sara, piacere di conoscerti. Ho scoperto questo tuo bellissimo blog rimbalzando qui da un link su una ricetta. Sono rimasta affascinata dalle tue foto e dai tuoi piatti. Ti seguirò molto volentieri d’ora in avanti.
    L’idea di aggiungere l’uovo la trovo fantastica. Un tocco in più. In questo modo il piatto potrebbe addirittura diventare un piatto unico.
    Se ti va, passa a trovarci nella nostra cucina.
    Buon fine settimana.

  12. @ Unacucinaperchiama: ti ringrazio :)

    @ M.Lisa: benvenuta e grazie per quello che hai scritto, pensavo che questa mia proposta lasciasse tutti un po’ perplessi e invece vedere che è stata così ben accolta mi riempie di gioia :)

    @ manu e silvia: grazie :)

    @ Ilaria: piacere mio , sei la benvenuta qui :) Sono felice che la mia idea ti sia piaciuta, sì la vedrei anch’io come piatto unico se le cocottes fossero di dimensioni leggermente più grandi, con quelle che ho utilizzato io diciamo che viene un assaggio giusto di pasta che bilancia l’importanza dell’uovo e del tartufo :)

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