venerdì 6 novembre 2009

Risotto al fiore sardo con pere william dell’Emilia Romagna Igp

Ho pensato lungamente a quale prodotto a marchio Dop o Igp utilizzare per il contest indetto da Genny in collaborazione con La Compagnia del Cavatappi, sono stata anche indecisa tra un paio di essi lo ammetto. Poi mi sono detta che mi sarebbe piaciuto dare il mio piccolo contributo a far conoscere qualcosa della mia regione. La sceltà è stata ardua, perché esistono moltissimi prodotti di qualità in Emilia Romagna, iniziando dal Parmigiano Reggiano, passando per la Mortadella di Bologna, l’Asparago Verde di Altedo, l’olio Extravergine di Brisighella e terminando con il Prosciutto di Parma. Naturalmente io ne ho citati solo alcuni, ma vi assicuro che la lista sarebbe molto lunga.

Ma la mia attenzione si è posata sulla Pera dell’Emilia Romagna Igp, che ha ottenuto il marchio nel 1998 e che viene coltivata nelle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna, zona che può vantarsi di essere una delle più importanti regioni per la produzione di pere a livello europeo, grazie a condizioni climatiche e del territorio particolarmente favorevoli. Le varietà ammesse al marchio sono: Abate Fetel, Cascade, Conference, Decana del Comizio, Kaiser, Max Red Bartlett, Passa Crassana e William; tutti frutti molto succosi, ma con aromi dal gusto differente a seconda della tipologia prescelta. Come è possibile riconoscerle al momento dell’acquisto? Semplice, attraverso la bollinatura dei frutti con l’apposito logo che vedete come esempio qui. Per ogni maggiore informazione vi consiglio di consultare il sito ufficiale del consorzio di tutela e il disciplinare di produzione.

Come avete potuto constatare (credo di avervi letteralmente sommersi di molte idee in quest’ultimo periodo) la pera ha molteplici applicazioni in cucina, che contemplano sia il dolce che il salato, ma il più collaudato e classico degli abbinamenti, al pari forse di quello con il cioccolato, rimane sempre con il formaggio. Questa volta ho scelto di accompagnarle al Fiore Sardo, altro prodotto a marchio Dop(chissà se per Genny vale doppio, io la butto lì…), per comporre un risotto cremoso nel quale la sapidità ed il gusto leggermente affumicato di quest’ultimo viene mitigato dalla dolcezza aromatica della pera, fatta rosolare per l’occasione insieme a qualche fogliolina di salvia e un’idea di burro. Un piatto all’insegna dell’alta qualità dei prodotti enogastronomici made in Italy, trait d’union tra Emilia Romagnae Sardegna.

Risotto al fiore sardo con pere William dell’Emilia Romagna Igp

Ingredienti per 2 persone:
200 g di riso Carnaroli
50 g di fiore sardo Dop grattugiato
1 pera William dell’Emilia Romagna Igp
1 scalogno
½ bicchiere di vino bianco secco
4 foglie di salvia
Brodo vegetale caldo
Burro q.b.
Sale e pepe

Mondate e tritate lo scalogno finemente, quindi fatelo rosolare in una casseruola insieme ad una noce di burro e appena un po’ di brodo vegetale caldo per circa 5 minuti. Unite il riso e fatelo tostare a fiamma alta per un paio di minuti, mescolando con un cucchiaio di legno per non farlo attaccare. Quando lo sentirete sfrigolare sfumate con il vino e lasciatelo evaporare, quindi portate a cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo per volta e mescolando di tanto in tanto. Qualche minuto prima che sia pronto aggiustate di sale.

Mentre il risotto si cuoce sbucciate le pere, detorsolatele e riducetele a dadini. Fatele poi cuocere a fiamma alta in una padella antiaderente insieme ad una noce di burro e alle foglie di salvia, lavate ed asciugate. Quando le pere appariranno dorate saranno pronte. Una volta che il risotto sarà giunto a cottura, spegnete il fuoco e mantecate con il fiore sardo grattugiato e circa mezzo mestolo di brodo. Mescolatelo con cura e fate riposare coperto per un paio di minuti. Impiattate e completate i piatti disponendovi al centro un po’ di pere arrostite e profumate con pepe fresco a piacere.

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