Tag - Autunno
28 febbraio 2012
Mousse al cioccolato bianco Velvet e limone con mirtilli al basilico
Di tutti i tipi di cioccolato, quello bianco è quello che non mangio mai nature. Lo trovo eccessivamente dolce per i miei gusti e preferisco invece farmi coccolare da un quadretto di seducente cioccolato fondente, magari ad un’elevata percentuale di cacao. Negli ultimi tempi poi, merito della cara Rossana, mi sono fatta rapire da quello ruvido di Modica (il mio Bonajuto), che è salito ai vertici della mia personale classifica e che non mi stancherei davvero mai di mangiare.
Se invece parliamo di pasticceria, ecco che il cioccolato bianco mi piace molto per profumare o arricchire impasti, specie nei dolci da forno (non so se vi ricordate questa ciambella alle pere per dirne una, se ve la foste persa fossi in voi ci darei un’occhiatina ;) e nelle tartes, preferibilmente in abbinamento a frutti rossi: fragole, lamponi, mirtilli, ciliegie e more, i quali con il loro gusto acidulo, ne vanno a mitigare la dolcezza.
Per la mousse al cioccolato anche qui la mia preferenza ricade sul fondente, ma disponendo di cioccolato bianco di ottima qualità (avevo infatti del bianco Velvet di Callebaut), mi sono detta che fosse giunto il momento di dargli una chance. Ecco che sono partita dalla ricetta di Pierre Hermé (contenuta nel suo “Le Laorousse du chocolat”), quella senza uova per intenderci, e l’ho modificata, accostandola a sapori che le conferissero una certa freschezza come il limone (del quale ho utilizzato la scorza grattugiata) e il basilico, che non funge solamente da elemento decorativo, ma è un ingrediente fondamentale della salsa di mirtilli che si trova alla base di queste candide verrines.
Il risultato? Una mousse “leggera” (non in termini calorici ovviamente), sia a livello di consistenza che di gusto, che proprio per questa sua caratteristica e per la sua piacevolezza ce la possiamo concedere in ogni periodo dell’anno, anche in estate.
Mousse al cioccolato bianco Velvet e limone con mirtilli al basilico
Ingredienti per 6-8 persone:
per la mousse al cioccolato bianco (P. Hermé):
65 cl di panna fresca liquida
185 g di cioccolato bianco (il mio Velvet Callebaut)
la scorza di mezzo limone grattugiata
per la salsa di mirtilli al basilico:
300 g di mirtilli (freschi o surgelati)
2 cucchiai di zucchero a velo setacciato
il succo di 1/2 limone
3 foglie di basilico
1 stecca di vaniglia
Preparate la salsa: in una piccola casseruola mettete i mirtilli lavati e asciugati insieme allo zucchero a velo setacciato, al succo di limone filtrato dai semi, alla stecca di vaniglia incisa longitudinalmente e alle due foglie di basilico. Fate cuocere a fiamma moderata mescolando il tutto con un cucchiaio di legno e schiacciando 3/4 dei mirtilli con una forchetta. Lasciate sul fuoco fino a quando otterrete una salsa abbastanza densa e sciropposa, quindi eliminate la vaniglia e le foglie di basilico. Versate sul fondo di 6-8 verrines e fate raffreddare completamente.
Per la mousse: tritate il cioccolato bianco e fatelo fondere in una casseruola a bagnomaria. Quando sarà completamente fuso unite 10 cl di panna che avrete portato ad ebollizione e mescolate bene con una frusta a mano. Montate la panna restante con le fruste elettriche e, aiutandovi con una spatola, incorporatene 1/3 al composto a base di cioccolato, quindi aggiungetevi delicatamente il resto facendo attenzione a non smontare il tutto, fino ad ottenere una mousse omogenea. Aiutandovi con un cucchiaio (o con una tasca da pasticcere) trasferite il composto all’interno dei bicchieri e fate raffreddare in frigorifero fino al momento di servire. Decorate con mirtilli freschi, zeste di limone e una fogliolina di basilico fresco.
23 febbraio 2012
Tarte al gorgonzola mele e olive taggiasche

Mele + gorgonzola + olive taggiasche = abbinamento perfetto (almeno per me!)
Oggi vi racconto di un’idea che è nata come accade il più delle volte per caso, o meglio, per intuito, ed è frutto anche di qualche reminiscenza degli schemi di foodpairing. Un sito del quale vi ho spesso parlato, che ho sempre trovato assai prezioso e che è stato nel tempo fonte per me di nuove piccole scoperte sul fronte degli abbinamenti (sì, mi riferisco soprattutto a quelli più arditi). Peccato che l’ottimo servizio fornito dal sito in questione sia, da qualche mese a questa parte, diventato a pagamento, il cui abbonamento tra le varie cose non ha per nulla un prezzo ragionevole (ovviamente rapportandolo all’uso che ne faccio io da utente), e siano consultabili a titolo gratuito davvero pochi prodotti. Non so come la pensiate voi (magari la cosa non è di vostro interesse), ma per me è quasi (sottolineo il quasi) un dramma.
Tornando a noi, vi dico che questa tarte negli ultimi tempi è particolarmente richiesta a casa mia e più la preparo, più i suoi sapori mi convincono. Se da subito non ho mai nutrito dubbi sull’accostamento mela-gorgonzola, ammetto che ero invece più perplessa verso le olive taggiasche (temevo coprissero troppo il formaggio), ma invece si è trattata di una vera e propria folgorazione a livello di gusto. Provate a mettere questa torta salata in forno e poi ditemi se non resterete conquistati anche solo dal profumo che si sprigiona a fine cottura.
Come base ho usato la versatilissima pasta da quiche di Felder, che questa volta ho però ho realizzato con la farina Petra 5, che mi sta davvero sorprendendo per quanto sia stabile nella cottura di frolle e biscotti e per la friabilità che conferisce a questo genere di impasti. Consiglio di servire la tarte tiepida, ma è buona anche a temperatura ambiente, anche se personalmente preferisco la prima ipotesi.
Tarte al gorgonzola mele e olive taggiasche
Ingredienti per uno stampo rettangolare da 34 x 10 cm:
per la pasta da quiche (C. Felder):
200 g di farina Petra 5
5 g di sale
90 g burro a pezzetti
1 uovo
20 g di acqua
per il ripieno:
220 g di gorgonzola dolce
1 mela pink lady (o granny smith) piccola
2 cucchiai colmi di olive taggiasche denocciolate
1 cipolla bianca
olio extravergine di oliva
sale, pepe rosa
Con la planetaria (o nel mixer): lavorate la farina insieme al sale e al burro freddo tagliato a pezzetti utilizzando il gancio a k. Aggiungete l’uovo intero e l’acqua continuando ad impastare fino a quando otterrete un impasto liscio e omogeneo. Prelevatelo dalla ciotola, se necessario lavoratelo brevemente a mano, quindi formate la classica palla. Ora avvolgetela nella pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero per 2 ore.
Nel frattempo preparate il ripieno: mondate e tritate la cipolla, quindi fatela rosolare dolcemente in una padella antiaderente insieme a olio extravergine di oliva. Aggiungete le olive taggiasche, salate e fate insaporire, quindi spegnete e lasciate raffreddare.
Stendete 3/4 della pasta con il mattarello su di un foglio di carta da forno portandola ad uno spessore di circa 3 mm e con questa rivestite uno stampo rettangolare da 34 x 10 cm da crostata (in alternativa va bene anche uno stampo da 24 cm di diametro) che avrete leggermente imburrato. Con i rebbi di una forchetta bucherellate la pasta e distribuitevi sopra il composto di cipolla e olive (ben scolato dall’olio in eccesso). Coprite con il gorgonzola tagliato a fette sottili e terminate con uno strato di mele, anch’esse ridotte a fettine. Cospargete con un po’ di pepe rosa macinato fresco e coprite con la pasta da quiche restante, che avrete steso molto sottile.
Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti, o comunque fino a quando la pasta da quiche apparirà dorata. Sfornate e servite tiepida.
16 febbraio 2012
Canestrelli
A qualche occhio molto attento questi biscotti non erano di certo passati inosservati. Mi riferisco alle foto del post relativo al preparato homemade per cioccolata in tazza, nelle quali, sullo sfondo e un po’ sfuocati, facevano capolino proprio dei canestrelli. Qualcuno nei commenti mi ha chiesto se avessi l’intenzione di pubblicarne la ricetta (la risposta non poteva ovviamente che essere affermativa, visto che li ho preparati proprio allo scopo) e c’è anche chi li ha ribatezzati, strappandomi un grande sorriso, “fiordifrollini” (vero Rossana? ;).
I canestrelli sono dei biscotti di origine ligure, il cui nome pare derivi dalla parola canestrello, ovvero il cesto di vimini sul quale un tempo venivano fatti raffreddare una volta cotti. Sono realizzati con ingredienti molto semplici: uova, farina, burro e zucchero e piacevolmente profumati da un po’ di scorza di limone grattugiata (con la ricetta che utilizzo io è prevista anche un’idea di rum, che consiglio caldamente di aggiungere) e sono riconoscibili per l’inconfondibile forma a margherita e per il diametro di circa 3-4 cm. Hanno inoltre ottenuto il riconoscimento del marchio Pat (Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano) e la produzione viene tutelata e controllata da un’associazione cultrurale chiamata “Il canestrelletto di Torriglia”, sul sito della quale ho poi scovato la ricetta che utilizzo da un po’ di tempo a questa parte per confezionarli.
Per quanto siano realizzati con ingredienti semplici, i canestrelli sono i classici biscotti che non mi stancherei mai di mangiare. Non so, sarà per il loro sapore così delicato e per l’aspetto un po’ old style, da dolce di una volta, ma mi rimandano incredibilmente ai sapori dell’infanzia. Si conservano anche a lungo perché, se riposti all’interno di una scatola di latta, si mantengono per un tempo superiore alla settimana (e, aggiungo, secondo me il giorno dopo sono addirittura migliori).
Canestrelli
Ingredienti per circa 40 biscotti:
300 g di farina 0 (io ho usato Petra 5)
1 tuorlo d’uovo
250 g di burro morbido
100 g di zucchero semolato
rum q.b.
la scorza di 1/2 limone grattugiata
inoltre:
zucchero a velo
Mettete nella ciotola della planetaria il burro morbido insieme allo zucchero e alla scorza di limone. Lavorate il tutto molto velocemente utilizzando il gancio a foglia. Unite il tuorlo, un’idea di rum e la farina. Azionate l’apparecchio ed impastate il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Formate la classica palla, avvolgetela con la pellicola per alimenti e fatela riposare per almeno un paio d’ore.
Trascorso questo tempo stendete l’impasto con il mattarello su di una spianatoia leggermente infarinata e portatelo allo spessore di circa 1 cm. Ricavate adesso i biscotti utilizzando l’apposito tagliabiscotti a 6 punte (se non è munito di foro centrale praticatelo voi con un ditale o, come me, con una bocchetta da sac à poche n.10) e disponeteli, opportunamente distanziati, su di una teglia rivestita di carta da forno. Fate cuocere nel forno già caldo a 160° per circa 18-20 minuti tenendo presente che non devono colorire troppo. Sfornate, fate raffreddare i canestrelli su di una griglia per dolci e spolverizzateli con abbondante zucchero a velo. Se riposti all’interno di una scatola di latta si conservano per oltre 1 settimana.



