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19 settembre 2010

Cake alla birra scura e cioccolato

Cake alla birra scura e cioccolato

Cucinare con la birra è una cosa che mi è sempre piaciuta. Trovo che essa regali piacevoli einteressanti note ad ogni piatto in cui è presente tra gli ingredienti. Nel tempo ho realizzato diversi piatti a base di birra, specialmente secondi che vanno dal classico pollo a piatti molto più strutturati, e anche qualche contorno (come sempre per fare un po’ il punto della situazione, a fine post trovate un’elenco delle ricette a tema), ma mai mi ero spinta ad utilizzare la birra per aromatizzare un dolce, anche se non nascondo che questa idea mi frullava per la testa da un po’.

E così ho pensato alle stout, le birre ad alta fermentazione che tutti possiamo riconoscere per l’inconfondibile colore scuro, quasi nero, e per il sapore amaro (questo per me, non me ne vogliano gli intenditori ecco). Hanno note che ricordano il cioccolato e il caffé e proprio per questo ho azzardato l’abbinamento con il cacao in un cake (ispirandomi ad una ricetta di Donna Hay, tra l’altro), tutto nero esattamente come la birra. Un dolce che si è rivelato particolarmente soffice, grazie alla presenza della panna acida, e molto gradevole già così, da solo, ma che io ho pensato di arricchire glassandolo con una voluttuosa ganache al cioccolato fondente. Naturalmente quest’ultima scelta è facoltativa, anche se caldamente raccomandata ;)

Ganache

Sì ma la ricetta, dov’è? La potete trovare qui, nel blog Birragustonaturale, uno spazio fortemente voluto e ideato da Assobirra, per diffondere e far conoscere il mondo che ruota intorno a questa bevanda, nel quale scrivono quotidianamente numerosi esperti, come Antonio Paolini (critico gastronomico), Evelina Flachi (specialista in scienza dell’alimentazione), Giorgio Zasio (mastro birraio) eSergio Grasso (antropologo alimentare). Un blog nel quale potrete trovare anche numerose ricette sempre con la birra, una al mese, scritte e raccontate da alcune foodblogger. Questa naturalmente è la mia proposta.

Ed ora, come promesso, ecco alcune ricette con la birra che avevo già pubblicato:

Carbonade di manzo
Pollo alle mele e senape
Patate alla birra
Rotolo di tacchino con salsiccia e nocciole

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15 settembre 2010

Conserva dolce di melanzane rosse

Conserva dolce di melanzane

Sì avete letto proprio bene, melanzane rosse. Ne aveva parlato già lei qualche tempo fa (se vi foste persi le sue proposte vi consiglio caldamente di andare a vederle) ed io non vedevo l’ora di mostrarvi come le ho utilizzate. Ma prima di tutto vi riporto qualche informazione in più, che ho raccolto in seguito ad una mini ricerca nei meandri del web. Le melanzane rosse pare siano un ortaggio originario dell’Africa tropicale, giunto nel nostro paese nel periodo coloniale. In Italia vengono coltivate in una zona compresa tra la Basilicata e la Calabria, nel Massiccio del Pollino, e raccolte in un periodo tra luglio e novembre. Inoltre le melanzane rosse di Rotonda hanno ottenuto il marchio Dop e sono anche unpresidio Slow Food. A me le aveva regalate Angela di Sapori dei Sassi durante la mia visita in quel diMatera e, dopo averle assaggiate come condimento per un semplice piatto di pasta, ho pensato bene difarmene inviare una quantità maggiore da impiegare per utilizzi futuri (ovviamente avevo già in mente questa ricetta ;).

Melanzane rosse

Queste piccole melanzane, del tutto simili esteriormente a dei pomodori a grappolo, hanno la caratteristica di annerire di meno* una volta tagliate rispetto alle loro cugine più comuni e, secondo il mio modestissimo parere, hanno anche un sapore diverso, piccante e vagamente esotico. Proprio per questo motivo ho pensato di impiegarle in una ricetta mediorientale, tratta dal meraviglioso tomo diClaudia Roden “La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa”, (Ponte alle Grazie Editore), che appartiene alla collana “Il lettore goloso”, diretta nientemeno che da Allan Bay. Un libro che credo rappresenti e racconti uno spaccato importante delle tradizioni culinarie, e non solo, di questi territori, ricchissimo di ricette e di aneddoti che le contestualizzano, a tal punto da essere considerato uno dei testi di riferimento sulla cucina del Medio Oriente a livello mondiale. Unico neo, è completamente privodi foto. So che per molti questa cosa non costituisce un grosso problema, ma per chi si appresta a conoscere la maggioranza dei piatti per la prima volta (come me), credo sarebbe importante avere anche un idea di presentazione del risultato finale della ricetta.

Tornando a noi, ho utilizzato queste melanzane per preparare questa conserva molto particolare, dal sapore dolce e leggermente amaro nello stesso tempo, ma anche speziato, grazie alla presenza nello sciroppo di cottura di chiodi di garofano e zenzero. Si tratta di una preparazione un po’ lunga, se vogliamo, perché prima è necessario tagliare le melanzane a cubetti (o spicchi come nel mio caso vista la loro esigua dimensione), spolverizzarle di sale grosso e lasciarle riposare per far perdere loro parte dell’amaro che le caratterizza. Poi, sempre per lo stesso motivo, vanno sbollentate in acqua ed infine cotte in una profumatissima soluzione di acqua, zucchero e le spezie che ho citato qualche riga più su. La sterilizzazione finale è stata una mia aggiunta, nel libro non se ne parlava affatto. Alla fine ho ottenuto degli spicchi lucidi, appiccicosi e morbidi, ma non disfatti, che vedo bene per accompagnare il classico plateau di formaggi (io qui, vista la leggera piccantezza e il gusto dolce-amaro, ci abbinerei dei formaggi freschi o a pasta molle, ad esempio). Ma sono buone anche da sole, in questi giorni a me è piaciuto molto andare a pescare con la pinza che vedete in foto direttamente dal vaso un paio dispicchietti per addolcire una breve pausa ;)

E per chi non riuscisse a trovare le melanzane rosse come fare? Si possono utilizzare tranquillamente le classiche melanzane, bisognerà però prima ridurle a cubetti per poi procedere come da ricetta rispettando tutte le sue fasi.

Conserva dolce di melanzane rosse

Ingredienti:
1 kg di melanzane rosse
1 kg di zucchero semolato
2 chiodi di garofano
1 litro di acqua
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
il succo di 1/2 limone, filtrato

Procedimento:
Lavate le melanzane, asciugatele, eliminate il picciolo e riducetele prima in quarti e poi ancora a metà. Trasferitele all’interno di uno scolapasta, spolverizzatele con del sale grosso e lasciatele spurgare per almeno 30 minuti (meglio 1 ora). Trascorso questo tempo strizzatele delicatamente e sbollentatele in una capiente casseruola colma di acqua non salata in ebollizione per circa 10 minuti, o comunque fino a quando saranno diventate morbide (tenetele sotto il pelo dell’acqua aiutandovi un coperchio didimensioni minori di quelle della pentola).

Nel frattempo in una seconda casseruola versate l’acqua, il succo di limone, lo zucchero semolato, i chiodi di garofano e lo zenzero in polvere, quindi portate ad ebollizione mescolando con un cucchiaio dilegno in modo da far sciogliere completamente lo zucchero. Scolate le melanzane con un mestolo forato, sgocciolatele molto bene lasciandole per alcuni minuti all’interno dello scolapasta, quindi sempre utilizzando il mestolo forato, trasferitele nella casseruola con lo sciroppo che starà bollendo. Fate cuocere in questo modo per circa 45 minuti o fino a quando le melanzane saranno diventate molto morbide, lucide e ben imbevute. Le fettine non dovranno essere spappolate. Scolatele con un mestolo forato e trasferitele in un grande piatto, dove le farete raffreddare completamente.

Successivamente disponetele in un barattolo di vetro, che avrete precedentemente sterilizzato, aiutandovi con un cucchiaio e copritele con lo sciroppo, che a questo punto dovrebbe essere denso da velare il cucchiaio, se così non fosse fatelo bollire ancora per qualche minuto vivacemente, mentre se fosse troppo denso o caramellato, diluitelo con pochissima acqua. Sbattete più volte il barattolo sul pianodi lavoro in modo da far fuoriuscire eventuali bolle d’aria e coprite con un tappo a chiusura ermetica (lemelanzane dovranno essere ben coperte dallo sciroppo). Ponete il barattolo, ben avvolto in un canovaccio affinché sia riparato dagli urti, in una grande pentola colma d’acqua fredda (questo perché il contenuto del vaso è anch’esso freddo), e fatelo bollire per circa 30 minuti dal bollore. Trascorso questo tempo, spegnete e fate raffreddare il tutto sempre all’interno della pentola. Conservate in un luogo fresco e asciutto.

Conserva dolce di melanzane

Aggiornamento: ecco il motivo per cui anneriscono di meno, riporto pari pari il commento diRoberto Giuliani di Lavinium “la ragione per cui la melanzana rossa di Rotonda imbrunisce molto meno delle altre è perché ha un basso contenuto di acido clorogenico, responsabile appunto dell’imbrunimento della bacca. Il contenuto di acido clorogenico della melanzana comune risulta in media pari a 4300 ppm nettamente superiore al valore di quello di questa varietà, che è mediamente pari a 800 ppm.”

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13 settembre 2010

Shortcake alle pere e more

Shortcake pere e more

E per chi, perdendosi l’occasione di gustare qualcosa di veramente particolare, non avesse provato la ricetta precedente, ecco l’opportunità di rifarsi con un altro dolce, ma dalla forma e dal gusto completamente diversi, nel quale l’ingrediente principe sono sempre le pere. Se nella versione cotte econ la salsa al caffé erano un dessert in qualche modo raffinato ed elegante, oggi passo a qualcosa di decisamente più rustico, ma non per questo meno appagante. Per realizzare questa shortcake, sono partita da una ricetta di Bill Granger, contenuta in “Un uomo in cucina” (Luxury Books editore), che poi ho completamente stravolto modificandone il ripieno, optando per more e pere (anche se ad essere sincera al 100% in mezzo alle more mi sono scappati una ventina di grammi di mirtilli che erano lì soli soletti in un remoto angolino del cassetto del congelatore, ma non ditelo a nessuno ;) e aggiungendo anche un sottile strato di pangrattato per assorbire i succhi rilasciati dalla frutta in cotttura. Il tutto piacevolmente rinfrescato da una punta di scorza di limone grattugiato e racchiuso in un friabile guscio di pasta frolla, resa un po’ croccantina in superficie grazie ad una copiosa spolverata di zucchero semolato.

Devo dire che  dal punto di vista del gusto non ho nulla da dire, si tratta proprio di un dolce da té molto gradevole, che può essere servito volendo con della panna montata non zuccherata o, in caso di temperature un po’ più basse di quelle degli ultimi giorni, con una salsa inglese alla vaniglia. Ma una cosa ve la devo far notare, anche perché è qui che sta la differenza (o una delle) tra un libro di ricette equello che si presume essere un blog di cucina, no? Ebbene, la pasta frolla (che io ho fatto riposare per sole 2 ore, fregandomene dei 30 minuti indicati nella ricetta, ma che suggerisco di aumentare ad una notte intera) è un po’ difficilina da stendere. Mi spiego meglio: con queste dose otterrete degli strati di pasta molto sottili e quindi noterete che si romperà un pochino, soprattutto durante la fase di spostamento dalla spianatoia allo stampo (che deve essere rigorosamente a cerchio apribile, mi raccomando). Il mio modesto consiglio quindi è quello di stendere il primo disco, quello che farà da base per capirci, su di un foglio di carta da forno, che disporrete (con tanto di impasto già steso sopra)direttamente dentro alla tortiera, e di prestare la massima attenzione nello stendere il secondo, controllando spesso che tra la pasta e la superficie di lavoro ci sia sempre un sottile e leggero velo di farina.

Se poi nonostante tutti questi accorgimenti un po’ di impasto dovesse rompersi ugualmente, non vi preoccupate, è successo anche a me e come vedete è anche bello poter intravedere attraverso qualche spaccatura il colore violaceo del ripieno.

Shortcake pere e more - alcuni ingredienti

Shortcake alle pere e more

Ingredienti per uno stampo a cerchio apribile da 22-24 cm:
per la pasta frolla:
190 g di farina 00
125 g di burro freddo
125 g di zucchero semolato
1 uovo
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 pizzico di sale

per il ripieno:
4-5 pere Conference medie mature ma sode
155 g di more di rovo
la scorza di 1 limone bio grattugiata
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di acqua
pangrattato q.b.

inoltre:
acqua per spennellare
zucchero semolato per spolverare

Procedimento:
La sera prima preparate la pasta frolla: nella ciotola della planetaria (o nel mixer utilizzando le lame eprocedendo ad impulsi) lavorate, con il gancio a k e a bassa velocità, lo zucchero semolato insieme al burro freddo di frigo tagliato a cubetti. Unite l’uovo, sempre tenendo l’apparecchio in funzione, e fatelo amalgamare brevemente. Aggiungete la farina e il lievito setacciati insieme al pizzico di sale, quindi impastate fino ad ottenere un composto omogeneo, privo di striature di burro. Formate una palla, che avvolgerete nella pellicola alimentare, e fate riposare in frigorifero per tutta la notte.

Il giorno seguente preparate il ripieno: sbucciate le pere, eliminate il torsolo, tagliatele prima in quarti epoi a fettine. Trasferitele in una casseruola insieme ai due cucchiai di zucchero, alla scorza di limone grattugiata e all’acqua. Coprite e fate cuocere brevemente, mescolando delicatamente di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, a fuoco basso fino a quando saranno diventate morbide, ma senza sfaldarsi. Fate raffreddare completamente e, se necessario, scolatele da eventuale acqua in eccesso.

Dividete la pasta frolla in 2 parti uguali con un coltello, quindi mettetene una di nuovo in frigorifero estendete l’altra (vedi premessa) con il mattarello su di una superficie infarinata in modo da formare un disco della dimensione dello stampo prescelto. Imburrate quest’ultimo e posizionatevi all’interno il disco di pasta frolla appena steso. Spolverizzatelo con un po’ di pangrattato (che avrà la funzione di assorbire i liquidi che la frutta rilascerà durante la cottura) e disponetevi sopra le fettine di pera ben fredde, lasciando 1 cm dal bordo esterno. Aggiungetevi le more e coprite con un secondo disco di pasta frolla che avrete formato utilizzando la metà di impasto rimanente. Premete bene ai lati con le dita in modo da saldarle.

Spennellate la superficie del dolce con poca acqua e spolverizzate con dello zucchero semolato. Fate cuocere il tutto nel forno già caldo a 180° per circa 40 minuti o fino a quando la pasta apparirà leggermente dorata. Fate raffreddare completamente prima di sformare. Servite a piacere con un po’ di panna montata non zuccherata.

Shortcake pere e more

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