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21 dicembre 2011

Alla scoperta del Trentino – #vitanova11

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paesaggio

Eccomi di ritorno da quattro magnifici giorni che ho trascorso per il progetto #vitanova11. Con il sorriso ancora stampato in faccia e la mente fresca di ricordi voglio raccontarvi, come vi avevo promesso, che cosa ho visto e le emozioni (vi assicuro che sono davvero tante e forti) che ho provato.

Come sapete sono una grande appassionata di montagna, neve e sci, ho girato in lungo e in largo gran parte del Trentino, ma devo dire che non ero mai stata prima d’ora in Val di Sole. Un territorio che ho avuto la fortuna di poter capire ed esplorare proprio grazie a questa memorabile esperienza condividendo ogni momento con un gruppo affiatato di persone.

Autenticità, natura, benessere, ospitalità, enogastronomia di qualità e tradizione, sono le parole chiave che credo possano riassumere l’impressione che mi sono fatta di questo angolo di Trentino, che voglio raccontarvi attraverso ciò che lo stesso territorio offre.

Ecco dunque cosa vedere e mangiare se un giorno deciderete di scegliere questa località come meta delle vostre vacanze:

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1. Il caseificio Turnario di Pejo Paese. L’ultimo rimasto in funzione in Trentino. Un caseificio-museo nel quale vengono prodotti burro e formaggi, tra i quali spicca il celebre Casolét della Val di Sole Rabbi e Pejo che è anche un presidio Slow Food, con un sistema di lavorazione che è rimasto immutato dal 1935. Si tratta di un formaggio a pasta cruda e tenera, prodotto con latte intero delle mucche allevate nella frazione, che può essere acquistato direttamente presso il caseificio stesso. Impossibile non farsi trascinare dai racconti di Riccardo Casanova e del casaro Bruno! Una meta imperdibile non solo per chi, come me, è particolarmente goloso di formaggi, ma perché questa realtà costituisce una testimonianza delle tradizioni locali.

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Caseificio Turnario di Pejo
piazza San Giorgio, 2
Pejo Paese (Tn)

2. Baita Tre Larici e Ristorante St. Hubertus – La prima è una meta che mi sento di consigliare caldamente a chi ama le emozioni all’aria aperta, immergendosi completamente nella natura circostante. Qui vengono allevate le corpulente mucche delle Highlands, di razza scozzese, facilmente riconoscibili dalle corna a manubrio, che sono dotate di un folto mantello e possono resistere, pensate, fino alla rigidissima temperatura di -30°C!

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Ma non solo. Incontrerete moltissimi altri animali, come cavalli, cani e una simpaticissima capretta, di nome Becco, che ha poco più di un mese e, ve lo devo dire perché è stato davvero emozionante, ha scambiato il mio dito per un biberon. Una scena che mi ha molto commossa, credetemi.

becco

I proprietari della fattoria, Pino e Agnese, gestiscono anche un ristorante, il St. Hubertus nel quale noi stessi abbiamo cenato. Qui è possibile assaggiare piatti realizzati con la carne delle vacche da loro allevate, ma non solo. Io mi sento di consigliarvi la carne salada e bresaola con caprino e mela, i ravioli ripieni di capriolo al ginepro ad esempio.

Ristorante St. Hubertus
via delle Acque Acidule, 20
Pejo Fonti (Tn)
Tel. 0463 753213

3. I canederli: beh lo sapete che ho un debole per questo piatto tipico della tradizione trentina. Ho avuto, insieme alle mie compagne di viaggio, l’opportunità di imparare a prepararli direttamente dalla gentilissima Sig. ra Sandra dell’Hotel Living Romance Cevedale di Cogolo di Pejo (Tn), durante una cooking class organizzata appositamente per noi. Siamo state divise in tre gruppi, ognuno dei quali ha preparato una diversa tipologia di canederlo: allo speck, al formaggio e alle erbe (quest’ultimo preparato da me e dalla cara Federica Giuliani di Travel to Taste). La ricetta? Io ne ho pubblicata una a suo tempo, eccola qui, ma se riuscirete ad imparare a memoria questa canzone  sono certa che non ve la dimenticherete più (per ascoltarla cliccate sul link ;). Un piatto da tenere ben presente anche perché costituisce un valido sistema per recuperare il pane vecchio ;)

ingredienti

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canederli

4. Rifugio Lo Scoiattolo. Se siete sulle piste da sci e cercate un luogo accogliente nel quale consumare un pranzo caldo e decisamente saziante, qui troverete piatti della cucina tipica. Come speck croccante, polenta, crauti, canederlo al formaggio, spezzatino di cervo, casolét fuso e, beh, una meravigliosa fetta di Sacher (rigorosamente con panna ;).

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Rifugio Lo Scoiattolo
Loc. Stavelin
Pejo (Tn)
Tel. +39 0463.753220
Mobbile +39 340.9521671
info@scoiattolopejo.com

5. Casa Grazioli – Eco Museo. La casa dove fino al 1992 è vissuta la Sig.ra Maria Grazioli, che oggi è stata recuperata ed è diventata un museo. Qui avrete occasione di fare un vero e proprio tuffo nel passato e di capire com’era la vita contadina in valle durante i secoli, attraverso le testimonianze che si possono trovare all’interno della casa stessa. Io sono rimasta molto colpita dalle pareti interne nere, perché coperte dalla fuliggine, e dalle abitudini della signora Maria, come quella di collezionare tanti piccoli graziosi bicchieri (attraverso le raccolte punti dei prodotti per lavare i panni ad esempio) e la differenza tra la prima cucina, molto buia e povera, e la seconda più “moderna” e vivibile, che la sua inquilina, poverissima, era riuscita ad acquistare prendendo la pensione e vendendo un telaio per filare il lino.

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Casa Grazioli – Eco Museo
Strombiano (Tn)
Telefono: 0463 751420
Mobile: 339 6179380

6. Hotel Kristiania. E’ stata la nostra casa per quattro giorni, il luogo dove ritornavamo dopo ogni escursione. Il posto giusto per farsi coccolare dall’ospitalità del signor Aurelio e del suo efficiente staff e per potersi concedere momenti di prezioso e vero benessere nella Spa. Una cosa che non potete assolutamente perdervi a mio avviso è l’idromassaggio all’aperto. Immaginate il buio, la vasca illuminata in lontananza avvolta in un manto di vapore. Sdraiatevi, liberate la mente e rilassatevi. Se siete fortunati il massimo è fare tutto ciò mentre sta nevicando, proprio come è successo a noi. Qui potete scegliere tra un’ampia gamma di massaggi e trattamenti, io ho fatto un impacco corpo alla mousse di yogurt nel letto nuvola, che regala una sensazione di pace, leggerezza. Il mio corpo sembrava aver perso materia e lo sentivo fluttuare sospeso nell’acqua! Mi sono concessa anche un massaggio viso al miele, altamente nutriente. Consiglio: per le coppie non si può non prenotare la spa suite, una piccola, ma molto romantica e curata, spa per due.

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Hotel Kristiania
Via S. Antonio, 18
Cogolo di Pejo (Tn)
Tel. 0463.754157 – Fax 0463.746510
info@hotelkristiania.it

E questi siamo noi, il mitico #vitanova11 Dream Team ;). Queste ultime due foto sono state scattate da Idea Turismo :

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Un grande grazie alle 8 compagne di viaggio (Sandra, Federica, Francesca, Federica, Michela, Elena, Ramona, Valentina) e ad Alessio, Marzia, Cecilia e Margherita che hanno reso possibile questa memorabile esperienza. Credo ne conserverò un bellissimo ricordo.

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7 novembre 2011

Gratin di indivia belga allo speck, mele e nocciole

Gratin di indivia belga allo speck e mele

Non so se vi capita mai, ma a casa mia frutta e verdura vengono consumate a vere e proprie ondate. Mi spiego meglio: per settimane il consumo ad esempio di banane è supersonico, del tipo che non fai in tempo a comprarle che spariscono alla velocità della luce, e poi dopo qualche tempo, vai tu a capire il perché, improvvisamente me le trovo che stazionano nel cesto della frutta fino a diventare quasi mummificate. Lo stesso mi è accaduto di recente anche con l’indivia belga. Ogni volta che aprivo il frigorifero notavo le foglie esterne che perdevano giorno dopo giorno la loro freschezza ed ecco che ho pensato a come riutilizzarla in un piatto di riciclo.

E cosa c’è di più adatto allo scopo di un caldo e confortante gratin? Nulla. Insomma per farla breve, ho fatto finire la belga, preventivamente stufata a fuoco dolce (con un’idea di acqua acidulata, quel tanto che serve a non farla annerire), in una pirofila da forno e l’ho accompagnata con un’accoppiata a dir poco vincente: mele e speck, sapori che mi ricordano l’Alto Adige (dal quale provengo tra l’altro, visto che il week end appena trascorso ho fatto una capatina al Merano Wine Festival) e che si accostano molto bene in quanto la morbidezza della frutta va a smorzare l’affumicato del salume. Le prime da scegliere possibilmente in una varietà aromatica e acidula come la renetta o la pink lady, per citarne due, il secondo da preferire tagliato sottilmente o altrimenti diventerebbe troppo duro una volta cotto. Al classico composto di parmigiano e panna ho aggiunto una manciata di nocciole (le mie nocciole Piemonte Igp) tostate e tritate, che andranno a donare una certa croccantezza all’insieme.

Impossibile non farsi irretire dal profumo che si sente uscire aprendo la porta del forno già nella seconda metà della cottura, forse io sono la solita golosa, ma vi posso dire che l’aumentare della salivazione era direttamente proporzionale allo scorrere dei minuti. Credo proprio che eleverò questo gratin da piatto di recupero a vera e propria portata che entra di diritto tra quelle ufficiali per questo autunno/inverno. Da gustare come contorno oppure come piatto unico aumentando la quantità per porzione.

Gratin di indivia belga allo speck, mele e nocciole

Ingredienti per 4 persone:
3 cespi di indivia belga
1 mela tipo renetta o pink lady
4-5 fette di speck
50 g di parmigiano grattugiato
20 g di nocciole tostate e tritate
10 cl di panna fresca (non montata)
il succo di mezzo limone
olio extravergine di oliva
sale, pepe

Tagliate i cespi di belga a metà longitudinalmente e lavateli sotto l’acqua corrente. Tamponateli con un canovaccio pulito e posizionateli all’interno di una padella antiaderente nella quale avrete fatto scaldare 2 cucchiai di olio. Aggiungete il succo di limone e poca acqua, quindi fate cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti, coperto, fino a quando saranno diventati teneri. Trascorso questo tempo scolateli bene e teneteli da parte.

Preriscaldate il forno a 180°, modalità ventilata. Imburrate una (o come nel mio caso due) pirofila ed adagiatevi all’interno la belga. Lavate la mela, detorsolatela e tagliatela a fettine sottili, che disporrete in maniera ordinata all’interno della teglia insieme alle fette di speck che avrete tagliato in due o tre parti. Regolate di sale e di pepe, versate la panna e spolverizzate con il parmigiano grattugiato e le nocciole tostate tritate grossolanamente. Fate cuocere nel forno a 180° per circa 20 minuti e poi sotto al grill per circa 5 minuti. Sfornate e servite subito.

[ricetta ispirata a quella contenuta nel mensile Saveurs - n.187 Novembre 2011]

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13 ottobre 2011

Pancakes alle mele

Pancakes alle mele

Di ricette di pancakes in questo blog ne esiste una sola ed è quella alla ricotta. E non è un caso. Nel tempo infatti ne ho provate diverse, ma mai nessuna mi ha permesso di ottenere frittelle soffici, cicciottelle e dal sapore di uovo non troppo marcato come quelle. Questo è pur sempre il mio parere personale eh, fatto sta che comunque a casa i pancakes alla ricotta sono sempre i più richiesti, chissà perché mi chiedo.

Per fortuna però esistono sempre le eccezioni a confermare le regole, no? Il fatto è che una domenica mattina nella quale ero particolarmente ben predisposta, appena sveglia, sono balzata in cucina e mentre cercavo qualcosa per fare colazione (di norma nel week end vado di pane a fette integrale con i semi, un velo di burro e marmellata home made), mi si è accesa la classica lampadina ed ho pensato che fosse giunto il momento di fare proprio i pancakes, ma in una versione decisamente molto più autunnale (è o non è dopo tutto la mia stagione preferita?). Per farla breve, ecco che il formaggio è sparito dall’impasto e al suo posto compaiono delle favolose mele golden grattugiate, insaporite da una punta di cannella.

Una variante che ho apprezzato per la sua leggerezza, per la scarsa quantità di uova e per il piacevole gusto aromatico della mela. Servite queste frittelle rigorosamente calde, accompagnate con il tradizionale sciroppo d’acero, oppure con dell’ottimo miele italiano, e yogurt greco che, con la sua nota acidula, andrà a rendere più equilibrato l’intero piatto.

Pancakes alle mele

Ingredienti per 4 persone:
190 g di farina 00
250 ml di latte intero
1 uovo
2 cucchiai di zucchero semolato
2 mele golden grattugiate
cannella a piacere
1 cucchiaino e ¼ di lievito in polvere
1 pizzico di sale

inoltre:
burro fuso per spennellare

per servire:
sciroppo d’acero o miele
yogurt greco

Preriscaldate il forno a 120°. In una ciotola capiente setacciate la farina insieme al lievito e al sale, aggiungete quindi i 2 cucchiai di zucchero e la cannella. In una seconda terrina sbattete (non montate) il tuorlo (conservando l’albume) insieme al latte fino a quando saranno amalgamati. Formate una fontana nella ciotola contenente la farina e versatevi all’interno il composto con il tuorlo mescolando con una spatola quel tanto che basta ad ottenere un composto omogeneo. Incorporate le mele grattugiate sempre mescolando con cura. In un contenitore montate l’albume a neve ferma con lo sbattitore elettrico, incorporatelo delicatamente ed in più riprese con movimenti dall’alto verso il basso alla pastella senza mescolare troppo.

Scaldate una padella antiaderente grande a fuoco medio e spennellatela con un po’ di burro fuso. Ora versate un mestolo scarso di pastella nella padella creando delle frittelle circolari del diametro di circa 8-10 cm (io ne ho cotte 3 per volta). Fate cuocere per circa 2 minuti o comunque fino a quando noterete che sulla superficie dei pancakes compariranno delle bollicine. Girateli e cuocete per un altro minuto circa, quindi trasferiteli in un piatto che metterete in forno per tenerli al caldo (facendo attenzione a non farli brunire troppo) mentre continuate con la cottura dei restanti. Procedete in questo modo fino ad esaurimento della pastella, avendo cura di spennellare di tanto in tanto la padella con il burro fuso. Servite i pancakes caldi insieme allo sciroppo d’acero (o miele) e yogurt greco.

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Ed ora permettetemi di spendere qualche parola su un’importante manifestazione che dal 14 al 23 ottobre si terrà nella favolosa cornice di Perugia: Eurochocolate 2011. Un evento nel quale si parlerà anche del Cioccolato ai tempi del web 2.0. Di cosa si tratta? In pratica ogni giorno (e qui cito direttamente il comunicato stampa ufficiale) “grazie al coordinamento della giornalista Francesca Martinengo, si alterneranno 12 Foodblogger italiane che seguiranno l’evento in diretta, interagendo con il Maestro Cioccolatiere Simone De Castro e con il pubblico dei golosi”.

Io farò parte di questo gruppo e nella giornata di sabato 15 ottobre preparerò una ricetta insieme al maitre chocolatier della quale al momento non voglio svelarvi nulla, giusto per mantenere un po’ di suspence ;) L’unica cosa che posso confidarvi è che il dolce in questione rispecchierà il mio blog e a quello che traspare dal mio profilo. Vi ho incuriositi? Ovviamente seguirà un accurato resoconto, preparatevi perché conto di tornare con tante foto, video (grazie a Kodak, sponsor dell’evento), trucchi e consigli per realizzare quella stessa ricetta anche a casa. Buon fine settimana!

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