lunedì 24 ottobre 2011

Torta della Perpetua

Torta della perpetua

Sono venuta a sapere dell’esistenza di questa torta grazie ad un tweet. Sì, un tweet di Luca Balbiano, produttore di vini della provincia di Torino, che ho conosciuto ad una degustazione di vini chiamata Grignolino1, nel quale tesseva le lodi di un dolce preparato da sua madre: la Torta della Perpetua. Inutile dirvi che non appena ho letto il nome di questo dolce sono rimasta folgorata, mi ispirava qualcosa di antico e con una salda tradizione alle spalle. Non ho resistito (la mia curiosità in questo genere di cose è proverbiale) ed ho chiesto a Luca di cosa si trattasse; lui è stato talmente gentile da farmi avere non solo la storia, ma anche la ricetta di questa torta, scritta nientemeno dalle mani della madre Daniela.

Io ovviamente non appena ne ho avuto il tempo l’ho preparata, seguendo le indicazioni che mi sono state date. E così ho preso fuori dalla dispensa in maniera meticolosa gli ingredienti che mi sarebbero serviti, aperto la finestra e impastato la pasta frolla, proprio come un tempo faceva la signora Desolina, perpetua (da qui il nome del dolce) del Parroco di un piccolo paese emiliano.

Devo dire che ne è uscito un dolce il cui profumo delicato, di torta di una volta, mi ha conquistata. Per non parlare del ripieno, molto soffice, dal gusto di mandorla, con una leggera quanto soave nota di rum. Già al primo assaggio ho pensato che Luca aveva davvero ragione, questa torta della Perpetua è qualcosa di speciale. A dimostrazione di ciò vi dico, con un filo di vergogna, che ho fatto il tris (e non sono stata la sola eh).

Ecco la storia di questo dolce, raccontataci direttamente da Daniela:

Perpetua1

E questa è la ricetta che ho riscritto aggiungendo le mie solite annotazioni:

Torta della Perpetua

Ingredienti per uno stampo da 28 cm di diametro:
per la pasta frolla:
300 g di farina
200 g di burro
100 g di zucchero semolato
1 tuorlo

per il ripieno:
200 g di zucchero semolato
300 g di mandorle
1 albume
4 tuorli + 4 albumi
1 cucchiaio di rum (o cognac)

Preparate la pasta frolla secondo il metodo che preferite. Per chi come me ha la planetaria: lavorate con il gancio a k il burro freddo tagliato a tocchetti con lo zucchero a velo fino a quando si sarà ben amalgamato. Sempre tenendo l’apparecchio in funzione, aggiungete il tuorlo (conservando l’albume che vi servirà per il ripieno), fatelo incorporare e unite per ultima la farina setacciata. Amalgamate il tutto fino ad ottenere una pasta liscia, se necessario lavoratela brevemente a mano. Avvolgete la pasta nella pellicola alimentare e lasciate riposare in frigorifero per mezzora.

Per il ripieno: fate tostare le mandorle in una padella antiaderente senza grassi, fatele raffreddare completamente quindi frullatele finemente nel mixer fino ad ottenere una farina (fatelo in più volte per evitare che il tutto si surriscaldi ed eventualmente aiutatevi aggiungendo un cucchiaio di zucchero semolato che preleverete dal totale). In una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero semolato, quindi unite le mandorle tritate ed aggiungete il rum. Montate a neve ferma gli albumi ed incorporateli al composto mescolando con una spatola.

Prelevate la pasta frolla da frigorifero e tagliatela in due parti, una delle quali dovrà essere un po’ più grande dell’altra. Su di una spianatoia stendete la parte di pasta frolla più grande (rimettete la restante in frigorifero nel frattempo così resterà alla giusta temperatura) in un cerchio che sia un po’ più grande di 28 cm di diametro (considerate che dovrà anche ricoprire i bordi), disponetela all’interno di uno stampo da crostata da 28 cm di diametro ed eliminate l’eventuale eccesso che potrebbe uscire dai bordi passandoci sopra con il mattarello. Bucherellate la base con una forchetta e versatevi all’interno il ripieno. Stendete la seconda metà della frolla rimanente in un cerchio del diametro della teglia e ponetelo sul ripieno in modo da coprirlo. Premete bene con le mani lungo i bordi in modo da saldare i due lembi di pasta. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 45 minuti. Sfornate e fate raffreddare. Completate spolverizzando il tutto con dello zucchero a velo.

Torta della perpetua

Un grande grazie va a Daniela che con grande generosità ha scelto di condividere storia e ricetta con me (e con tutti voi) e a Luca che me l’ha fatta scoprire.

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66 comments

1 arabafelice 24 ottobre 2011 alle 06:44

Che bella questa torta dal sapore antico!

2 I manicaretti di Annarè 24 ottobre 2011 alle 07:06

Che bella questa torta,nemmeno io l’ho mai sentita,però ha un gran bell’aspetto…Bravissima :)Anna

3 Luca 24 ottobre 2011 alle 07:10

E’ un piacere soddisfare golose curiosità come queste :)
Grazie per il post!

Un abbraccio,

Luca

4 Carolina 24 ottobre 2011 alle 07:15

Bellissimo post, Sara. La storia della torta della signora Desolina è carinissima. Brava come sempre! :)
Un abbraccio e buona settimana!

5 Raffy 24 ottobre 2011 alle 07:18

splendida, delicatissima… chissà che bontà!

6 Melagranata 24 ottobre 2011 alle 07:34

Hai saputo ridar vita al profumo e al fascino di una torta antica, ma anche alla Signora Desolina, con la sua quieta, meticolosa laboriosità. La ricetta della pasta frolla ha le dosi di quella della mia nonna, il ripieno è una delizia!
Buona settimana
Patrizia

7 marina 24 ottobre 2011 alle 07:56

Bellissima storia,buonissima la torta!
Marina

8 breakfast at lizzy's 24 ottobre 2011 alle 08:23

che eleganza questa torta! mi viene in mente un’immagine (in realtà non molto italiana) di donne ottocentesche che prendono il thé :)

9 24 ottobre 2011 alle 08:39

Che bella torta da credenza!
Complimenti! Ma senti i tuorli vanno montati o solo sbattuti? La farò questo fine settimana.
Grazie…. come sempre.
Un saluto dalle Dolomiti…. sta per arrivare la neve! Ciao

10 Serena 24 ottobre 2011 alle 08:46

Che bel racconto…adoro la tradizione e questa torta dal profumo antico mi ha conquistata appena l’ho vista, anzi appena ho letto il nome del dolce…Grazie a te, a Luca e alla mitica Desolina (che nome simpatico per una perpetua, eheh) per averci donato questo dolce inizio settimana…

11 elena 24 ottobre 2011 alle 09:41

La tua descrizione mi ha fatto venire di provarla e per restare in tema la preparerò anche per il prossimo banco torte della parrocchia :)

12 risomandorlino 24 ottobre 2011 alle 09:55

Le ricette antiche e con una storia, come questa, sono le più belle…portano con se un fascino incredibile!! Grazie per averla cndivisa con noi, me la segno e la preparo subito!! Buona settimana;)) Lys

13 Nero di Seppia 24 ottobre 2011 alle 10:33

Grazie per avere condiviso questo profumatissimo segreto. A buon rendere ;)

14 Marina 24 ottobre 2011 alle 10:46

Quando dietro un dolce ci sono dei ricordi per me quel dolce è il più buono del mondo :)

15 Dario 24 ottobre 2011 alle 10:57

….ed anche questa la devo fare, semplice e buona!!!! Ho fatto la crostata, po ti dirò dopo che l’avrò elargita ai colleghi, ti dico solo che la ganache al cioccolato avanazata dalla preeparazione l’ho dovuta far sparire per non versarmela direttamente in bocca!!! Buona giornata carissima, le tue ricette non fanno mai cilecca!!!

16 LILLY 24 ottobre 2011 alle 11:43

…quello scrigno di frolla sembra racchiudere profumi e sapori delicati e, allo stesso tempo, sublimi…grazie per questa magia…

17 Serena 24 ottobre 2011 alle 11:58

Sì, questa torta sa decisamente di antico, di robusto e di genuina semplicità. Ho letto con simpatia dell’uso della Petronilla per la cottura, nella ricetta originale, perché è un oggetto che mi ha sempre incuriosito, ma sono contenta che ci hai dato la versione al forno, perché non posso comprare anche quella!

18 Mary 24 ottobre 2011 alle 13:02

Una torta che sa di antico, di nonne e di casa…la vedrei benissimo anche dopo un pranzo domenicale, magari accompagnata con della crema inglese:))!davvero complimenti!ciao, M.Lisa

19 cleareIlpomodorosso 24 ottobre 2011 alle 13:33

una torta buona, bella, con una storia dietro..beh è il massimo!!

20 lella 24 ottobre 2011 alle 16:31

Ciao!!!Volevo rifare questa torta,ma ho un dubbio :ci vuole sia nella frolla che nel ripieno zucchero semolato o zucchero a velo????grazie

21 Francesca 24 ottobre 2011 alle 16:32

si vede dall’aspetto che è buonissima!!! grazie per la ricetta! :-)

22 Rossana 24 ottobre 2011 alle 17:32

Aprire la finestra per “rispetto” della frolla (o chiuderla se si tratta di lievtati), pesare gli ingredienti, preparare la teglia…
Rituali che hanno il fremito dell’attesa,
il piacere sta nella preparazione, prima che nell’assaggio.
Desolina rivivrà nei pensieri di chi l’assaporerà, grazie per aver condiviso questa ricetta ;D
I sapori che raccontano una storia scaldano il cuore!

PS Bravissima SARA, l’uniforme colore dorato (sia della frolla che del delicato ripieno) sottolinea la tua maestria!

23 Le ricette dell'Amore Vero 24 ottobre 2011 alle 19:11

delicatissima torta golosa e stupende foto, complimenti! un bacio :)

24 Sara@fiordifrolla 24 ottobre 2011 alle 20:08

@ arabafelice: io ne sono rimasta conquistata, credo la riproporrò molto spesso per le cene con gli amici ;)

@ I manicaretti di Annaré: e posso garantirti che anche di gusto merita davvero tanto ;)

@ Luca: grazie a te ed alla tua mamma, spero di aver reso il giusto onore a questa strepitosa torta e alla signora Desolina che la preparava con tanta dedizione :) Un abbraccio.

@ Carolina: ecco svelato il perché del nome così curioso di questo dolce! ;) Sono felice che il post ti sia piaciuto :)
Un bacione

@ Raffy: ecco delicata è proprio il termine giusto, almeno questa è l’impressione che ho avuto all’assaggio ;)

25 Sara@fiordifrolla 24 ottobre 2011 alle 20:14

@ Melagranata: speriamo che la signora Desolina che ci guarda da lassù abbia approvato ;) La pasta frolla è davvero friabilissima e il ripieno profumato e morbido, sa di mandorla e zucchero, è qualcosa di spettacolare secondo me :)
Buona settimana anche a te :)

@ Marina: grazie :)

@ breakfast at lizzy’s: in realtà non so perché è venuto in mente anche me lo stesso pensiero, ce lo vedo proprio bene come dolce da té ecco. Ma non un té qualunque, no, uno da prendere con la dovuta lentezza, con miscele raffinate da prendere insieme a tante buone amiche :)

@ Là: i tuorli li ho lavorati fino a farli diventare bianchi, ma non eccessivamente spumosi :) Spero ti piacerà, fammi sapere! Un caro saluto a te, non sai che invidia mi fa sapere che presto lì arriverà la neve. Baci

@ Serena: ha avuto lo stesso effetto anche su di me, mi è bastato leggere il suo nome per restarne folgorata! Grazie a te anche a nome di Luca :)

26 Sara@fiordifrolla 24 ottobre 2011 alle 20:19

@ Elena: beh direi che in quel contesto sarà ancora più apprezzata! :D

@ risomandorlino: mi trovi molto d’accordo con quello che dici, infatti pubblico sempre volentieri queste ricette che hanno una storia interessante di vita vissuta alle spalle :) Buona settimana anche a te, a presto.

@ Nero di Seppia: e aggiungerei grazie alla mamma di Luca che è stata così generosa da volerla condividere con noi!

@ Marina: idem per me ;)

@ Dario: mamma mia Dario ho visto le foto della torta frolla al limone, è qualcosa di spettacolare, ti è venuta davvero bene! Come ti ho scritto su fb la ganache al Sao Thomé ti è venuta particolarmente lucida, non posso che rinnovarti i miei complimenti anche qui. Mi sa che sei tu un mito! Buona serata, un abbraccio.

27 Sara@fiordifrolla 24 ottobre 2011 alle 20:23

@ Lilly: devo dire che l’impressione che questa torta ti ha dato corrisponde a quella che ho avuto io assaggiandola, io la trovo strepitosa :)
Un bacio

@ Serena: nemmeno io ho la Petronilla, come vedi viene bene anche in forno! ;)

@ Mary: io sconsiglierei la crema inglese, perché andrebbe a coprire la delicatezza di questo dolce. Temo andrebbe persa ecco. Piuttosto la accompagnerei con una buona tazza di té, di quello pregiato :)

@ CleareIlPomodorosso: beh grazie!

@ Lella: le dosi sono quelle che ho indicato chiaramente nella ricetta, quindi lo zucchero va sia nella pasta frolla che nel ripieno :)

28 Sara@fiordifrolla 24 ottobre 2011 alle 20:25

@ Francesca: grazie a te per averla apprezzata :)

@ Rossana: sono parole bellissime le tue Ross, è sempre bello leggerti! Quando l’ho preparata ti ho pensata, perché in questo dolce sono previste le mandorle e so che tu hai una passione per loro :) Un abbraccio.

@ Le ricette dell’Amore Vero: grazie!

29 Ilaria 24 ottobre 2011 alle 21:51

Le torte tramandate sono da sempre quelle più semplici e gustose. Basta guardare le tue bellissime foto per capire quanto sia buona questa torta. Ti credo proprio quando dici che hai fatto il tris… mica potevi fermarti al primo assaggio?!! Per valutare una torta ci vogliono almeno tre saggi da zone diverse… :-)

30 Gabriella 24 ottobre 2011 alle 23:14

Meravigliosa questa torta e altrettanto meravigliosa è la storia che porta con sé. Ho delle mandorle del paese d’origine di mia madre, della campagna dei suoi nonni e appena ho letto la storia di questa ricetta ho sentito che il giusto modo per onorare queste mandorle sia quello di usarle per una ricetta che ne condivida in qualche modo la lunga tradizione.
Ti chiedo solo una precisazione: le mandorle devono essere pelate?
Grazie mille,
Gabriella.

31 mari 24 ottobre 2011 alle 23:54

Ma la tua esecuzione è … perfetta! Sembra un quadro! Davvero sono ammirata, la pasta non ha fatto una sola singola bollicina! Come hai fatto? Io la provo, poi, in separata sede, ti mando la foto del vulcano esploso :)

32 vagabionda 25 ottobre 2011 alle 08:58

la voglio provare anche io. Mi ricorda le colazioni della domenica, preparate con la mamma e la nonna tra i fornelli la sera prima.
La tua esecuzione è magnifica, è come se si potesse sentire il profumo…
Considerazione del tutto OT – visto che se un cibo è buono va provato senza rimorsi – mi sembra che non sia nemmeno troppo “pesante”, dato che ho il marito a dieta…

33 Le Rocher 25 ottobre 2011 alle 11:06

Ma che buona deve essere, vogliamo provarla.

34 Tuki 25 ottobre 2011 alle 20:01

I dolci più buoni e a me cari sono proprio quelli tramandati di generazione in generazione e quindi salvati dall’oblio.. hanno un non so che di commovente, nella loro estrema semplicità. La metto subito in lista, questa va assolutamente provata!

35 Sara@fiordifrolla 25 ottobre 2011 alle 20:11

@ Ilaria: ahahah, esatto, sai com’è al primo assaggio non hai capito ancora bene, al secondo un po di più, ma è solo il terzo quello che ti permette di farti un’idea del dolce ;)

@ Gabriella: si possono utilizzare anche quelle con la buccia, anzi il risultato è senza dubbio migliore, prima però andranno sbollentate in acqua e poi pelate :)

@ Mari: l’ho preparata con la giusta lentezza, i giusti tempi di riposo, immaginando di essere la signora Desolina. Che sial il trucco? ;)

@ Vagabionda: direi che questa torta evoca in te bellissimi ricordi e la cosa mi fa molto piacere. No, non è troppo pesante nemmeno secondo me, non è troppo dolce ed è proprio per questo che secondo me si riesce a fare anche il tris :)

@ Le Rocher: bene!

@ Tuki: condivido sai. I dolci e più in generale le ricette con una storia nella quale contestualizzarli hanno sempre un valore aggiunto in più quello dei ricordi. O dell’immaginazione, per chi quella storia non l’ha vissuta direttamente ma ci si può immedesimare :) Sono felice di sapere che finirà nella tua lista delle ricette da provare :)

36 manuela e silvia 25 ottobre 2011 alle 21:36

Ciao, ma questa torta è davvero una meraviglia! Dla gusto leggero e delicato, non pretenziosa e perfettà così com’è per fare la sua degna figura! si adatta a qualsiasi momento della gironata: dalla colazione al dolcino fino pasto!
Una riceta che ci ha davvero colpito ed incuriositi per il suo nome!
baci baci

37 Mauro Visentini 26 ottobre 2011 alle 00:51

spero ci sia ancora qualcuno che si ricorda il settimanale “La Domenica del Corriere”. questa favolosa torta mi ha riportato per molti motivi a quell’epoca, in cui bambino, mia madre aspettava la domenica per ritagliare le ricette della PETRONILLA, così appunto lo pseudonimo del redattore/trice che compilava l’articoletto.
Ricordo, oggi con un sorriso, una ricetta che per venire incontro alla stentata economia dell’im-mediato dopoguerra, diceva: se vi sono rimasti alcuni cucchiai di riso lessato, unitevi 3 uova, zucchero, burro e poca farina…. senza valutare che la spesa delle aggiunte rendeva grandemente sproporzionato il risparmio sul riso riutilizzato

Gentile signora Sara, vorrebbe trasmettermi un numero di fax al quale lei possa ricevere copia di alcune cose scritte di pugno dalla mia nonna, la favolosa Sig.ra Maria, cuoca sublime, di cui si sono fortunosamente conservate poche pagine.
A presto risentirla,

38 germana 26 ottobre 2011 alle 11:20

Grazie Sara per le tue bellissime ed originali ricette.
Grazie anche a Desolina che da lassù sicuramente ha visto ed apprezzato.
Baci

39 Erika 26 ottobre 2011 alle 12:48

Meraviglia delle meraviglie! Io quando vedo queste torte così autentiche mi sciolgo! Ora ho capito perchè non hai saputo resistere.. neanche io ci sarei riuscita!
A presto
Erika

40 Sara@fiordifrolla 26 ottobre 2011 alle 22:14

@ manuela e silvia: è vero, è perfetta per ogni momento della giornata :)

@ Mauro Visentini: io purtroppo non me lo ricordo questo settimanale, temo di essere troppo giovane. Purtroppo non ho un fax da darle, ho sempre la mia mail, sto pensando a come si potrebbe fare per riuscire ad avere quelle cose di cui parla. L’unico sistema sarebbe una scansione, temo. Grazie per i suoi preziosi commenti che aggiungono sempre qualcosa in più a questo post. A presto!

@ Germana: grazie a te Germana :)

@ Erika: davvero impossibile resistere, concordo!

41 titty 27 ottobre 2011 alle 18:28

Non sono mai perfette le mmie torte, perchè?????? uff! copio la ricetta ovviamente e ti farò sapere ; )

42 Gabriella 27 ottobre 2011 alle 22:49

Grazie mille per la risposta, però volevo chiederti un ulteriore chiarimento (mi sa che sono un po’ lenta :D): tu dici che si possono usare anche le mandorle con la buccia e che anzi il risultato è migliore ma prima vanno sbollentate in acqua e poi pelate… Quindi, in sostanza, alla fine sono sempre senza la buccia, no? Qual è la differenza rispetto a quelle che hai usato tu?
Grazie ancora.
Gabriella.

43 monica 28 ottobre 2011 alle 11:54

waw, grazie a Luca Daniela e te che l’hai postata oggi la cucino per il mio papà. GRazie!

44 Elvy 30 ottobre 2011 alle 19:59

Ciao! Oggi ho preparato la Perpetua…ho fatto un figurone con i miei amici (grazie!). Sono rimasta colpita dalla semplicità di ingredienti e passaggi che rendono questo dolce un capolavoro di sapori. Un dolce d’altri tempi così originale. Ah dimenticavo, ho sostituito la farina bianca con quella integrale, merita. Grazie ancora!

45 Sara@fiordifrolla 31 ottobre 2011 alle 17:17

@ titty: dai che sono curiosa!

@ Gabriella: le mandorle con la buccia sono a mio avviso qualitativamente migliori rispetto a quelle già pelate che si trovano normalmente in commercio :)

@ Monica: spero tuo padre gradirà!

@ Elvy: bene, sono proprio contenta che sia stata apprezzata, grazie a te :)

46 Miki 31 ottobre 2011 alle 19:12

Carissima,ti seguo sempre silenziosamente ma con piacere!Questa torta mi ha affascinata molto:l’ho appena infornata..poi ti sapro’ dire come e’ venuta!

47 Concetta Pollice 31 ottobre 2011 alle 23:48

Sara, che meraviglia! mi fai pensare alla cucina domenicale della mia mamma (da Molfetta)e della nonna Alice (da Milano, anzi, Porta Genova)che in fin dei conti avevano lo stesso delizioso profumo. Grazie proverò questa torta anch’io di domenica, ça va sans dire.

48 Sara@fiordifrolla 1 novembre 2011 alle 20:11

@ Miki: piacere di conoscerti, non sai quanto mi faccia piacere il fatto che tu abbia deciso di palesarti! :) Sono curiosa dell’esito, fammi sapere :)

@ Concetta Pollice: grazie a te, leggo sempre con piacere i vostri ricordi che accompagnano le ricette che pubblico ;) Buona serata!

49 Miki 2 novembre 2011 alle 19:42

Carissima la torta era buonissima il primo giorno e deliziosa il giorno dopo! La consiglio vivamente a tutti!!Un caro saluto..e stai certa che non ti mollo!!

50 Sara@fiordifrolla 2 novembre 2011 alle 21:37

@ Miki: eccoti, ero curiosa di sapere come fosse andata! Sono felicissima che ti sia piaciuta, non so dire come fosse il giorno dopo perché non ci è arrivata ;) A presto allora!

51 Gabriella 2 novembre 2011 alle 22:04

Finalmente ho capito! Sì, naturalmente quelle che prevedo di usare sono con la buccia (anzi hanno la buccia dura esterna e mia madre sarà costretta a sbucciarle per me, perché io rischio sempre di rimetterci qualche dito). Poi le sbollenterò e le pelerò.
Grazie mille per la disponibilità.
Gabriella.

52 Nicole 5 gennaio 2012 alle 15:28

che meraviglia questa torta! Metto subito sulla lista della spesa le mandorle!

53 Gabriella 8 gennaio 2012 alle 10:51

Finalmente ho trovato l’occasione giusta per prepararla e, naturalmente, non posso che darti ragione: è buonissima e soprattutto estremamente delicata. A me e ai miei amici è piaciuta moltissimo.
Grazie mille.
Gabriella.

54 Sara@fiordifrolla 9 gennaio 2012 alle 19:03

@ Nicole: bene, fammi sapere se la provi!

@ Gabriella: sono molto contenta che ti sia piaciuta, è proprio vero è un dolce molto raffinato nel gusto :) Grazie mille a te, buona serata.

55 Silvia 21 gennaio 2012 alle 23:45

Davvero buonissima, ho sbirciato la ricetta stamane e non ho saputo resistere… l’ho fatta stasera e sono davvero senza parole, è veramente deliziosa e delicata. Ed è stata apprezzata da tutta la famiglia!
Grazie di cuore per aver condiviso questa ricetta :D

56 Sara@fiordifrolla 27 gennaio 2012 alle 17:33

@ Silvia: benissimo, sono molto contenta che sia stata apprezzata da tutti! Grazie a te per avermelo fatto sapere :)

57 Vanessa 15 marzo 2012 alle 22:08

Ciao! Seguo il tuo blog da tanto e provo molte delle tue ricette. Ho preparato questo dolce e i tuoi canestrelli per il compleanno della mia mamma… Un successone! Complimenti

58 Sara@fiordifrolla 15 marzo 2012 alle 22:24

@ Vanessa: benvenuta! Wow grande, mi fa molto piacere che entrambe le ricette siano state apprezzate, grazie mille per avermelo fatto sapere!

59 carlo 10 giugno 2012 alle 17:16

vero, soffice la torta, ma i sapori delle mandorle e del rum, deve dire, a mio palato, non molto percettibili. Nell’insieme il sapore resta un pochino piatto.

60 Sara@fiordifrolla 11 giugno 2012 alle 20:36

@ carlo: forse dipende dalla qualità delle mandorle che hai utilizzato? Ti posso garantire che con quelle che ho utilizzato io, che provengono dalla Sicilia e in guscio, il loro sapore si sentiva invece molto distintamente :)

61 Francesco 31 luglio 2012 alle 13:23

Premesso che questa torta è squisita, dopo averla realizzata diverse volte ho apportato due piccole modifica al ripieno:
1 – ho sostituito il rum, non avendolo in casa, con un cucchiaio di Laphroaig (Whiskey) che ha dato lo stesso il suo contributo, il sapore secco e torbato non stona con gli altri sapori del ripieno
2 – avendo qualche albero da frutto di albicocche bianche il cui nocciolo contiene una mandorla amara (che si usa anche per la preparazione degli amaretti), ne ho usati 50 gr da mettere nel ripieno (+250gr di mandorle, ovviamente) e il risultato è stato strepitoso!

62 Cherry 5 dicembre 2013 alle 08:17

Ciao Sara! Sono stata conquistata da questa meravigliosa torta cosìparticolare.. Vorrei sapere da te come risulta il ripieno al palato, è bello umido o un po’ asciutto come i classici dilci da inzuppo? Perchè vorrei servirla dopo cena e mi serve un dessert che non necessiri di salse o farciture.. Grazie mille cara e complimenti per il tuo blog e le meraviglie che fai! :)

63 Sara@fiordifrolla 5 dicembre 2013 alle 13:45

@ Cherry: è un dolce da credenza, quindi risulta abbastanza asciutto, ma leggero. Da quello che mi scrivi mi sento di dirti che forse non è quello che stai cercando. Grazie di cuore per i complimenti :)

64 silvia 8 dicembre 2013 alle 22:41

Ciao! Oggi ho realizzato questo dolce, ma ho avuto delle difficoltà con il ripieno. Ho montato i tuorli con lo zucchero e aggiunto, poi, le mandorle e mi è uscito un composto molto duro (mi sono scordata del cucchiaio di rum, non so se avrebbe cambiato le carte in tavola), e amalgamare,poi, gli albumi è stato ancor più difficile. Hai consigli da darmi??? Speriamo, comunque, che sia buona (non l’ho ancora assaggiata).
Grazie,
Silvia

65 Sara@fiordifrolla 9 dicembre 2013 alle 11:58

@ Silvia: ciao Silvia, ho rifatto più volte questo dolce e sono perfettamente certa che le dosi indicate siano giuste. Sicuramente aver omesso il rum può incididere, ma in minima parte, così come può dipendere dalla dimensione delle uova che hai utilizzato, anche se comunque io uso sempre quelle medie. Una volta amalgamati gli ingredienti del ripieno, quando aggiungi i 5 albumi montati il composto deve per forza risultare più morbido. Scrivo morbido perché, come puoi vedere dalla foto, non si tratta di una crema, ma di un ripieno dalla consistenza soffice, simile ad una torta :)

66 silvia 11 dicembre 2013 alle 19:36

Grazie del consiglio. Immaginavo non dovesse venire una crema, ma risultava come un impasto che, poi, si è ammorbidito con gli albumi come dici te, ma ho fatto un po’ di fatica per amalgamarli. Comunque il risultato è ottimo ugualmente, riproverò con il rum ;)

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