Val Venosta mon amour!

Il lago di Resia

Erano sì e no venti anni, forse venticinque, che aspettavo questo momento. Poi un’anima pia, ha capito l’importanza che aveva per me recarmi in Val Venosta, più precisamente al Lago di Resia, e si è offerta di portarmici per concludere la seconda parte delle nostre vacanze. Come ormai saprete, provo un amore viscerale nei confronti dell’Alto Adige, verso le sue maestose montagne, i verdi pascoli, i tetti aguzzi, ma non solo. Mi riferisco anche alla cultura, alle tradizioni culinarie (e non), ai manufatti locali, alle stazioni sciistiche ed a tantissimi altri aspetti che riguardano questa favolosa regione. Ma questa volta, se possibile, questo viaggio è stato ancora più magico e intimo. Ora vi spiego perché.

Ho trascorso tutta la mia infanzia tra le valli altoatesine, d’estate con i miei nonni paterni e d’inverno a sciare insieme a mio papà, il quale con tantissima pazienza mi ha insegnato sin da piccolina tutto quello che so sullo sci. E’ soprattutto a loro che devo l’amore per questa terra e per tutto ciò che la circonda, perché sono stati proprio loro a trasmettermela. Pensate che quando non ero in montagna invece di sfogliare i classici libri per bambini con le fiabe, io passavo le mie ore a fantasticare su di un piccolo volumetto relativo ai monti dell’Alto Adige. In particolare mi sono sempre soffermata ad ammirare questo:

Lago di Resia - Reschensee

Quello che vedete immortalato in foto è universalmente noto come il campanile di Curon Vecchio, o meglio, tutto quello che rimane di questo paese. Dico tutto ciò che resta perché nel 1949, in seguito alla realizzazione di una diga per la produzione di energia elettrica, l’intero paese con tanto di abitazioni storiche e persino la chiesa, fu fatto saltare e demolito con l’esplosivo per lasciare il posto ad un grande bacino artificiale, della grandezza di 677 ettari pensate, che poi oggi costituisce il Lago di Resia. Tutto quello che si è salvato è questa bellissima torre romanica. Si tratta di una storia triste perché questa operazione ha cancellato e distrutto in un solo colpo diversi paesi e con essi è andata perduta la loro tradizione millenaria. E gli abitanti? Furono messi in salvo preventivamente, ma furono espropriati delle proprie case senza nemmeno ricevere in cambio una degna ricompensa economica, che gli permettesse di rifarsi una vita in maniera adeguata. Le conseguenze le potete leggere voi stessi al termine di questo scritto che si trova in una teca posta di fronte al lago:

Lago di Resia - la storia

Ed ora invece vi racconto la mia di storia. Per me questo lago è da sempre un luogo magico, sin da bambina, come ho scritto qualche riga più su, ha sempre attirato la mia attenzione. L’immagine di questo campanile nel lago mi ha sempre toccato nel cuore e ad esso mi sento molto legata, non so dirvi perché. Ma non solo: da anni sostengo di esserci stata durante uno dei miei soggiorni, ma nessuno si ricorda di avermici portato, nonostante io sappia descrivere dove passa la strada e la presenza di una galleria. Mistero. L’unica cosa che so è che da tempo immemore desideravo vederlo, quindi ecco il motivo principale di questo viaggio in Val Venosta: il campanile nel lago di Resia. Immaginerete pertanto come mi sono sentita quando, appena sistemati i bagagli nel bed & breakfast che avevamo prescelto, il mio lui mi ha detto: “dai, andiamo”. Il che sottintendeva che la nostra prima meta sarebbe stata quella, il lago.

E così ci siamo incamminati in macchina attraverso tutta la valle, in direzione del Passo Resia, destinazione Curon Venosta. All’inizio ero calma e rilassata, poi a mano a mano che leggevo sul navigatore e sui cartelli l’approssimarsi al luogo prescelto, una certa emozione e impazienza hanno iniziato a farsi avanti. All’“ok ci siamo”, mi sono sciolta e non appena sono passata sotto alla galleria mi sono venuti i brividi. Uno spettacolo della natura si è aperto ai miei occhi ed io mi sono commossa. Il “mio” lago, finalmente, davanti a me.

Sul lago di Resia

Ma veniamo al resto del viaggio, prima che ci scappi nuovamente una lacrimuccia, e proseguiamo il racconto. Da lì il confine con l’Austria è davvero vicinissimo, l’ambiente circostante è caratterizzato quasi esclusivamente da verdissimi pascoli, ruscelli, boschi e piccoli abitati.

Ruscello

E qui voglio segnalarvi una piccola chicca, un maso che si trova a 1660 metri di altitudine, nel quale abbiamo consumato un piccolo pasto, prima di rimetterci in cammino verso altre destinazioni:

Tendershof di Andreas Prantl
Via Paese vecchio, 31
Loc. Resia – Curon Venosta (Bz)
Tel. 0473/632011

Ecco cosa abbiamo mangiato:

Tagliere di speck e formaggi tipici
Schneemilch
Un bicchiere di Schiava

il classico tagliere di speck e formaggi misti (di produzione del maso), prosciutto cotto caldo fatto in casa e il tradizionale “Schneemilch”, un dessert povero a base di pane, panna montata, latte, uvetta e pinoli(il mio era particolarmente grazioso perché decorato con fiori freschi raccolti al momento in giardino). In realtà i dessert erano due, il secondo, che non ho fotografato, lo realizzerò io stessa in uno dei prossimi post ;) Il tutto accompagnato sempre da un buon bicchiere di Schiava, la nostra della cantina St. Michael – Eppan.

Da qui il consiglio è quello di recarvi a Resia paese e di fare 10 minuti di camminata nel bosco per vedere la sorgente (vera o presunta, non ho ancora ben capito) del fiume Adige:
Sorgente dell'Adige - Etschquelle

E questo è ciò che ho visto nel bosco durante la mia passeggiata:

Sorprese nel bosco
Sorprese nel bosco

Sempre nelle vicinanze (relative), si trova Glorenza, una pittoresca cittadina nella quale è possibile vedere ancora un tipico esempio di costruzioni medioevali: torri di guardia, mura di cinta e feritoie. Ma non solo ovviamente, nel piccolo centro ci sono alcuni negozi che vendono prodotti interessanti (un po’ da turisti, però vale la pena fare un giro…):

Glorenza - la torre
Glorenza - la torre

Insegna

Orsetti tirolesi ♥

In giro per negozi...

Glorenza - Abitazioni

Ritornando verso Silandro, la nostra base, non posso non mostrarvi il suo campanile, che pare sia uno dei più alti di tutto l’Alto Adige con i suoi 97 metri:

Silandro

Da qui non potevamo certo farci mancare una visita alla tenuta Juval, di proprietà del famoso alpinistaReinhold Messner, dove si trova anche un castello che però non siamo riusciti a visitare purtroppo, perché era chiuso. Quello che non ci siamo fatti mancare invece, è stato un bel pranzo (a base di arrosto di maiale servito con un canederlo al tovagliolo e lo strudel che vedete in foto più giù) presso il maso Schlosswirt Juval (via Juval, 2 – Castelbello – Bz – Tel. 0473/668056), sempre all’interno della medesima tenuta:

Schlosswirt Juval - insegna

Schlosswirt Juval - Interno

Strudel di mele con panna

Scendendo a valle (a piedi o con l’apposita navetta, al costo di 5,00 euro andata e ritorno per il tragitto completo dal parcheggio ai piedi del colle fino al maso) è possibile immergersi nelle coltivazioni tipiche del luogo:

Coltivazioni della tenuta Unterortl

come il sambuco nero, le pere Pala (una varietà di pera tipica locale) e la rosa canina. Naturalmente è seguita una visita alla tenuta Unterortl, nella quale si producono vini e alcuni tipi di distillati. Ecco la bottaia:

Tenuta Unterortl - bottaia

Tra tutti i vini assaggiati, mi hanno particolarmente impressionato il Riesling A. A. Val Venosta Doc 2008 e le due selezioni, Windbichel e Spielerei, oltre al Pinot Nero A. A. Val Venosta Doc 2007. Inoltre visto che la tenuta si trova proprio accanto all’ingresso per la Val Senales, non potevamo non fare un breve passaggio a curiosare. Si tratta di una vallata molto stretta, nella quale si può trovare una natura quasi selvaggia e salendo fino in cima è possibile prendere gli impianti che portano al ghiacciaio e alle piste da sci (eh sì si scia anche d’estate, ma fino alle 11.00 mi è stato detto). Ecco qualche scorcio:

Lago Senales

Cascata

Mucca al pascolo

Il viaggio è quasi concluso, ma non potevo non rendere omaggio ad una delle numerose fortezze che dall’alto dominano la valle. Questo è il castello di Castelbello, risalente al XIII secolo, impossibile non notarlo perché è a strapiombo sulla strada principale:

Castelbello - dettaglio castello

Castelbello - dettaglio castello

Castelbello - dettaglio castello

Infine, vorrei segnalarvi un altro ristorante presso il quale ho mangiato davvero bene:

Albergo Ristorante Weiss Kugel
via Mazia, 10
39025 Mazia (Bz)
Tel. 0473/842600

Purtroppo non ho foto da mostrarvi, ma sappiate che ho mangiato una zuppa di pane e uno spiedo di cervo e maiale con crauti e strigoli di patate davvero gustosi.

Veduta sul gruppo dell'Ortles

sara-querzola

Ciao sono Sara e questo è Fiordifrolla, un luogo in cui si intrecciano e trovano una collocazione alcune delle mie più grandi passioni: cucina, scrittura, fotografia, vino e viaggi. Questo blog è nato nel 2008 quasi per gioco, con gli anni è diventato il mio lavoro: ad oggi sviluppo ricette (e video), le cucino e le fotografo per numerosi ed importanti editori, riviste e agenzie.

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58 commenti su “Val Venosta mon amour!

  1. Anch’io ho fatto la tua stessa vacanza qualche hanno fa, e mi sono ripromessa di tornare presto in Val Venosta, stupenda! Ero di base a Silandro in un maso, e poi ho girato nei dintorni, Castelbello, il lago di Resia, le malghe sperdute in mezzo ai monti… uno spettacolo! Ho visto anche la fabbrica della Forst! :))

  2. Cara Sara, con le tue emozioni e l’amore che traspaiono da questi magnifici paesaggi, potresti far innamorare chiunque. Grazie per il viaggio!

  3. @ Pip: spettacolare vero? Sì andando in Val Venosta si passa da Forst, una frazione di Merano, che è il paesino che ha dato il nome alla birra omonima. Il birrificio non l’ho visitato, ma lo stabilimento è molto caratteristico :)

    @ Edda: grazie a te per le tue parole Edda. Quello che ho scritto, l’ho scritto con il cuore :)

  4. il mio cuore l’ho lasciato in val venosta dove puntuale puntuale ritorno tutti gli anni………da ben 18 anni. la carica che quel posto mi da non ha uguali. adoro tutto …la cucina , i posti che ormai ho gia’ visitato in lungo ed in largo le camminate e tutto il paesaggio

    • @ Nadia: io sono una vera patita dell’Alto Adige e la Val Venosta è una delle valli che preferisco. Sì, è proprio il Lago di Resia, il mio lago del cuore. Ho sempre avuto una forma di attrazione per questi specchi d’acqua e, no, non sono affatto tutti uguali, ognuno trasmette sensazioni diverse, si trova in un paesaggio differente e risulta magico a suo modo :)

  5. dalla foto che hai messo con illago e la panchina ho riconosciuto il lago di resia……..eppure dicono che tutti i laghi sono uguali…

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