mercoledì 3 febbraio 2010

Zuppa di roveja alla paprica & cumino

Zuppa di roveia
Non vorrei affatto che pensaste che questo blog aspiri a diventare una bella mostra di prodotti di nicchia e totalmente introvabili, tutt’altro. Se talvolta parlo di prodotti un po’ particolari e semi-sconosciuti è perché spero che possano interessarvi e che siano uno spunto per aumentare non solo le nostre conoscenze (io imparo con voi, ovviamente), ma anche un po’ la gamma degli ingredienti che di solito utilizziamo per i nostri piatti, un modo come un altro per ampliare i nostri orizzonti culinari insomma. C’è anche da dire che chi mi sta intorno ormai sa che mi fa più piacere ricevere, chessò, una spezia ricercata piuttosto che un vestito nuovo per dire e quindi mi capita di frequente di ricevere in dono curiosità gastronomiche provenienti da ogni dove.
Tutto questo per dirvi che a Natale una mia cara amica mi ha regalato un bellissimo cesto colmo, tra le varie cose, di legumi e cereali provenienti dall’Umbria e, tra molti nomi noti, mi sono ritrovata faccia a faccia con la roveja, fino a quel momento a me totalmente sconociuta. Si tratta di una varietà di piselli selvatica che cresce e viene prodotta a quote elevate prevalentemente lungo la dorsale dei monti Sibillini, già nota anche ai tempi dei Greci e dei Romani. Presenta semi di diversi colori che virano dal verde scuro, al marrone, al grigio ed ha un altissimo valore nutritivo perché ricchissima di proteine, carboidrati, fosforo, potassio (se consumata secca) mentre è povera di grassi. Purtroppo la sua coltivazione è stata da tempo quasi del tutto abbandonata in favore di altri tipi di legumi ben più redditizi, che richiedono un minor tempo di raccolta e possono essere falciati anche attraverso macchinari meccanici, cosa che per la roveja non può avvenire, visto che deve essere falciata a mano a causa della lunghezza degli steli della pianta. La roveja o pisello dei campi di Civita di Cascia (Pg) attualmente è un presidio Slow Food. [fonte: Taccuini Storici - Presidi Slow Food]
Questo legume un po’ dimenticato, dal sapore che ricorda alla lontana quello delle fave, è perfetto per preparare zuppe e minestre o per arricchire secondi corposi di carne, come gli spezzatini ad esempio. Io ci ho fatto proprio una zuppa, di quelle piuttosto classiche con cipolla tritata e carota volutamente lasciata a tocchetti grossolani, alla quale ho dato un po’ di carattere con il tocco speziato della papricadolce e dei semi di cumino. A fine cottura ho aggiunto un paio di manciate di spinacini freschi e devo dire che ho ottenuto una zuppa nutriente, saporita e davvero piacevole al palato. Naturalmente per chi non riuscisse a reperire questo legume selvatico è possibile replicare questa ricetta sostituendo laroveja con delle lenticchie o dei ceci secchi, adattando di conseguenza il tempo di cottura.

Zuppa di roveja alla paprica e cumino

Ingredienti per 2-3 persone:
250 g di roveja (sostituibile con la stessa quantità di lenticchie o ceci secchi)
1 cipolla media
1 carota grande
2 cucchiaini di paprica dolce
1/4 di cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
800 ml circa di brodo vegetale caldo
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
2 manciate di spinaci baby
sale, pepe
Procedimento:
Mettete la roveja in ammollo in acqua fredda all’interno di una ciotola per circa 12 ore. Trascorso questo tempo scolatela e sciacquatela più volte sotto l’acqua corrente. Mondate la cipolla e tritatela finemente con un coltello, pulite la carota e riducetela a rondelle abbastanza spesse che poi dividerete a metà. In una capiente casseruola fate scaldare l’olio extravergine di oliva, unitevi la cipolla e fatela appassire mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Aggiungete le carote e fatele insaporire, quindi unite al soffritto la paprica, il cumino e il concentrato di pomodoro, diluendo il tutto con poco brodo vegetale caldo. Fate cuocere per qualche minuto, aggiungete la roveja ben scolata e circa 600-700 ml di brodo vegetale caldo. Portate a bollore, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per circa un’ora e mezza coperto, o comunque fino a quando noterete che la roveja è cotta (il tempo indicato è quello che ci ho messo io, ma vi consiglio di verificare ogni tanto il grado di cottura). Se notate che la zuppa tende ad asciugarsi troppo aggiungete altro brodo vegetale caldo. Quando sarà pronta spegnete il fuoco ed unite due manciate di spinacini baby già puliti e spezzati al momento con le mani, mescolate fino a quando diventeranno teneri. Regolate di sale e di pepe e servite subito accompagnando con un giro di olio extravergine di oliva a crudo e crostini di pane tostato.

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10 comments

1 Elena 28 marzo 2011 alle 09:57

Provata ieri sera questa zuppa, con autentica roveja umbra! Beh, la ricetta è veramente buona (ho solo allungato un po’ i tempi di cottura).Grazie!

2 Sara@fiordifrolla 28 marzo 2011 alle 22:04

@ Elena: benvenuta e grazie per avermi fatto sapere che hai gradito! Adoro la roveja, anche se fatico un po’ a trovarla ultimamente e poi è bello sapere che oltre ad essere ottima fa anche molto bene :)

3 Elena 29 marzo 2011 alle 11:18

Grazie a te ancora per la ricetta…cercando in internet non si trova praticamente nulla su questo legume!!

4 Sara@fiordifrolla 29 marzo 2011 alle 20:31

@ Elena: di nulla figurati! Credo non si trovi niente perché è ancora poco conosciuto, almeno questo è quello che ho riscontrato in base alla mia esperienza :)

5 emanuela 31 ottobre 2011 alle 15:08

io trovo dei fantastici legumi “dimenticati” in un negozio di perugia. ovviamente c’è anche la roveja e con questa ricettà è gradita a tutta la famiglia. provate le “medaglie del papa”. sono dei grossi fagioli, rigati come i borlotti, ma piatti (come una moneta). lessateli con carota e sedano e conditeli semplicemnte con ottimo olio evo, sale e pepe. buon appetito!

6 Sara@fiordifrolla 31 ottobre 2011 alle 17:21

@ Emanuela: benvenuta :) Sono da poco stata a Perugia, ma purtroppo le medaglie del papa me le sono perse! Ora è ovvio il fatto che tu mi abbia messo in testa un certo tarlo ed inizia la ricerca ;) Spero di riuscire a trovare anche questi legumi “dimenticati”, un genere che mi appassiona molto :) Grazie per il suggerimento :)

7 elena 25 novembre 2011 alle 22:07

mi incuriosisce molto questo legume, la roveja, me ne ha parlato anche un’amica che l’aveva provata durante una vacanza in Umbria e mi aveva detto che è un alimento quasi estinto. Mi piacciono molto questi legumi di nicchia, ma dove li trovo a Milano??

8 Sara@fiordifrolla 28 novembre 2011 alle 22:26

@ Elena: sì è vero, è un legume molto antico e purtroppo quasi dimenticato. Il consiglio è di andare in qualche negozio che vende questo genere di prodotti, a Milano sono certa che ce ne sarà almeno uno, a volte la roveja la si trova anche nei mercati più forniti. Io ne faccio scorta quando vado in Umbria :)

9 Giulia 20 aprile 2012 alle 20:04

@Elena anche io sono di Milano e mi rifornisco di Roveja in un negozio in corso Vercelli 14..l’ho trovata lì e da Emme service in via Castaldi. Una volta me la sono anche comprata on line da questa azienda di Colfiorito Casale1485.
Baci

10 Sara@fiordifrolla 21 aprile 2012 alle 10:00

@ Giulia: grazie per la preziosa informazione che sarà utile a tutti :)

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