I Vanillekipferl sono tradizionali biscotti austriaci alla vaniglia, diffusi anche in Germania, Alto Adige e in buona parte dell’Europa centrale, preparati soprattutto durante il periodo natalizio. Si riconoscono subito per la caratteristica forma a mezzaluna e per la consistenza particolarmente friabile, data da un impasto ricco di burro e frutta secca. In questa ricetta utilizzo le mandorle, mentre dopo la cottura i biscotti vengono ricoperti di zucchero vanigliato oppure, come ho fatto io, di zucchero a velo.
Ho scoperto questi biscotti durante un soggiorno in montagna, dopo averli acquistati in un negozio di Ortisei. Mi erano piaciuti così tanto che, tornata a casa, ho voluto subito provare a prepararli. Ho anche tentato di farmi svelare la ricetta del negozio — occhioni da Bambi compresi — ma mi è stato risposto che il procedimento, tramandato da oltre cent’anni, era segreto. Sono quindi tornata a casa senza ricetta, ma con due confezioni di Kipferl da utilizzare come termine di confronto.
Per preparare i miei Vanillekipferl ho scelto la ricetta di Sigrid. Il risultato mi è piaciuto moltissimo: non erano identici a quelli assaggiati a Ortisei, naturalmente, ma ci si avvicinavano abbastanza. All’epoca pensai che con un ottimo burro di malga sarebbero stati ancora più buoni, e continuo a pensare che in biscotti così semplici la qualità del burro faccia davvero la differenza.

Tradizionalmente i Vanillekipferl vengono ricoperti ancora tiepidi con zucchero vanigliato. Io scelsi invece lo zucchero a velo, ma potete utilizzare entrambi. Se volete preparare lo zucchero vanigliato in casa, potete conservare lo zucchero in un barattolo insieme a una bacca di vaniglia già utilizzata e ben asciutta: con il tempo ne assorbirà il profumo.
Se amate i biscotti della tradizione mitteleuropea, provate anche i miei biscotti tirolesi, gli Husarenkrapferln o biscotti degli ussari, piccoli biscotti alla confettura, e i biscotti di pan di zenzero (Lebkuchen), immancabili nel periodo natalizio. Tra le ricette tedesche trovate anche i Frankfurter Kranz Plätzchen, farciti con crema al burro e confettura e decorati con granella di nocciole.
Questa ricetta fa parte della storia di Fiordifrolla: quando la pubblicai per la prima volta, nel dicembre 2008, dedicai questi biscotti a Chia_76, una lettrice affezionata che allora seguiva e commentava assiduamente il blog. Quella dedica resta qui, insieme alla ricetta.

Vanillekipferl: biscotti alla vaniglia
Ingredienti per circa 60 biscotti:
- 200 g di farina 00
- 175 g di burro
- 100 g di farina di mandorle
- 80 g di zucchero semolato
- 2 tuorli
- 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
Per la finitura:
- Zucchero semolato vanigliato per spolverizzare i biscotti o zucchero a velo
Come preparare i vanillekipferl:
- Nella ciotola della planetaria lavorate lo zucchero semolato con il burro tagliato a pezzetti. Unite i tuorli, uno alla volta, e quando saranno ben amalgamati incorporate la farina, la farina di mandorle e l'estratto naturale di vaniglia. Lavorate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Trasferitelo sul piano di lavoro e, se necessario, lavoratelo brevemente a mano. Dividetelo in due parti, formate due cilindri, avvolgeteli nella pellicola per alimenti e fateli riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
- Prelevate dal frigorifero un cilindro di impasto alla volta, lasciando l'altro al freddo. Tagliate delle porzioni spesse circa 2 cm e fatele rotolare sul piano di lavoro fino a formare dei cilindretti lunghi circa 3 cm e spessi quanto un dito. Assottigliate leggermente le estremità e incurvate ciascun cilindretto dandogli la caratteristica forma a mezzaluna. Procedete allo stesso modo fino a esaurire l'impasto.
- Disponete i Vanillekipferl, ben distanziati, su una teglia rivestita di carta da forno. Cuoceteli nel forno già caldo a 175 °C per 10–15 minuti: dovranno rimanere piuttosto chiari e non prendere troppo colore.
- Lasciateli intiepidire sulla teglia prima di spostarli, perché appena sfornati sono molto fragili. Quando saranno ancora tiepidi, passateli delicatamente nello zucchero semolato vanigliato oppure, se preferite, spolverizzateli con zucchero a velo. Una volta completamente freddi, conservateli in una scatola di latta.
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Gentile Signora, penso che oltre alla qualità del burro, forse possano mancare alla prefezione di questi biscotti le qualità delle mandorle che nella farina di mandorle industriale sono scarse, per l’età di magazzinaggio delle stesse, prima e dopo essere ridotte in farina, appunto.
Penso che il suo pasticciere bolzanino potesse avere nel laboratorio la “raffinatrice”, strumento col quale ridurre in polvere mandorle di FRESCA raccolta annuale, spellate da poco, e quindi con tutto il loro sapore. probabilmente con qualche mandorla amara in aggiunta o con qualche goccia di olio essenziale di mandorle amare. Non so se sia questo il sapore che le mancava, nel confronto, ma credo che se se ne presentasse l’occasione io applicherei queste varianti. cordialmente.